Platini attacca: “Ceferin politico ridicolo. Agnelli pensa solo ai soldi”

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Intervistato da L’Equipe l’ex giocatore ed ex-presidente Uefa, Michel Platini, ha parlato a tutto tondo dello stato del calcio europeo tirando frecciate a tutti, dalla stessa Uefa alla Fifa passando per Ceferin e anche Agnelli. Queste le sue parole:

“Euro 2020? Sfortunatamente, la pandemia… Ma penso comunque che sia stata un’ottima idea celebrare il 6o° anniversario del Campionato delle Nazioni Europee coinvolgendo molti Paesi. In Romania o in Azerbaigian stanno costruendo nuovi stadi, quindi hanno il diritto di ospitare l’Euro. Io invitato? No. È stata una mia idea, ma a quanto pare la Uefa e i Paesi ospitanti l’hanno dimenticato”.

CEFERIN

“I miei rapporti con Ceferin… non esistono. Lo capisco: è uno di quei politici che non hanno giocato a calcio e stanno vivendo il loro momento di gloria. Se i vecchi giocatori come me si mettono accanto, loro non esistono più. Trovo che abbia gestito la crisi della SuperLega in modo sbagliato. L’allontanamento dei grandi club per fondare la propria competizione è l’unico vero pericolo ricorrente che la Uefa deve gestire. Quindi è meglio anticipare piuttosto che trovarti di fronte a un fatto compiuto e trattare i dirigenti come “codardi”, “serpenti” o “scorpioni” come ha fatto Ceferin. Ridicolo”.

SUPER LEGAUE

“Quando all’inizio della mia presidenza UEFA ho dovuto affrontare lo stesso tipo di problema, sono andato a vedere i dirigenti per convincerli che le nostre competizioni erano le migliori. Parlavamo nell’interesse del calcio, non solo di affari o televisione: ma anche di giocatori e tifosi. Non c’era Ceferin a litigare con Agnelli… Perché è crollata così in fretta? Perché i suoi leader hanno fatto una comunicazione di merda, i media erano contrari e i sostenitori, soprattutto inglesi, erano come al solito, cioè formidabili. Anche gli allenatori sono stati molto bravi. Pep Guardiola è sempre fantastico!”.

AGNELLI

“Non sono stato sorpreso dall’atteggiamento di Agnelli: è sempre stato così, orientato a voler soprattutto valorizzare economicamente la Juventus. Ma non puoi fare tutto pensando ai soldi. Altrimenti è necessario sponsorizzare le reti da porta e incollare pubblicità sui giornalisti nella tribuna stampa. L’Avvocato diceva sempre che il calcio apparteneva ai tifosi e ai media. Ho aggiunto: “Anche ai giocatori”. E lui mi rispondeva: “Questo è quello che pensi!”. Ma l’Avvocato amava profondamente i giocatori”, ha detto Platini.

L’Equipe

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