Stankovic: “In nerazzurro anni bellissimi. L’Inter è una seconda pelle”

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Dejan Stankovic è l’ospite speciale di ‘A Night Not for Everyone‘, programma di InterTV: “L’Inter per me è una seconda pelle, sono cresciuto nella Stella Rossa ma ho chiuso all’Inter anni bellissimi. Dopo essere arrivato, dicevo di voler chiudere all’Inter e così è stato. Anche dopo la fine del contratto con l’Inter è arrivata qualche offerta ma non me la sono sentita di accettare”, dice Stankovic.

PERIODI DIVERSI“Per fortuna ho trascorso poco tempo dell’Inter che non vinceva. Sono arrivato a gennaio 2004, un anno in cui si costruiva una nuova Inter, con un po’ di cambiamenti, poi nel 2006 abbiamo cominciato a vincere. Sono arrivati giocatori con grande carattere, senza nulla togliere ai giocatori che c’erano prima, ma l’Inter è un grande club e il suo posto è stare in alto”. 

ALLENATO DA CONTE“Sì, mi avrebbe fatto molto piacere. Quando è arrivato ho fatto un’intervista e ho detto da subito che è un grande professionista che cambierà subito l’Inter. Dopo tre mesi si vede già la sua mano, i giocatori che lo seguono, San Siro pieno che è una cosa importante”.

GOL NEI DERBY“Ci sono due aneddoti particolari. Nel 2006/07 tiravo anche le punizioni e Mancio mi prendeva in giro che non riuscivo a mettere una bella palla, fare un bel calcio d’angolo o cross, il gol di Hernan è nato dopo un mio cross e allora dopo mi diceva che non prendevo mai la porta e per il terzo gol ho preso la porta – sottolinea il Drago Stankovic -. È stato un bel derby, molto importante, abbiamo stradominato, abbiamo rischiato di non vincere. Sono sincero se fosse durato di più avremmo rischiato di non vincere, Marco (Materazzi ndr) è stato espulso non so perché e avremmo potuto rischiare. Il secondo derby, era la seconda partita di José, abbiamo fatto una cena Thiago, Julio, io, Wesley e abbiamo fatto una cena il giovedì a casa mia e di quella cena abbiamo segnato in tre e anche Julio ha fatto una bella partita. Due gol bellissimi, due derby bellissimi mi metti in diffcoltà ma scelgo il derby del 4-0″.

GOL TRA SCHALKE E GENOA“Sono due gol non da fuori area, ma addirittura da centrocampo, sono molto fortunato. Quello con lo Schalke bellissimo, mi dispiace che il risultato di quella partita abbia messo in ombra il gol. Un gol davvero pazzo, stranissimo. Dopo venti e passa secondi scelgo questo, perché è un gol stranissimo”.

MIHAJLOVIC“Sinisa è padrino dei miei figli, è più di un amico, è un punto di riferimento della mia vita. Lui è un guerriero, lo striscione dell’Inter è stato scritto bene, io gli ho dato un assist. Lui ha gli attributi per lottare, siamo alla fine, deve continuare a lottare, siamo tutti con lui. Ha dimostrato a tutta Italia e al mondo la sua forza contro la malattia”.

IL CALCIO GIOCATO“All’inizio mi mancava. Il primo anno è molto difficile, anche per i miei colleghi. Sei abituato a quello tutta la vita, con l’adrenalina a mille e ti ritrovi a non saper cosa fare. Ogni tanto quando vedo il campo, soprattutto San Siro pieno ti torna il flash back”.

I MATCH IMPORTANTI“Siamo tutti diversi, ognuno ha la propria carta d’identità e vive il match a modo proprio, io lo vivevo tranquillamente, avevo come compagni come Materazzi o Sinisa. C’era un po’ di ansia ma che sparisce al fischio d’inizio”

BORUSSIA-INTER“Non sarà una partita facile, spero che stiano tutti bene a disposizione perché bisognerà giocare una partita dietro l’altra. Non conosco Dortmund, non ci ho mai giocato ma conosco il muro giallo: sono 25mila persone che creano un’atmosfera bellissima. Mi aspetta una grande Inter, sarà una partita tosta per loro sono forti”.

IL GIOCATORE SIMILE A STANKOVIC“In nessuno, siamo diversi ed è meglio che ognuno abbia la propria carta d’identità. Il mister ha scelto bene in estate, ora si parla di mercato di gennaio. Io sono dell’idea che se vuoi fare una grande stagione, serve una panchina lunga. I giocatori ci sono, ma non sarebbe male allungare la panchina”, conclude così Deki Stankovic.

InterTV