Trevisani: “Già partito il processo a Chivu. E poi ci sono allenatori ben più protetti”

Intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà, il giornalista Riccardo Trevisani ha espresso il proprio punto di vista sul momento dell’Inter, soffermandosi in particolare sulle critiche piovute su Cristian Chivu dopo la sconfitta nel derby. Il tecnico nerazzurro è finito al centro delle polemiche, ma secondo il giornalista il giudizio sul suo operato rischia di essere eccessivamente severo, soprattutto considerando il percorso compiuto finora alla guida della squadra:

“È già cominciato il processo a Chivu, una cosa che trovo piuttosto curiosa. Quando è arrivato all’Inter aveva appena tredici presenze in panchina in Serie A e, nonostante questo, può vantare la migliore media punti nella storia del club. Certo, ha ereditato una squadra costruita attraverso il lavoro di Inzaghi e ha trovato una società solida, con dirigenti come Ausilio e Marotta, capace di conquistare dieci o undici scudetti negli ultimi sedici campionati. Insomma, le condizioni di partenza erano sicuramente favorevoli. Ma avere a disposizione una buona squadra e una società organizzata non significa automaticamente essere all’altezza del compito. Finora, però, Chivu ha dimostrato di saperci stare.

Questo non vuol dire che sia esente da responsabilità: nella gestione del derby, ad esempio, ho condiviso ben poco, a cominciare dalle scelte iniziali, passando per il cambio di modulo e arrivando alle sostituzioni tardive. Bonny non era nelle condizioni di giocare, ma Esposito avrebbe potuto avere molto più spazio rispetto ai dieci minuti concessigli. È stata una brutta serata, senza dubbio. Ma nella storia del calcio ne abbiamo viste tante, anche da parte di allenatori con ben altra esperienza, considerazione mediatica e protezione. E lo stesso vale per arbitri e calciatori. Una serata negativa non può diventare una sentenza definitiva su Chivu, né tantomeno giustificare accostamenti a personaggi come Pacciani e Sempio”.

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