Romelu Lukaku non suda, non segna e non parla mai a caso

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C’è una gioia in questo 2020, si chiama Romelu Lukaku. Si, perché il bomber dell’Inter è un giocatore che non suda, non segna e non parla mai a caso. E ce lo spiega oggi la Gazzetta dello Sport:

Romelu non parla a caso e le parole dopo il match in Germania lo confermano: “Non ho mai giocato così bene nella mia vita”. C’è un mondo dietro queste parole del belga, ogni settimana che passa si vede e si sente sempre più in cima alla montagna – spiega la rosea -. Poi il giochino continua così: l’Inter, il calendario e Antonio Conte gli aggiungono altri metri da scalare, lui a testa bassa puntualmente aggiorna il record.

SEGNARE

“Nessuno ha fatto più gol di Lukaku nelle coppe europee in questo 2020: 11 reti, tra Champions ed Europa League, tre più di Lewandowski e Haaland. Undici come una squadra, come l’Inter che Rom si carica sulle spalle ogni maledetta domenica (ma pure in mezzo alla settimana, eh). Giusto per condire un piatto già ricco. È di questi giorni l’indiscrezione secondo cui Zakaria, centrocampista adattato a difensore del Borussia Mönchengladbach, è seguito da vicino dal Bayern campione d’Europa. Ecco: Zakaria, due sere fa, è stato rimbalzato – verbo non scelto a caso, riguardare l’1-2 per capire – da Lukaku come l’ultimo degli amici che si chiamano la sera per trovare il decimo mancante a calcetto. Serve a capire quanto Rom abbia ormai assunto una dimensione internazionale. Quanto Conte lo abbia aiutato a recuperare posizioni all’interno di un panorama europeo che non lo vedeva più ai primissimi posti, dopo l’esperienza negativa al Manchester United. Oggi viene da chiedersi: quanto pesa Lukaku? Ok, 100 kg sulla bilancia e lo sappiamo. Ma il livello raggiunto è tale da permettersi di essere confrontato senza pudore ai big d’Europa. In assoluto, solo Lewandowski, Haaland e Cristiano Ronaldo hanno segnato di più nell’anno solare, tenendo come riferimento sia le reti nei club sia nelle nazionali”.

SUDARE

“Da quando è in nerazzurro Lukaku ha segnato 45 gol, solo quattro di questi non sono serviti per portare a casa almeno un pareggio. Restando all’anno solare, rispetto ai 31 gol con l’Inter in 22 diverse partite, la squadra di Conte ha perso solo tre match: Bologna in casa, derby col Milan e finale col Siviglia. Al rientro a Milano, il gigante nerazzurro non aveva altro desiderio che recuperare le energie, dopo un rientro alle 4 della mattina. Eccolo, il sudore, la fatica. Lukaku è ben oltre i gol che segna. È trascinante, nel rapporto con la squadra, più di quanto Lewandowski, Haaland e Ronaldo non lo siano per Bayern, Borussia Dortmund e Juve”.

Gazzetta dello Sport

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