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Il Milan di oggi ha gli stessi stranieri dell’Inter del 2010, come mai Sacchi non si esprime?

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Adesso al buon Arrigo Sacchi non interessa molto parlare della questione stranieri in abbondanza nelle squadre italiane. Non gli interessa perché tocca direttamente il suo Milan, quindi guai a trattare l’argomento. Un argomento che Sacchi stesso non si risparmiava un tempo fa quando toccava all’Inter. Torniamo nel 2015 dove possiamo leggere cosa disse al riguardo l’ex tecnico milanista:

“L’ultima volta che abbiamo vinto una Champions League è stata con l’Inter di José Mourinho. Una squadra che non aveva nemmeno un italiano. Secondo me è assolutamente una vergogna, a parer mio”.

Adesso dove è finito il salvatore dell’italianità? Avrà smesso di trattare l’argomento dopo aver visto il suo Milan riempirsi di solo stranieri? E’ strano perché nel 2015 abbiamo visto un Sacchi inferocito e considerare la Champions League dell’Inter ‘una vergogna’. Quindi seguendo il suo ragionamento, anche lo scudetto del Milan è una vergogna, perché è stato vinto un trofeo nazionale con il 90% della rosa fatta di soli stranieri. Purtroppo c’è sempre la mania di attaccare gli altri per il tifo sfrenato della propria squadra e non per il fatto che un argomento va trattato togliendo i paraocchi del tifo. Sacchi lo sa bene che la sua squadra del cuore è piena di stranieri e di conseguenza non tratterà l’argomento, come lui anche tanti altri compagni di pensiero di convenienza.

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Sacchi si giustifica: “La mia affermazione non era riferita all’Inter, di cui non mi interessa niente”

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Arrigo Sacchi torna ancora una volta a rispondere dopo le sue parole nei confronti delll’Inter. L’ex tecnico del Milan ha rilasciato qualche commento durante la presentazione del suo libro Il Realista Visionario ieri al Federico II di Jesi. Queste le sue parole:

“In Italia si va avanti facendo i furbi, ma raggiungere l’obiettivo da tali non è mica giusto. Rimarremo sempre in questo stato di crisi se non usciremo da questa situazione non bella. Vincere facendo i debiti vuol dire barare e l’Inter sta barando. Io guardo quanto spendono le squadre”.
Il giorno dopo arriva puntuale la giustificazione di Sacchi. Il suo commento ai microfoni dell’Ansa: “Era del tutto generale la mia affermazione, quindi non era assolutamente riferita all’Inter. Ho anche raccontato un aneddoto su un contrasto avuto con Silvio Berlusconi riguardo all’acquisto di alcuni giocatori importanti, sottolineando che investire in nomi di richiamo avrebbe portato ad un bilancio in rosso e vincere con un bilancio in rosso per Berlusconi sarebbe come barare. Ripeto, la mia affermazione era del tutto generale e non era riferita assolutamente all’Inter, di cui non mi interessa niente, e che per altro sta facendo una bella stagione. Ho anche elogiato l’operato di Simone Inzaghi in nerazzurro”.

 

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Arrigo Sacchi torna a parlare della sua ossessione, ovvero l’ossessione per l’Inter. L’ex tecnico del Milan è intervenuto durante la presentazione del suo libro Il Realista Visionario ieri al Federico II di Jesi. Queste le sue parole: “Il rapporto economico tra l’Inter e il Milan è troppo diverso. L’Inter ha una qualità individuale di esperienza e di tecnica molto superiore, ma il Milan è competitivo grazie al collettivo. In Italia si va avanti facendo i furbi, ma raggiungere l’obiettivo da tali non è mica giusto. Rimarremo sempre in questo stato di crisi se non usciremo da questa situazione non bella. Vincere facendo i debiti vuol dire barare e l’Inter sta barando. Io guardo quanto spendono le squadre”. Ma le parole di Sacchi non sono piaciute a Tony Damascelli che gli risponde così ai microfoni di Radio Radio:

“C’è differenza tra una situazione debitoria e quella patrimoniale, sono due cose diverse. Anche il Milan di Arrigo Sacchi era indebitato, però esisteva un patrimonio netto che era positivo. C’è un aspetto che va oltre il codice del regolamento sportivo: quello dei codici penali e civili. Se un’azienda, in tanti casi quotata in borsa, e hai dei doveri di bilanci da rispettare. Io uscirei dalla frase infelice di Sacchi, perché quando si parla di debiti non si spiega cosa significhi. Chi di noi non ha mai fatto debiti? Sicuramente abbiamo avuto la possibilità di pagarli, ma c’è anche chi non l’ha avuta questa possibilità ed è lì che bisognerebbe intervenire. Questo non è un discorso dell’Inter, perché ci sono società definite floride ma che hanno un patrimonio negativo”.

Infine: “Dunque, bisogna conoscere il significato e le conseguenze di ciò che vai a esprimere in giro. Non è che se uno come Sacchi è un grande personaggio può dire la qualunque. Certamente può dire che si dovrebbe verificare la situazione patrimoniale dei nerazzurri, ma dire che sta barando è un’affermazione. Non è sicuramente in linea con il personaggio che fu, che sembra autorizzato a dire tutto quello che vuole sul calcio. Sacchi – aggiunge Damascelli – parla del fatto che Simone Inzaghi non ha affrontato con disegno tattico e schieramento tattico la sfida con l’Atletico Madrid, solo perché ha messo troppi uomini a difendere, ma andiamo a vedere la partita del suo Milan contro il Benfica, lì vedrete bene quanti difensori aveva in campo”.

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