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Repubblica – Serie A in caos totale, c’è anche chi non vuole più giocare

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L’ultima partita di Serie A di questa stagione potrebbe essere stata Sassuolo-Brescia del 9 marzo. Stando a quanto riferisce “la Repubblica”, non è escluso che il sipario sul campionato italiano di calcio possa essere calato il 9 marzo scorso, visto che – in piena emergenza Covid-19 – alcuni fra i venti club stanno pensando a questa prospettiva.

“Chiuso qui il campionato? Possibile. Molti stranieri sono andati all’estero e chissà quando tornano. Il coronavirus ormai è un problema mondiale, non solo italiano (o cinese). Fra i venti club della serie A c’è chi vuole tornare in campo a tutti costi ,magari giocando a giugno e luglio (fra questi c’è anche De Siervo, ad della Lega) ma c’è anche pensa, e forse anche spera, che la stagione sia chiusa qui. La Lega di serie A, come al solito, ha “anime” diverse. Alcuni club hanno fatto i loro calcoli, non avendo più traguardi da raggiungere quest’anno se non si tornasse a giocare le ultime 12 giornate potrebbero risparmiare sullo stipendio dei giocatori”.

NO A 22 SQUADRE“Ci sono misure urgenti, e altre che potrebbero essere discusse più avanti come la legge 91. Nel caso non si ripartisse più la decisione sul da farsi spetterebbe alla Figc: non ci sono norme, e questo può scatenare non pochi contenzioni. C’è ad esempio da comunicare all’Uefa le squadre da ammettere alle Coppe europee e il compito tocca a Gravina: ci sono varie correnti di pensiero. Chi vorrebbe scegliere il ranking Uefa, chi preferirebbe tenere in conto delle quattro che hanno partecipato quest’anno e chi invece vorrebbe mandare in Europa le prime quattro della classifica di quest’anno al momento dello stop. Si terrebbe conto quindi dell’ultima classifica completata, cioè con tutte le squadre che hanno giocato lo stesso numero di partite? Potrebbe essere la linea prevalente, anche se manca una regola. Ma il problema in Lega, almeno in maniera ufficiale, non è mai stato affrontato. Anche la Figc aspetta di vedere che succede, augurandosi naturalmente che la stagione possa avere una sua conclusione anche se in zona Cesarini: Gravina ha preso subito in mano la situazione con fermezza e non accetterà di sicuro soluzioni poco sportive. Ma che succerebbe con la B che ha playoff e playout? E con la C nella medesima situazione? L’ipotesi di una serie A a 22 squadre non solo non piace a Gravina, e ha perfettamente ragione, ma creerebbe problemi enormi di calendario nella prossima stagione, 2020-2021, visto che si dovrà chiudere a maggio per lasciar posto agli Europei”.

DANNO ECONOMICO“Ci sarà sicuramente battaglia, così come ci sarà battaglia quando i club decideranno di tagliare gli stipendi ai loro calciatori. Nell’ipotesi peggiore, cioè con la stagione che non si riprende, si tratterebbe di una decurtazione del 30 per cento, un risparmio teorico per i club di circa 450 milioni lordi. Ronaldo ci rimetterebbe 9 milioni. Ma bisognerà tenere presente chi era in ferie in questo periodo di stop, e di chi era in malattia (in quarantena). Le trattative sarebbero individuali, il governo dovrebbe fare un provvedimento. Non è per niente semplice venirne a capo, ma il taglio comunque ci sarà, piccolo o grande che sia. I club lo considerano “imprescindile” visto che avranno comunque un danno che può oscillare dai 200 ai 700 milioni, non caso si giocassero le ultime 12 giornate oppure tutto finisse qui. Non resta che aspettare”.

la Repubblica