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Inter – Frasi

Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza. Vi chiedo di urlare forza Inter con passione, ma senza rabbia.

(Giacinto Facchetti)

Non posso negarne l’esistenza ma, dal punto di vista ontologico, la dicotomia è una sola: Inter-Juve. Ho scritto dicotomia, ma Inter-Juve è di più. È una contrapposizione come Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, Usa e Urss, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, yin e yang, moto Bmw e moto giapponesi. Non si tratta di stabilire chi è meglio e chi è peggio (anche se io un sospetto ce l’avrei). Inter e Juve sono pianeti distanti, che entrano in contatto solo in occasione di una partita, di un’amicizia o di un matrimonio. Allora, qualcosa succede. Gli interisti sono romantici, con una punta di decadenza. Gli juventini, neoclassici. Noi siamo idealisti, loro positivisti. Gli interisti sono una nazione dolente (tre scudetti in trent’anni e un Helsingborgs quando non te l’aspetti); gli juventini credono nelle magnifiche sorti e progressive (e spesso vengono accontentati).

(Beppe Servergnini)

Da bambino ce l’avevo con l’Inter che era venuta a battere a Belgrado la mia squadra, la Stella Rossa. Ma poi quando, qualche anno dopo, fu il Milan ad eliminarci all’ultimo minuto da una coppa europea, diventai per reazione tifoso interista.

(Vuk Jeremić)

L’Inter è spiritualità, è un modo di vivere, di essere. Un’avventura storica straordinaria: sconfitte, vittorie di Pirro, casualità, è sempre un sabato del villaggio. L’interista è programmato geneticamente alla sconfitta, noi la vittoria non sappiamo come gestirla.

(Roberto Vecchioni)

Ho un grande orgoglio di allenare l’Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell’Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l’allenatore dell’Inter.

(José Mourinho)

La Francia favorita dagli arbitri perché gioca il Mondiale in casa? C’è una sola squadra in tutto il mondo che è favorita dagli arbitri e non è ai Mondiali ma gioca in Italia.

(Yuri Djorkaeff nel 1998)

Anche io ho le mie cose da nascondere: una volta ho giocato nel Milan.

(Giuseppe Meazza)

Ventidue dei centoquattro anni dell’Inter li ho trascorsi indossando con orgoglio i colori che amo, che ho sempre con me e che mi sono tatuato sul braccio.

(Walter Zenga)

Il giorno in cui l’Inter mi chiamerà, potrò pure morire.

(Walter Zenga)

A Milano ci sono due squadre: l’Inter e la primavera dell’Inter

(Avv.Peppino Prisco)

Sono tifoso dell’Inter e di tutte le squadre avversarie che a turno incontrano Milan e Juve.

(Avv.Peppino Prisco)

Quando stringo la mano ad un milanista me le lavo, quando la stringo ad uno della Juventus guardo se ho ancora tutte le dita.

(Avv. Peppino Prisco)

Inter a luci rosse? Beh, meglio che rossonere!
Giocatori a festini hard? Non saprei. Quando escono, non mi chiamano mai!

(Avv. Peppino Prisco)

Prima di intervenire nel dibattito, vorrei che vi alzaste in piedi, per un momento molto serio: c’è una commemorazione da fare; (e mentre tutti si alzano in piedi preoccupati) ecco, quello che volevo dirvi è questo: chi non salta rossonero è!

(Avv. Peppino Prisco, davanti a oltre 300 persone riunite il lunedì successivo a Milan-Inter 0-3, campionato 1997-98)

La gioia più grande?Il Milan in serie B. La prima pagando, l’altra gratis.

(Avv.Peppino Prisco)

Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.

(Avv.Peppino Prisco)

Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.

(Avv.Peppino Prisco)

Il rigore negato a Juventus-Inter nell’aprile del ’98 non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.

(Avv. Peppino Prisco)

L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.

(Avv. Peppino Prisco)

Un pronostico su Ascoli-Milan? Non saprei, non seguo il calcio minore!

(Avv. Peppino Prisco)

L’Inter è una meravigliosa capriola della vita.

(Michele Serra)

Pazza Inter? Può darsi, ma finché la pazzia è questa credo sia bello essere l’Inter, una squadra capace di imprese così e di partite così intense, vibranti, come piacciono a me.

(Marco Materazzi)

Ma dimmi cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria.

(Elio e le storie tese nell’inno nerazzurro)

Siamo una squadra di matti e così ci piace.

(Paolo Bonolis)

Scegliere l’Inter è come entrare in un labirinto. Un favoloso dedalo neroazzurro, pieno di sorprese a ogni svolta. Al centro c’è l’obiettivo, il premio, la gioia che attendiamo. Il problema è: come arrivarci?

(Beppe Severgnini)

L’Inter non ha vie di mezzo: o sta sulla luna o va nel pozzo!

(Giovanni Trapattoni)

L’Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L’Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l’ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro.

(Josè Mourinho)

Il tifoso interista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso interista è un’innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino.. È fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico.

(Javier Zanetti)

Forse nemmeno un grande scrittore avrebbe potuto immaginare questa scena, e cioè il figlio che quarantacinque anni dopo il padre conquista la stessa Coppa, con la stessa squadra non ereditata ma testardamente ricomprata nel 1995, trentasette anni dopo l’addio del padre al club del cuore.

(Fabrizio Bocca)

Se mi sento un po’ Babbo Natale per tutti gli acquisti e i miliardi spesi per l’Inter? No, lui avrebbe speso sicuramente di meno.

(Massimo Moratti)

La bellezza di questa squadra è quella di avere sempre avuto nella sua storia un senso artistico da abbinare a una forza da esprimere in campo. C’è una cosa di cui vado orgoglioso: che questa società è sempre stata condotta da persone per bene.

(Massimo Moratti)

L’Inter è sempre sola nel senso di solitaria, staccata da tutto il resto, al confine; è sola nel senso di unica, nel modo di pensare, di agire e di rapportarsi con il mondo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, a costo di sembrare banale: l’Inter è una creatura diversa rispetto a tutte le altre squadre. Nel nostro DNA c’è una piccola dose, o forse qualcosa di più, di sana, lucida follia; l’Inter è genio e sregolatezza, l’Inter è sofferenza, l’Inter è dolore, l’Inter è estasi. Dall’Inter ci si può aspettare tutto e il contrario di tutto. Vittorie impossibili e tonfi clamorosi, partite della vita e passaggi a vuoto inimmaginabili. È così, storicamente.

(Javier Zanetti)

Noi interisti siamo sempre stati quelli contro: i ribelli di Guerre Stellari contro l’Impero, gli indiani contro i cowboys, i troiani contro i greci che si studiavano a scuola. Insomma, in una parola, noi siamo i buoni.

(Gianluca Rossi)

E’ dallo stile e dall’eleganza del cuore che si riconoscono gli interisti. Noi interisti siamo artisti pazzi, nati sotto la luna piena di marzo, ma il nostro cuore è una spugna immersa nel coraggio.

(Luigi Garlando)

E’ vero. L’Inter nasce da una costola del Milan: infatti noi non abbiamo mai rinnegato le nostre umili origini!.

(Avv.Peppino Prisco)

Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte. Era la sera del 9 marzo 1908, erano poco più di quaranta. Oggi siamo milioni.

(Giacinto Facchetti)

Nascerà qui al ristorante L’orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.

(Milano, 9 marzo 1908, in occasione della nascita dell’Inter)