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Tavecchio: “Nessun problema con la Juve, ma nel 2006 chiesero loro la B”

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L’ex presidente della Figc Carlo Tavecchio ha parlato a tuttoJuve.com, partendo dalla ripresa del campionato: “Il campionato riparte, ma qui c’è una bella spada di Damocle che pende sulle teste di tutti: se qualche giocatore dovesse prendere il ‘Covid-19’, voglio vedere poi che succede. Spero non sia una trappola”.

Antonio Conte dalla Juventus in Nazionale, Tavecchio racconta: “Il contatto nacque nel 2014: ero in vacanza in Trentino e lo chiamai, lui era in villeggiatura nell’Adriatico. Fin da subito si è dimostrato aperto a quella che era la nostra proposta, in più avevo trovato lo sponsor ‘Puma’ che era intervenuto in aggiunta a quanto poteva pagare la federazione. Così si è risolta la situazione. L’errore forte è stato quello di non tenerlo, ma purtroppo il Chelsea pagava il doppio. E dal punto di vista etico, per noi non era una cosa fattibile. Allegri o Sarri per l’Italia? No, se fossi stato ancora presidente avrei tenuto Conte e lo avrei pagato la stessa cifra del Chelsea. La mia prima scelta era Fabio Capello, Carlo Ancelotti era impegnato e avevamo richiesto anche Roberto Donadoni”.

Tavecchio torna sulla vicenda Calciopoli e la richiesta di risarcimento della Juventus: “Ho sempre avuto dei rapporti ottimi con Andrea Agnelli e tutta la dirigenza bianconera, anche con Beppe Marotta che ora lavora per l’Inter. Rapporti ottimi anche quando Agnelli ha chiesto risarcimento da 443 milioni? Sì, assolutamente. Confermo che i rapporti erano ottimi. Poi stiamo parlando del 2006, lì è stata la Juventus a chiedere di esser collocata in Serie B. Il tribunale di Roma ha approvato quella che era stata la richiesta della società bianconera”.