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Palmeri: “Miserabile sciacallaggio sull’Inter e su Inzaghi dai media che campano di populismo d’attacco”

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Nel suo editoriale per Sportitalia, Tancredi Palmeri, giornalista e opinionista, ha attaccato alcuni giornali e media sulla situazione ultras che riguarda l’Inter e Simone Inzaghi. Queste le sue parole:

“Trovare qualcosa di contestabile che non sia oltre il fatto che una entità così in vista debba abbozzare ascoltando senza doversi compromettere. Alcuni contatti sono stati sistematicamente concordati mettendo a conoscenza le autorità, passaggio molto importante, perché l’Inter non a caso ha fatto bene a ribadire. Lo stato dell’arte a oggi è proprio questo. Ma nel frattempo non si può non registrare un tale e miserabile sciacallaggio sull’Inter, ma soprattutto su Simone Inzaghi. Questa caccia alle streghe è proprio vergognosa, che guarda caso, una scena che arriva da parte di elementi o media che campano solo di populismo d’attacco, giusto per racimolare l’attenzione che arriva da bassi istinti dei tifosi di riferimento”.

Palmeri aggiunge: “E’ un odio che aiuta a vendere per due spicci qualche copia in più e darsi un minimo di riconoscibilità quando altrimenti sarebbe troppo difficile costruirsela, facendo un lavoro su una professionalità che non è in possesso. Si chiama sciacallaggio a buon mercato che in fin dei conti si riconduce nel fare tutto il possibile per poter vincere il proprio scudettino. Allucinazione collettiva che non ha a che vedere niente con l’importante interesse sociale, perché delle cause in sé non interessano a nessuno se non all’ottica di prendere qualche vantaggio per la propria squadra e danneggiare l’avversario”.

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Spalletti: “Inzaghi? Non devo chiarire niente con nessuno”

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“Non saprei esattamente quali siano stati i rapporti in precedenza. Ovviamente uno ti telefona, ma tu non lo conosci e non hai mai avuto a che fare con questo tizio, penso sia difficile poterci scambiare qualche parola. Io rispondo a tutte le telefonate, anche ai numeri che nemmeno conosco, però so anche riattaccare”, queste le parole di Luciano Spalletti ai microfoni di Rai Sport che non sono piaciute per niente sia all’Inter che a Simone Inzaghi.

Ieri la Gazzetta dello Sport raccontava di un chiarimento tra lui, l’Inter e il suo tecnico. Alcune frasi sono sembrate palesemente una puntura verso l’Inter e il collega piacentino: “In questo caso posso solo dire che situazioni come quelle di Inzaghi non le ho mai vissute – dice Spalletti -. Non mi è successo né a Milano quando allenavo l’Inter né in altri momenti della mia carriera da allenatore. Questa cosa mi ha un po’ sorpreso se devo dire la verità, ma come ho già detto prima mai successo che qualcuno mi abbia chiamato per determinate cose”.

Dopo le parole della rosea sarebbe arrivata una chiamata da parte del c.t per chiarire. Le parti si saranno chiarite veramente? Dalle parole di Spalletti ai microfoni di Tg1 non sembra così: “Io non devo chiarire nulla con nessuno. Ho solo risposto alla domanda che mi ha posto il giornalista e come mi comporto in alcune situazioni”.

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CdS – Quando Inzaghi stoppò la cessione di Federico Dimarco

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Se oggi Federico Dimarco è un pezzo importante dell’Inter, glielo deve senza dubbio a Simone Inzaghi che ha sempre creduto in lui. Quando Antonio Conte arrivò sulla panchina nerazzurra decise di mandarlo via in prestito, così Dimarco perse l’anno del 19esimo scudetto interista. Dopo essere tornato dal prestito, la sua permanenza all’Inter non era così sicura. Poi sulla panchina nerazzurra arrivò Simone Inzaghi e tutto cambiò per l’esterno dell’Inter. Questo il retroscena che il Corriere dello Sport ha raccontato nell’edizione odierna:

“Il tecnico piacentino si trovò in squadra proprio quel Federico Dimarco, reduce di una bellissima esperienza al Verona sotto la guida di Ivan Juric. Il destino del ragazzo era ancora in bilico, con la maglia gialloblù aveva messo in luce le sue grandi qualità, così l’Inter meditava di venderlo davanti ad un’offerta molto importante. Quel Juric lo aveva chiesto fortemente quando si sedette sulla panchina del Torino, ma Simone Inzaghi intervenne e stoppò la partenza di Dimarco. Quel mancino che lo aveva subito conquistato nel giro di pochi allenamenti non si doveva muovere da Appiano Gentile. L’ex tecnico biancoceleste pretese alla dirigenza nerazzurra che il giocatore rimanesse. Beh, è stata proprio la sua fortuna”, conclude il quotidiano romano.

Corriere dello Sport

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