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Quasi risolto il problema Sanchez: prestito con obbligo di riscatto. I dettagli

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Nelle dieci partite dopo la fine del lockdown, Alexis Sanchez ha segnato 3 reti, l’ultima ieri contro il Genoa. E ha regalato 7 assist ai compagni. Nessuno in Europa ha passato più palloni decisivi, solo Leo Messi ha fatto altrettanto. Per questo l’Inter, che per quattro lunghi mesi non ha potuto contare su di lui ( purtroppo infortunato), non vuole più lasciarlo andar via. Il Manchester United, proprietario del cartellino del cileno, ha acconsentito a prolungare il prestito – che sarebbe dovuto scadere il 30 giugno scorso – solo fino al 6 agosto. Il giorno prima, l’Inter a Gelsenkirchen dovrà giocarsi gli ottavi di finale di Europa League contro gli spagnoli del Getafe. Poi i Red Devils lo vorrebbero indietro.

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PRESTITO CON OBBLIGO DI RISCATTO

“La ritrosia dello United – scrive la Repubblica in versione online -, a prolungare ulteriormente il prestito di Sanchez dipende dal fatto che, se entrambe le squadre dovessero andare avanti nella competizione, potrebbero incontrarsi in finale. E gli inglesi non vogliono lasciare a una potenziale avversaria un vantaggio competitivo. Una situazione che l’ad nerazzurro Beppe Marotta ha definito “anomala”. Le due società hanno contatti quotidiani per trovare un accordo che soddisfi tutti. Lo United vorrebbe che l’Inter acquistasse il giocatore a titolo definitivo. I nerazzurri chiedono di potere trattenere Sanchez ancora per un anno in prestito, con obbligo di riscatto (intorno ai 15 milioni) al termine della prossima stagione. Oggi il giocatore ha un ingaggio di 18,2 milioni di sterline, pagati per circa un terzo dall’Inter. Lasciandolo partire, il club di Manchester avrebbe anche un risparmio notevole. Il suo contratto scade nel 2022″.

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La Repubblica

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