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Criscitiello si è mai lamentato della noia per i nove scudetti consecutivi bianconeri?

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“Il rischio è quello di annoiarci, come in parte è già accaduto tra febbraio e giugno. A febbraio non si parlava più di Champions League, con tutte le italiane già eliminate ad eccezione dell’Atalanta, mentre l’Inter sembrava ormai avviata verso lo scudetto e lo scenario appariva piuttosto prevedibile. A completare il quadro c’era poi una Nazionale fuori dai Mondiali. Alla fine, però, Roma e Como hanno conquistato la Champions al posto di Milan e Juventus Dobbiamo ripartire da questo scenario, perché l’Inter ha messo a segno tre operazioni di mercato intelligenti e mirate. Complimenti a Marotta, Ausilio e Baccin: sono stati tre innesti pensati soprattutto per aumentare la competitività in Champions League e, di conseguenza, almeno sulla carta, anche in campionato. Ma questo non rappresenta necessariamente un vantaggio per l’intero sistema Serie A: è certamente un punto di forza per l’Inter, ma non per l’equilibrio del torneo. Se l’Inter dovesse partire con il piede giusto e riuscisse a gestire al meglio anche il doppio impegno, cosa che naturalmente auguriamo a Chivu e alla squadra nerazzurra, temo che la Serie A non abbia ancora le risorse necessarie per mettere fine al predominio dell’Inter. Per la corsa alla Champions League, invece, inserirei sicuramente Juventus e Napoli. Rimane un posto da contendersi tra Roma, Como e Milan, ma presterei attenzione anche a una possibile sorpresa come la Fiorentina”, è questo il pensiero di Michele Criscitiello.

Dunque, la domanda sorge spontanea: come mai il signor Criscitiello non si è lamentato della “noia” quando la Juve conquistava nove scudetti consecutivi? Perché allora non partivano le stesse campagne in difesa dell’equilibrio e dello spettacolo della Serie A? Oggi, invece, basta che l’Inter costruisca una squadra competitiva e subito spunta il problema del dominio nerazzurro. Una coincidenza, forse. Di certo, il cambio di metro è piuttosto curioso.

Perché se davvero la preoccupazione è la monotonia del campionato, il discorso dovrebbe valere sempre, indipendentemente dalla squadra che vince. Altrimenti queste campagne rischiano semplicemente di sembrare battaglie di convenienza. E quando la coerenza lascia spazio alla convenienza, torna alla mente quella celebre espressione di un signore di Setubal…

Sabatini: “Stones? Torno il Sabatini che tutti conoscono, che attacca l’Inter”

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Nel corso di un intervento pubblicato sul proprio canale YouTube, il giornalista Sandro Sabatini ha messo a confronto i profili di John Stones e Trevoh Chalobah, rispettivamente accostati a Inter e Como, soffermandosi sia sul valore attuale dei due difensori sia sulle prospettive future. In apertura, Sabatini ha esordito così: “Torna il Sabatini che tutti conoscono, quello che attacca l’Inter”.

Inoltre: “Devo dire una cosa: il calcio è fatto di duelli e confronti, bisogna capire chi è più bravo tra un giocatore e un altro. Nel caso di Stones e Chalobah, oggi, e probabilmente anche per il prossimo campionato, io prendo Stones. Faccio la stessa scelta della nazionale inglese. È chiaro che, guardando al futuro, Stones può durare un anno, massimo due, mentre con Chalobah il Como ha fatto un investimento destinato a durare più a lungo.”

Sabatini ha poi aggiunto: “Oggi mi affido anche a Tuchel: Stones ha giocato partite da titolare, Chalobah invece non ha mai trovato spazio. È vero, però, che Stones arriva da una stagione quasi interamente condizionata dagli infortuni e spero che non si ripeta, mentre Chalobah è integro.”

Criscitiello: “Juve, basta con la favoletta. Inter e Napoli non sono irraggiungibili”

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Nel suo editoriale per Sportitalia, Michele Criscitiello ha fatto il punto sulla situazione della Juve, soffermandosi sul lavoro della dirigenza e sulle prospettive dei bianconeri in vista della nuova stagione. Secondo il giornalista, dopo diversi errori commessi negli ultimi anni, il club ha finalmente intrapreso la strada giusta, affidandosi a figure che conoscono bene il calcio italiano:

“Dopo tanti sbagli la Juve ha almeno preso coscienza degli errori commessi ed è ripartita da chi il calcio italiano lo conosce davvero. Le risorse economiche non sono infinite e proprio per questo servono competenza e fantasia. Oggi nessuno spreca più denaro, nemmeno Inter e Napoli. Il Milan sta investendo, ma parte da una posizione di ritardo”.

Criscitiello ha poi evidenziato come uno dei principali ostacoli sia rappresentato dalla gestione degli esuberi e delle operazioni ereditate dalla precedente amministrazione:

“Il vero problema della Juve è che continua a spendere molte energie per sistemare gli esuberi e rimediare agli errori del passato. Giovanni Carnevali, insieme a Massara, ha però individuato la strada giusta per rifondare la squadra. Senza farsi mettere sotto pressione ha iniziato a programmare e a rinforzare l’organico. Le cessioni saranno decisive, ma questo non significa dover svendere i giocatori per accelerare le trattative”.

Infine, il direttore di Sportitalia si è soffermato sugli obiettivi stagionali della Juve, indicando i bianconeri tra le principali candidate nella corsa al titolo:

“Carnevali ha ancora molto lavoro da fare, ma la direzione intrapresa è quella corretta. La Juve può lottare per lo scudetto. Inter e Napoli restano davanti, ma non sono irraggiungibili. Il Milan è più indietro, mentre la Roma, dovendo affrontare anche la Champions League, rischia di lasciare punti per strada. Spalletti deve puntare allo scudetto: lo impone la storia della Juve. Basta con la favoletta di dover entrare tra le prime quattro La Juve è ripartita e sta lavorando nel modo giusto”.