UFFICIALE – Indagati Paratici e gli avvocati della Juve. La ministra ammette di aver aiutato il ds juventino

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Fabio Paratici è ufficialmente sotto inchiesta per false dichiarazioni ai pubblici ministeri e risultano indagati anche i legali della Juve, gli avvocati Luigi Chiappero e Maria Turco.

“Gli accertamenti investigativi – si legge nel comunicato della procurahanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per ‘accelerare’ il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez”.

Nell’ordinanza si specifica che fu Paratici a contattare la ministra dei Trasporti Paola De Micheli per ottenere il numero del capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi. La ministra, si legge nelle carte, è “sua amica d’infanzia” e “ha ammesso di aver procurato” il contatto. Ora De Micheli chiarisce che “non avendo conoscenza della procedura specifica” per far ottenere il passaporto italiano a un cittadino straniero:

“Ho chiamato il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, per anticipargli che sarebbe stato contattato da un dirigente della Juve (Paratici) che aveva bisogno di avere informazioni  necessarie per completare la pratica per il riconoscimento della cittadinanza italiana di Suarez. Quindi non ho nulla a che fare con la procedura d’esame d’italiano di Suarez, oggetto dell’inchiesta”.

La procura ritiene infatti di aver “corroborato il quadro probatorio” grazie alle nuove prove raccolte in questi mesi, a partire dalle perquisizioni e i sequestri risalenti al 22 settembre. Secondo gli investigatori, gli indagati hanno istituito una sessione “ad personam” dell’esame “farsa” per Suarez, consentendo “il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana”. I contenuti della prova, aggiungono, “erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”.

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