Zlatan Ibrahimovic non perde mai l’occasione di provocare e questa volta lo fa tramite i microfoni di Milan TV. Il giocatore svedese si è espresso così alla domanda del Derby di Milano:
“Speriamo di arrivare alla grande al prossimo Derby che si giocherà in Arabia Saudita. Nei primi giorni ci sono tante chiacchiere in giro, i giornali e i giornalisti parlano tanto per i miei gusti. Poi si esprimono pure gli ex giocatori di Inter e Milan. Derby? Quando entri in campo cominciano a fischiarti, ma è in quel momento esatto che comincio a godere. Godo tanto perché mi sento vivo e da lì non mi può fermare nessuno, più mi fischiano e più godo. E’ meglio per me perché non amo gli applausi, amo i fischi perché mi caricano al massimo”.
Ibrahimovic continua: “Nella mia carriera l’ambiente in cui mi trovo è quasi sempre contro di me, è stato così per tutta la mia carriera. Se riesco a vincere o a fare qualcosa per segnare un gol, è il miglior modo per esaltarti e cercare di dare ancora di più. Questo mi succede contro l’Inter ed è una sensazione bellissima. Bellissima perché si tratta di una partita completamente diversa rispetto alle altre. L’unica cosa da non fare mai è perdere l’equilibrio durante la partita, devi rimanere sempre lucido e fare quello che fai sempre. Ripeto, mai perdere l’equilibrio e mai entrare in campo troppo carico”, conclude il giocatore rossonero.
Radja Nainggolan va più cauto quando si parla dell’infortunio di Romelu Lukaku. L’ex compagno di squadra sia al Belgio che all’Inter ha parlato così del centravanti nerazzurro. Queste le sue parole ai microfoni del portale belga Voetbalprimeur:
“Con alcuni ragazzi sono sempre in contatto – dice il belga -. Con Romelu mi sento quasi ogni giorno e mi racconta della situazione. L’altro giorno Jan Vertonghen mi ha mandato un video su Instagram dove in tribuna c’ero io in compagnia di gente come Iker Casillas, Cafu e Roberto Carlos e poi aggiunge “Ma che cavolo ci fai qui?”. Mi sento pure con Dries Mertens e mi racconta della nuova vita in Turchia con il Galatasaray. Romelu mi ha detto che domenica vuole giocare contro il Marocco. Il fatto che lui sta facendo di tutto per tornare è sicuramente da apprezzare, però fossi in lui non correrei troppi rischi. Ricordiamo che lui all’Inter ha saltato un sacco di partite in campionato e Champions League. Secondo me se si strappa di nuovo, non rideranno di sicuro”, ha detto Nainggolan.
André Onana ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di SportWeek, settimanale de La Gazzetta dello Sport. Queste le parole dell’estremo difensore dell’Inter:
“Qualche anno fa Ausilio è venuto in Olanda per incontrare il mio agente e chiedere di me e della mia situazione all’Ajax – esordisce Onana -. Ho saputo tutto fin da subito e mi sono sentito nerazzurro dal primo momento della trattativa. Adesso è realtà, sono in una città meravigliosa come Milano e in una squadra magnifica con una tifoseria straordinaria. Come fai a dire di no alla Beneamata? E’ impossibile. I tifosi stanno iniziando a volermi bene. Mi riempiono di gioia. Cosa significa l’Inter per me? Facilissimo dire Eto’o, anche per il legame, ma non serve avere la maglia addosso per conoscere questa gloriosa squadra. Per esempio Julio Cesar è il mio idolo, uno dei miei preferiti. Anzi, è stato il primo a sapere del mio trasferimento a Milano. Quando abbiamo chiuso tutta la trattativa non potevo raccontarlo a nessuno. In quel momento mi trovavo a Barcellona e stavo pranzando, si avvina Kharja, un ex giocatore dell’Inter, e mi fa dei complimenti. Dopo un po’ chiama Julio Cesar e gli racconta ‘Ciao Julio, guarda che sto con Onana, un grande portiere e magari un giorno farà la storia come te in nerazzurro’. Julio mi parla con tanta gentilezza e mi consiglia di continuare a dare il massimo. Con lui mi sento spesso, è una bellissima persona e mi da tanti consigli”.
HANDANOVIC
“Non sono sorpreso di essere titolare in così poco tempo perché conosco le mie qualità e i miei difetti. Capisco quando sto crescendo e quando no. Davanti avevo un grandissimo portiere che ha fatto la storia all’Inter, che però è molto diverso da me. Se qualcuno mi dice ‘André, ma Samir è un tuo modello?’ io gli rispondo di no, perché siamo molto diversi. Parliamo di un portiere gigante che ha giocato all’Inter per undici anni, non è mica poco. Questa è storia e tanto, tanto di cappello a Samir. Lui è un portiere all’italiana, forte e sicuro tra i pali, invece io rischio di più, esco, accetto l’uno contro uno e amo giocare con i piedi. Sono modi e insegnamenti diversi a cui si è abituati fin da piccoli. Adesso parliamo di più rispetto a prima. Lui si sta comportando da capitano vero, da leader vero, mi da un sacco di consigli, mi corregge per qualche errore e si complimenta per le parate. Aggiungo una cosa fondamentale: l’Inter è molto più grande di me, di Samir e di tutto il gruppo. Abbiamo il dovere di difendere e onorare questa meravigliosa maglia, siamo solo di passaggio perché l’Inter e tifosi resteranno per sempre. Conta soltanto questo”.
CORDAZ
“Il popolo interista ama Lukaku, contro il Plzen a San Siro ho capito tutto. Mai vista una tifoseria appassionatissima come quella dell’Inter, in quel momento ha mostrato tutto l’amore anche per Romelu. Lo amiamo anche noi e quando tornerà in campo darà il massimo per l’Inter. Ma per me il campione più grande dell’Inter è solo Alex Cordaz. Mai visto in vita mia una persona così positiva come lui, una creatura umana meravigliosa. Se sei triste e guardi la faccia di Alex, quella tristezza ti passerà subito. Credetemi che non sto scherzando, ma Barella va più veloce grazie a lui. Ogni giorno gli dico ‘Alex, sappi che per me è un onore allenarmi al tuo fianco’”.
SKRINIAR
“I ragazzi si stanno abituando al mio modo di giocare. Quando non esco in qualche cross Skriniar mi guarda male e Denzel mi urla ‘Onaaa attento!’. Io rispondo che non posso uscire ogni volta e loro mi capiscono. Mi rende felice questo modo perché si fidano di me e ci capiamo al volo. Le grandi partite mi esaltano tanto, tipo contro il Barcellona la difesa era un vero spettacolo. In Spagna ci hanno accusato di essere molto difensivi, ma quando vedi Skriniar con quella cattiveria che si mangia l’avversario, ovviamente in modo figurativo, come fai a non esaltarti? Quando urla in faccia la sua carica penso sempre ‘Mamma mia che guerriero questo difensore! Con lui ci andrei sempre in battaglia’”.
CAMPIONATO
“E’ vero, in campionato siamo un bel po’ indietro, però dobbiamo stare sereni e ammettere che siamo partiti con il piede sbagliato. Però nella vita e nel calcio le cose cambiano sempre e anche in fretta. Questa volta abbiamo due campionati in una stagione, dobbiamo arrivare come abbiamo lasciato fino a febbraio, poi si vedrà”.
AMICIZIA
“Ho fatto amicizia con tutti i miei compagni. Con Romelu ovviamente, ma ho legato molto sia con Dumfries che con Calhanoglu. Siamo davvero un bel gruppo e sono fiero di questa Inter”, conclude Onana.