Serie A in chiaro in TV? La fattibilità, i pro e i contro

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Riparte la Serie A (così han scritto). Dopo tanta confusione e incapacità di gestione, dopo tante polemiche e tanta delusione da parte della Lega Calcio, la massima competizione calcistica italiana, forse (meglio essere cauti) riparte. Dopo i comunicati ufficiali, si è deciso. Si gioca, ma a porte chiuse. Una situazione surreale, dove occorrevano poche e semplicissime valutazioni. E perché una vita facile? Che mai sia. Invece è stato partorito un guazzabuglio sfacciato, con alcune partite disputate a porte aperte, altre a porte chiuse, tifosi del nord con zero possibilità di entrare nel loro stadio, altri tifosi settentrionali che sono potuti andare in trasferta, altri ancora controllati all’ingresso col termo-scanner. Da questa mancata decisione preventiva è scoppiato il caos più totale, con la creazione di un clima irrespirabile, proprio nei giorni più difficili e particolari degli ultimi anni: un capolavoro al contrario. Come succede spesso da queste parti. Talmente abituati che non ci facciamo neanche caso.

Ma torniamo al tema “Serie A in chiaro”. Quant’è vero? La fattibilità, i pro e i contro. Andiamo con ordine.

Prima del big match di Juve-Inter della scorsa settimana, si era discusso della possibilità che il Derby d’Italia potesse essere trasmesso in chiaro in TV. Era stato lo stesso emittente satellitare Sky Sport (titolare dei diritti in Pay-TV e proprietaria di TV8) a rendersi disponibile. Poi, nel più classico melma burocratico italiano, la cosa è sfumata, causa Legge Melandri che non prevede la trasmissione in chiaro delle partite di Serie A. Oggi però, dopo il provvedimento governativo che ha imposto le porte chiuse per il prossimo mese, si è riaperto il dibattito sulla trasmissione in chiaro.

FATTIBILITA’ 

Per consentire alle televisioni di poter trasmettere in TV in chiaro alcune partite della Serie A, basterebbe un comma inserito in un Decreto Legge (lo strumento legislativo utilizzato dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza), che superasse provvisoriamente la Legge Melandri. La difficoltà sarebbe la declinazione pratica: modalità di trasmissione e numero di partite trasmissibili.

I PRO E I CONTRO

La soluzione delle partite in chiaro in TV nel mese di marzo, renderebbe sicuramente felici i tifosi che hanno già pagato i loro abbonamenti o biglietti allo stadio. Consentirebbe, inoltre, di evitare il formarsi di gruppi numerosi presso bar o locali pubblici, il rischio principale in questo periodo. In generale, poi, permetterebbe di risollevare un po’ l’animo ai milioni di appassionati, in molti casi confinati tra le mura domestiche, ovviamente per necessità. Ma, ci sono anche i contro, perché chi ha già un abbonamento Sky o  DAZN, non sarebbe molto d’accordo nel vedere “regalate” le partite a chi non ne possiede alcun abbonamento televisivo. Soprattutto, non farebbero i salti di gioia i titolari di locali pubblici o bar, che pagano cifre elevate alle Pay-TV.