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Leao si trasforma in tifoso da bar sui social: polemica inutile contro Inter e Barella

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Rafael Leao si è trasformato ormai in tifoso da bar: le sue polemiche su Twitter sono numerose e l’ultima riguarda Nicolò Barella, e ovviamente l’Inter. L’attaccante milanista ha ripubblicato un post di un utente qualunque dove fa una polemica inutile che riguarda l’ammonizione subita di Fikayo Tomori dal direttore di gara Fabio Maresca.

Insomma, questi sono dei post che vengono pubblicati da tifosi qualunque e di certo non da professionisti milionari. Eppure Leao l’ha fatto e ha dimostrato ancora una volta la sua mediocrità di pensiero. Si tratta sempre di un’ammonizione dove può riguardare situazioni totalmente diverse e ovviamente arbitri diversi. Per esempio Fabio Maresca è un arbitro con il cartellino facile, Michael Fabbri invece non lo è, visto che la differenza di trattamenti che ha pubblicato Leao riguardava un caso di Inter-Verona con protagonista Barella e il gesto di Tomori in Fiorentina-Milan.

Qui parliamo di una caduta di stile di un giocatore che, a prescindere dei casi a favore o contro, non può abbassarsi a certi livelli, anche perché un tifoso è sempre un tifoso, invece un calciatore deve dimostrare la propria professionalità senza fare l’ultrà, e soprattutto, senza creare situazioni di tensione sul nulla totale. Perché diciamocela tutta: un professionista del massimo campionato deve pensare dieci volte prima di esprimere o pubblicare certe cose. Questo vale per tutti e non solo per Leao.

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Suma indignato: “Sanzioni solo contro Milan e Juve”

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E’ un Mauro Suma in versione totale indignazione sui social. Il telecronista di fede milanista si è espresso in modo inequivocabile per quanto riguarda le sanzioni sportive. Suma sostiene che le vittime di queste sanzioni sono il suo Milan e l’amica Juve. Queste le sue parole:

“Ormai in questo paese (intende l’Italia) è codificato, il termine esatto codificato, che certe sanzioni si debbano invocare soltanto contro il Milan e la Juve, punto – si esprime in modo netto Suma senza prendere in considerazione le prove tangibili riguardanti le squadre sopracitate -. Poi ci sono le colonne d’Ercole, oltre le quali è vietato commentare, non dico andare, ma commentare, ragazzi questo non si può. Quindi io segnalavo questo tema, segnalavo questo aspetto, cioè se tu ricevi una perquisizione da parte della Procura di Milano sei già in Serie B e stai zitto. Se invece succedono altre cose, anche piuttosto concatenate fra loro e piuttosto toste a giudicare da quello che si legge, fra loro va tutto bene. Va tutto bene, non ti preoccupare, noi non centriamo nulla, stai tranquillo non permetterti. Ragazzi il mood è questo”.

Insomma, il messaggio di Suma è piuttosto chiaro: la buttiamo in caciara. Ovvero in stile all’italiana che lo fanno tutti però solo a noi queste cose. Roba già vista e rivista migliaia di volte.

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Zazzaroni: “Io poco obiettivo ma onesto, invece i giornalisti leccano il c**o alla propria squadra”

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Ivan Zazzaroni è molto amareggiato dagli ultimi comportamenti di Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito. L’ex ballerino scrive così sulle colonne del giornale che dirige:

“Lotito ha definito il Corriere dello Sport il Corriere di Trigoria. Ha sbagliato il foglio, perché quell’articolo a lui sgradito e che probabilmente non aveva dato tanta attenzione era del Corriere della Sera e non nostro. Poi c’è De Laurentiis che ha vietato ai suoi dipendenti di parlare con Dazn, invece in Lega solo silenzio, visto che la piattaforma versa milioni per i diritti della Serie A”. 

Zazzaroni continua: “I presidenti che vogliono il cronista di riferimento stanno aumentando, ma tutto questo solo per colpa dei giornalisti, perché negli ultimi anni molti giornalisti si sono schierati apertamente con la squadra del cuore diventando organici della stessa. Sui social c’è il trionfo del leccaculismo artistico, invece io resto onesto, nonostante sia poco obiettivo. I miei partiti cambiano spesso panchina e io con loro, ovvero con Allegri, Ancelotti, Capello e Mourinho, per 40 anni Mancini, poi Giampaolo e infine l’indimenticabile Sinisa. Professionisti che portano sul campo il calcio che amo di più. Di volta in volta sono stato interista, milanista, juventino, romanista, laziale, fiorentino, bresciano e di riflesso anche anti una serie di squadre. Solo una sola squadra può contendere una fetta del mio cuore al Bologna ed è proprio il Napoli”.

Corriere dello Sport