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Raspadori: “Il tifo per l’Inter? Vi spiego. Contro il Milan ce l’abbiamo messa tutta”

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Giacomo Raspadori, attaccante del Sassuolo e della Nazionale azzurra, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport del match contro il Milan all’ultima giornata, del suo futuro e del tifo da bambino. Le sue parole:

“Sono molto esigente con me stesso: se anche sbaglio solo un esercizio in allenamento, ci penso e ripenso, mi macero dentro. So che in questo senso dovrei migliorare, perché a volte esagero, ma so anche che rappresenta un mio punto di forza. Mercato? Con equilibrio. I miei agenti e la società faranno le valutazioni e vedranno cos’è meglio per il mio futuro. Io sono tranquillo e felice di quello che sto facendo. Juve? E’ un grande motivo d’orgoglio, non può far altro che piacere. Alla fine il sogno nostro è di ambire sempre a qualcosa di più grande. Andare in una grande squadra? Penso di essere pronto, perché do sempre il 100% in tutto quello che faccio e quindi sono pronto ai cambiamenti. Giocare in Champions? Non c’è un tempo per raggiungere questo obiettivo, è un’ambizione grande che tutti hanno, spero di arrivarci”.

DYBALA

“Lui è un campione, difficile paragonare un ragazzo come me all’inizio a un campione così. Se c’è una cosa in cui posso assomigliargli è legare il gioco comunque essendo un attaccante”. 

TIFO

“Il mio tifo per l’Inter? Sono simpatizzante, è più stata una cosa da piccolo per andare contro mio fratello che è milanista. Non sono più tifoso, ma simpatizzante dell’Inter. Quando passione e lavoro coincidono il tifo viene meno, ora è per il Sassuolo. Non ero a favore del Milan e nemmeno dell’Inter. L’ultima partita di campionato? Quella contro il Milan è stata una partita tosta, volevamo finire diversamente, ci abbiamo messo tutto ma loro hanno meritato lo scudetto”, ha detto Raspadori.

La Gazzetta dello Sport

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Continuano i passi in avanti nella trattativa per portare Paulo Dybala all’Inter. Dopo gli incontri positivi degli scorsi giorni, si va verso il rush finale in cui dovrebbe arrivare la fumata bianca. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport “tra lunedì e martedì si vestirà di nerazzurro – si legge -. Dopo il primo sì di metà settimana, è arrivo il sigillo definitivo. Non la firma, quello sarà un passaggio formale che arriverà un po’ più in là, insieme all’ufficialità. Ma insomma: Antun e l’Inter avranno un nuovo contatto. Contatto che potrebbe avvenire anche telefonicamente, poiché il messaggio non cambia: Antun riferirà alla dirigenza di Viale della Liberazione “utta la partecipazione dell’argentino al progetto sportivo che lo vede al centro della nuova Inter. Siamo all’ultimo metro, neppure chilometro, di una maratona iniziata a metà gennaio”.

DETTAGLI

“Il nuovo contratto – quello nerazzurro – prevederà un ingaggio da 6 milioni netti di parte fissa, più bonus per arrivare a toccare quota sette. Al giocatore – e al suo entourage – sarà riconosciuto come da prassi un premio alla firma, lontano però dalle cifre circolate alcune settimane fa, i dieci milioni – scrive la rosea -. ‘Vogliamo costruire la squadra entro il mese di giugno per mettere a disposizione di Inzaghi la miglior rosa possibile'” diceva ieri Beppe Marotta, e considerando l’incombenza della fine di giugno, completare l’organico in un lasso di tempo così ristretto significa due cose: l’idea del club di accelerare arriva in virtù di un anno che dal punto di vista del calendario sarà inusuale. Secondo significato, il più importante: se Marotta si espone su una tempistica così ridotta, è perché l’Inter pensa di aver già ‘apparecchiato’ la tavola a dovere, di aver imbastito le trattative tanto da pensare di poterle chiudere a breve. Anche oltre Dybala”. 

La Gazzetta dello Sport

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Tacchinardi: “Skriniar e Bremer insieme? L’Inter perderebbe tantissimo”

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Alessio Tacchinardi, l’ex calciatore della Juve, è intervenuto ai microfoni di TUTTOMercatoWEB, facendo il punto attorno alla situazione attuale dell’Inter. Queste le sue parole:

“E’ ancora fantamercato. Skriniar e Bremer sono diversi. Skriniar è il braccetto fondamentale per quel tipo di difesa. Bremer è totalmente un altro. Dovesse finire così l’Inter perde tantissimo. Dybala è un punto di domanda, è forte tecnicamente ma il campo nell’ultimo anno non ha detto che è come Lautaro. Ha sempre fatto discrete partite, ma in quelle di alto livello si è visto poco. Certo, Lukaku può spostare. Io però non penso che al Chelsea si siano rimbambiti e darlo via quasi gratis. Vorranno una contropartita importante”.

IL LAVORO DI MANCINI

“L’Italia ha pochi giocatori davanti che spostano. I migliori in Italia sono tutti stranieri e per i giovani è difficile sfondare. I bravi veri giocano, ma ci sono i cicli. Oggi là davanti c’è poco, anche Gnonto, che mi piace, è uno che deve farsi. Bisogna avere pazienza con i ragazzi ma il livello del reparto offensivo non è di alto livello in Italia”, ha detto Tacchinardi.