Super League, minacce UEFA ma la Serie A in corso non si tocca

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La Serie A in corso non è in discussione. La guerra dei ricchi del calcio è una scena in divenire che non consente decisioni impulsive. Peraltro lo sfoggio muscolare del battesimo annunciato, con tanto di copertura (si fa per dire) economica di JP Morgan, potrebbe in realtà nascondere un tentativo di trattare, in pratica chiedere più soldi, con l’Uefa da una posizione di forza. Sembra una partita a poker, ma proprio per questo non è ipotizzabile che la vicenda deflagri già nei tornei in corso come Serie A, Champions ed Europa League.

In ogni caso la Federcalcio e le altre federazioni nazionali agiranno insieme con Uefa e Fifa, senza fughe in avanti. Per questo l’esecutivo dell’Uefa in corso darà la prima indicazione politica sui comportamenti da tenere nei singoli Paesi. Peraltro le conseguenze dell’operazione lanciata (o minacciata?) sono talmente devastanti che lo stesso scenario italiano rappresenta solo un pezzo di un contesto globale, una sorta di “americanizzazione” del calcio con l’inseguimento del modello NBA, completamente lontano dalla storia e dalle tradizioni dell’Europa. Dunque, la linea di contrasto sarà europea e mondiale.
È lo stesso discorso che sta prendendo piede fra i calciatori. Nelle prossime ore è atteso un pronunciamento della FIFPro, il sindacato internazionale. Il rischio è che i calciatori siano stritolati nello scontro, con un girone di “eletti” che andrebbe presumibilmente a guadagnare di più e il resto costretto a ridimensionare tutti i compensi. Senza dimenticare un possibile scenario in cui la stella di un City o di un Real, giocando il campionato miliardario, rischierebbero di essere esclusi da Mondiali ed Europei.
Gazzetta dello Sport

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