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Kobin avvisa l’Inter: “È una squadra forte, ma con lo Shakhtar finirà 3-3”

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Vasyl Kobin, ex calciatore dello Shakhtar Donetsk, ha espresso il proprio punto di vista sulla sfida contro l’Inter, in programma nella terza giornata della fase campionato di Champions League. Intervistato in esclusiva da Ukrainskyi Futbol, l’ex giocatore ha indicato i nerazzurri come favoriti, sottolineandone l’esperienza internazionale e il valore della rosa: “L’Inter parte avvantaggiata: è una squadra più esperta e blasonata rispetto allo Shakhtar, oltre a poter contare sul sostegno del proprio pubblico. Le formazioni italiane sono sempre avversarie complicate da affrontare. La continuità con cui i nerazzurri raggiungono le fasi a eliminazione diretta della Champions, oltre alla finale disputata nella stagione 2024/25, testimonia il loro livello”.

Kobin si aspetta una squadra di Cristian Chivu aggressiva fin dalle prime battute, determinata a prendere il controllo del gioco e a sfruttare la spinta di San Siro per riscattare le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge: “Credo che l’Inter proverà subito a imporre il proprio ritmo, mantenendo il possesso e portando pressione nella metà campo avversaria. I tifosi avranno un ruolo importante e daranno ulteriore carica alla squadra, desiderosa di conquistare la prima vittoria in questa Champions League. Lo Shakhtar dovrà quindi prepararsi a un avvio particolarmente intenso e riuscire a resistere alla pressione nei primi dieci o quindici minuti”.

L’ex giocatore ucraino ha poi affrontato il tema delle scelte tattiche di Arda Turan, escludendo un cambio di atteggiamento da parte dell’allenatore dello Shakhtar: “Non penso che rinuncerà alla propria impostazione offensiva. La questione è capire se l’Inter gli consentirà di sviluppare il gioco che ha in mente. Non credo sia necessario concentrarsi troppo sui possibili limiti della squadra: lo Shakhtar arriva da nove partite consecutive senza sconfitte in tutte le competizioni. Naturalmente, ci sono sempre aspetti sui quali lavorare e margini di miglioramento”.

In conclusione, Kobin prevede una gara spettacolare, nella quale entrambe le squadre potrebbero trovare con facilità la via del gol: “L’Inter dispone di un attacco molto prolifico, ma concede anche diverse reti. Per questo mi aspetto una partita aperta e ricca di occasioni. Il mio pronostico è un pareggio per 3-3”.

L’ultimo veto di Orsato, Capuano attacca: “Lui non spiega e non fa spiegare”.

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Il sistema arbitrale italiano è alle prese con criticità che riguardano tanto la gestione del VAR quanto il dialogo con le società, con l’ultimo veto di Daniele Orsato ad aggiungere un nuovo elemento di tensione. Come ricostruito da la Repubblica, nelle ultime giornate si sarebbe verificata una svolta significativa nell’utilizzo della tecnologia, alimentando ulteriori interrogativi sulla coerenza dei criteri di valutazione e sulla linea adottata dagli arbitri:

“A preoccupare i club – si legge -, non sono soltanto le decisioni contestate, ma anche la mancanza di un riferimento al quale rivolgersi per ricevere chiarimenti. Un disagio emerso anche dalle parole di Eusebio Di Francesco: “Non si capisce più quale sia il metro e la cosa che fa più male è che non sai nemmeno a chi chiedere spiegazioni”.

A rendere ancora più complicato il quadro è la situazione di Andrea De Marco, ex arbitro individuato per ricoprire il ruolo di referente delle società. La sua nomina, arrivata con sette preferenze, non si è tradotta nell’effettivo esercizio delle funzioni previste. Secondo quanto riportato dal quotidiano, Daniele Orsato avrebbe infatti manifestato la propria contrarietà alla scelta, lasciando De Marco senza un incarico operativo nonostante un accordo economico da 50mila euro all’anno. Una vicenda che arriva al termine di un confronto tra Federazione e Lega Serie A, durante il quale era emersa anche la candidatura di Eugenio Abbattista, sostenuto dal designatore ma osteggiato da alcune società per le sue precedenti dichiarazioni televisive sul sistema arbitrale. Il mancato accordo ha finito per lasciare i club senza quella figura che dovrebbe agevolare il dialogo con i responsabili tecnici.

Il risultato è una contraddizione evidente: mentre le società chiedono maggiore chiarezza sulle decisioni arbitrali, manca un canale di confronto pienamente funzionante. E le rassicurazioni fornite da Orsato durante l’incontro di settembre con gli allenatori non hanno dissipato tutti i dubbi sull’applicazione del VAR”.

Giovanni Capuano ha riassunto duramente la situazione su X: “In pratica si è passati dalla trasparenza assoluta (a volte anche autolesionistica) al buio totale. I club pagano, Orsato non spiega e non fa spiegare. Gli errori si moltiplicano”.

Zenga: “Cosa ci fa Martinez a trequarti campo? Grave errore di Spence”

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Walter Zenga ha commentato sul proprio canale YouTube la sconfitta dell’Inter contro il Bruges, soffermandosi sugli errori difensivi e sulla prestazione di Josep Martinez. Le sue parole:

“Quando si vince si festeggia, quando si perde bisogna dare spiegazioni. E stasera l’Inter ne deve fornire parecchie. Il primo episodio riguarda l’errore evidente di Martinez, che lascia la porta scoperta e concede un gol evitabile. Anche il 4-2 nasce da una grave ingenuità: il passaggio orizzontale di Spence a centrocampo è una giocata che si insegna a non fare fin dai Pulcini. Il Bruges intercetta il pallone e riparte in profondità, con Akanji che non riesce a tenere la corsa dell’avversario. Anche Martinez commette un’altra imprecisione.

Forbs è stato incontenibile e mi sorprende che l’Inter non sia riuscita a trovare le contromisure per limitarlo. Il Bruges ha disputato una grande partita, ma i nerazzurri hanno le loro responsabilità. Subire quattro gol in casa in Champions è pesante, soprattutto dopo la sconfitta di Madrid. L’Inter concede troppe reti. Lautaro ha avuto l’occasione per il 3-3, poi sul ribaltamento di fronte è arrivato il quarto gol avversario. Tuttavia, non ho visto la solita squadra brillante, aggressiva e capace di esprimere idee chiare.

Il 4-2 è una rete che l’Inter non può permettersi di incassare. Anche sul 2-1 ci sono responsabilità, sebbene Martinez sia stato sfortunato sul tocco di Forbs, che colpisce prima con il ginocchio e poi con la punta. Resta però una domanda: cosa ci faceva il portiere così lontano dalla porta? Non voglio puntare il dito contro Akanji o Martinez, perché il problema è più ampio. La squadra subisce troppi gol e, se da una parte il portiere ha commesso errori, dall’altra ha anche compiuto un paio di ottime parate. Ho visto un’Inter stanca, poco brillante, lenta e senza la giusta determinazione. Bisogna anche riconoscere i meriti degli avversari: il Bruges ha giocato una partita straordinaria. Ci sono almeno quattro aspetti su cui riflettere: le troppe reti subite, il ritmo insufficiente, gli errori di Martinez e la mancata reazione dopo il 3-1. Nel finale l’Inter ha reagito più d’istinto, ma dopo il terzo gol ho avuto la sensazione che la squadra avesse smesso di crederci”.