Zazzaroni attacca Marotta: “In Bundesliga non c’è Marotten di turno”

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L’ossessione sull’Inter di Ivan Zazzaroni è enorme, non ha confini. Il povero giornalista si sfoga, attacca spesso e volentieri, perché nelle decisioni indecenti di una politica scarsa come quella italiana, di un governo davvero confuso, di una Lega che non vale niente e di una Federazione imbarazzante c’entra sempre l’Inter, o Giuseppe Marotta, o forse Antonio Conte, chissà…

Ecco cosa scrive Zazzaroni nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, esaltando la decisione della Germania di far ripartire il campionato e attaccando ovviamente, l’Inter, o meglio Marotta:

“Oggi in Germania si torna in campo. Perché Angela Merkel ha deciso che la Bundesliga doveva ripartire e non si è curata delle proteste, delle contestazioni di esperti (e ministri) e di qualche sondaggio sfavorevole. In Germania subito dopo il lockdown, il 12 marzo, federazione e lega hanno chiarito che bisognava assolutamente concludere la stagione e contrastato con energia, oltre al virus, l’opposizione (debole) di pochi club. 

In Germania il 23 aprile la lega compatta (sul serio) ha raggiunto un accordo con le televisioni che hanno versato l’80% dell’ultima rata, ovvero 230 milioni (sui 300 del contratto), e da lì i tedeschi lì sono ripartiti. In Germania quattro club presenti nell’ultima Champions (Bayern, Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Lipsia) hanno istituito un fondo di solidarietà di 20 milioni per aiutare tre società a rischio di insolvenza ponendo altre basi per il riavvio. 

In Germania i presidenti non hanno imposto tagli ai calciatori, i quali si sono tassati autonomamente del 20% per consentire il pagamento degli stipendi di impiegati, massaggiatori, magazzinieri, uscieri, collaboratori. In Germania Horst Seehofer, ministro dell’Interno con delega allo Sport, assai discusso ma non per il calcio, ha aiutato in tutto e per tutto il fussball e il 3 maggio ha dichiarato: “Trovo plausibile il programma proposto dalla Lega e sostengo un riavvio in questo mese”.

In Germania – bontà loro – non hanno allo sport Vinzenz Schwertaus (serve la traduzione?), quello che in assenza di argomenti si è addirittura aggrappato alle proteste del tifo organizzato e a una norma capestro (la quarantena di squadra al primo positivo) imposta dal Cts. In Germania Cts non significa Comitato tecnico scientifico: la “s” sta per “spielen”, giocare. In Germania nella stagione ‘18-19 il calcio ha superato per la prima volta i 4 miliardi di ricavi, le entrate sono aumentate del 28,5%.

In Germania il calcio professionistico dà lavoro a 56.981 persone. In Germania 28 dei 36 club di A e B hanno chiuso la stagione scorsa con un utile netto. In Germania hanno trovato una decina di calciatori positivi, li hanno isolati e sono andati avanti.

In Germania l’aumento improvviso – poi rientrato – dell’erre con zero (Ro), il tasso di contagiosità di un virus, non ha fermato il calcio. Non posso sapere se in Germania riusciranno a portare a termine la stagione, di sicuro i tedeschi ci stanno almeno provando: confermano così di saper fare sistema, di rispettare le istituzioni, di avere un governo forte e uno spirito costruttivo e di non sottostare ai cambi di umore dello Joseph “Sepp” Marotten di turno.

Domanda scontata: e allora perché non ti trasferisci in Germania? Rispondo: e perché invece non ci spediamo chi dico io?”, conclude Zazzaroni.