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Quando Zanetti scriveva di Tardelli: “Il peggiore. Addirittura chiese di…”

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Marco Tardelli ha commentato le parole di Massimo Moratti con una frase shock che fa molto discutere: “Quella di Moratti una bella critica? Sì, una bella critica. Ma io credo che bisognerebbe smettere con queste critiche. La Juventus ha vinto quello che ha vinto sul campo”. A proposito di Tardelli, l’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti, oggi vice presidente, si era espresso nel suo libro “Giocare da uomo”. Queste le sue parole:

“Ho già raccontato la mia «antropologia» dei club – ogni squadra ha una spiccata personalità – che le stagioni trascorse ad allenarmi con gli ex juventini Lippi e Tardelli mi hanno radicato nell’anima. Tardelli ha chiesto all’Inter di vendermi, un acquirente s’è fatto avanti: il Real Madrid, le «Merengues» allenate da Vicente Del Bosque”.

Poi aggiunge: Tardelli il peggiore in tutti i sensi, come uomo e come tecnico. Ho lavorato tra gli altri con Bielsa, Passarella, Simoni, Hodgson, Lippi, Maradona, Zaccheroni, Mourinho, Leonardo, Mancini, Ranieri, Stramaccioni, ora c’è il mister Mazzarri: tanti tecnici, diverse personalità, scuole che prediligono l’attacco o la difesa, maniaci della palla a terra e teorici del gioco sulle fasce, mister con il culto della psicologia e tecnici persuasi che il pallone non abbia pensieri, vada messo in porta e basta. Tardelli è scarso. I suoi allenamenti non sono da squadra che vuole vincere un trofeo: monotoni, ogni giorno gli stessi esercizi, fiacchi, poco fisici, per nulla tattici. Per Tardelli – scrive Zanetti -, il calcio è catena di montaggio, fatto come con lo stampino dei bambini sulla spiaggia: forme sempre uguali”.

VIDEO – Tardelli: “Basta attaccare la Juve sui 38 scudetti”. Teotino…

L’ARROGANZA

“Appena arrivato a Milano, mi fa cenno con il dito di avvicinarmi e mi chiede: «Tu sei il capitano, giusto?». Una domanda già curiosa: lo sa tutta Italia che, da Marcello Lippi in poi, sono io a giocare con la fascia nell’Inter. Con rispetto gli rispondo: «Sono capitano dell’Inter, mister». «Guarda, non mi piaci per niente quando porti palla. Devi darla via prima, hai capito?» «Mister, allora temo che ci sarà un problema. Perché queste sono le mie caratteristiche. Io sono così.» Il lettore non pensi che mi sia arrabbiato per il messaggio di Tardelli: il calcio non funziona se l’allenatore non ha la libertà di parlare con franchezza ai giocatori, che siano capitani, fuoriclasse o meno. Mourinho ci faceva cazziatoni pazzeschi, a volte anche a me, urlando, per fare notare alla squadra che non c’erano privilegi, che nel lavoro, sudando, eravamo tutti uguali, niente classi riservate. Avrei accettato con tranquillità e attenzione un parere tecnico, pronto a migliorare il mio gioco per la squadra. Come uomo, come giocatore dell’Inter e capitano non potevo invece accettare l’arroganza, la presunzione, la scortesia”. 

Giocare da uomo

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