“La carriera di Riccardo Ferri è legata in maggior parte all’Inter, dove gioca per diciassette anni, di cui quattro anni di vivaio. L’esordio avviene nel 1981, è Bersellini a volerlo gettare nella mischia. Due anni dopo sarà un titolare inamovibile, in quello successivo troverà il primo gol in Serie A, di testa proprio contro la Juventus. Dopo i Mondiali d’Italia, gli arriva una proposta proprio dalla Juve: un’offerta ricca, avrebbe guadagnato il 30% in più. Ma non basta a farlo vacillare. Ferri ha sempre ricordato con orgoglio il no ai bianconeri, perché all’epoca non si cambiava squadra per vincere ma ci si doveva impegnare per farlo con la propria maglia. La sua era quella dell’Inter e non poteva essere altrimenti, in poche parole un interista vero”.
TROFEI E RITIRO
“In nerazzurro vince lo scudetto del 1989, quello dei record: sarà parte di quella linea difensiva che subirà soltanto 19 reti in campionato, fissando il primato di punti dell’epoca a 58. Oltre ad una Coppa Italia (1982) e a una Supercoppa Italiana (1989) alzerà anche la Coppa Uefa nel 1994. Un addio dolcissimo, con una nota di tristezza. Non al meglio fisicamente, appena rientrato da un serio infortunio muscolare, comunicherà a Marini di non voler scendere in campo nella finale di ritorno; entrerà soltanto al 67’. È l’epilogo, insieme a Zenga si trasferirà alla Sampdoria dopo la chiamata dell’amico Mancini. Giocherà altri due anni e a soli 32 deciderà di smettere”.