Sconcerti: “Conte, l’isteria asciuga. Ora sta imparando a gestire ingoiando”

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Ecco l’analisi che Mario Sconcerti ha fatto sul Corriere della Sera:

L’Inter è l’opposto del Milan. Difficilmente può giocare bene, ma ha tanti giocatori decisivi – scrive Sconcerti -. È una squadra di giocatori compiuti, Conte non ha tirato a indovinare, da Kolarov a Vidal, a Young, a Darmian, ha scelto solo giocatori che conosceva bene. L’Inter non ha la leggerezza del Milan. Qualunque passo è nervoso, qualunque cosa tende subito al dramma. L’Inter è un’armata potente, quindi lenta. Conte ha raggiunto solo metà della sua perfezione, ma forse basta. Nemmeno il Milan è completo, è il calcio del virus che tiene tutti su un tono più basso. L’Inter però cresce mentre il Milan resiste. Aveva grossi problemi in difesa, ora ha preso solo quattro reti nelle ultime sei partite. E forse stupirà sapere che uno dei giocatori più presenti in questo periodo è stato Darmian”.

Poi aggiunge: “L’Inter parte favorita contro quasi tutti gli avversari, è una specie di bugia che impressiona sempre perché ha attaccanti giovani e tra i migliori al mondo. Questa è una differenza che pesa: Lukaku ha giocato 12 partite su 14. Accanto a Lukaku gioca Lautaro, il giocatore ideale per investire su tutto quello che il fisico di Lukaku costruisce di lato, quando non va via da solo. Lautaro non dribbla, non fa assist. Lautaro tira e basta e senza guardare la porta. È questa abbondanza che non fa giudicare l’Inter per come gioca, quello è un effetto estetico. L’Inter è quasi soltanto potenza pratica”.

ANTONIO CONTE

“Sento spesso dire che Conte smetterà presto di allenare perché è una candela che brucia dall’alto e dal fondo, dura la metà del tempo. Non credo andrà così. Conte è sulle spine perché questo è l’anno che decide la sua caratura. È stato un anno fermo al Chelsea, esonerato in casa, ha buttato il primo anno all’Inter, è uscito adesso dalla Champions. O vince o perde posti nei soldi e nella stima – spiega il giornalista -. Ma l’isteria non uccide, asciuga. Ora guida l’Inter in modo diverso da un mese fa. Ha meno giri, non è calmo ma lascia più fare. Sta imparando a gestire ingoiando“.

Corriere della Sera

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