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Adani punge Sabatini: “Le sue parole su Inzaghi-Calhanoglu? Smentiamo questa piccola setta di mediocri”

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Sandro Sabatini fa molta fatica a complimentarsi con la squadra di Simone Inzaghi e spesso e volentieri si trasforma in ultrà anti-Inter. Le ultime uscite del cosiddetto opinionista superano ogni realtà, e attenzione, non c’è Ivan Zazzaroni che tenga. Lui per sminuire la vera bravura di un allenatore ed esaltare la mediocrità di altri, si oppone al fatto che un tecnico non migliora un calciatore: “Finiamola con questa storia che gli allenatori migliorano i giocatori, non è una regola fissa. Hakan Calhanoglu ne è l’esempio e in giro si dice che Inzaghi abbia lavorato su di lui. Invece Gianpaolo e Pioli cosa stavano facendo? Rendetevi conto che c’è una situazione in cui se dici che Inzaghi ha migliorato il turco dai un complimento meritato per lui ma anche una critica immeritata per Pioli”. Daniele Adani risponde così a Sabatini:

“Siamo nel 2024 e ancora si sente dire da presunti comunicatori, che vengono ascoltati da una fascia mediamente bassa di ascoltatori che sicuramente meritano di più, che un allenatore di calcio non migliora i calciatori. L’esempio cade a puntino per smentire questa piccola setta di mediocri riguarda Teun Koopmeiners. Quando il calciatore giocava nell’AZ Alkmaar, perché non lo conosceva questa setta di mediocri, era un centrocampista lineare scolastico che giocava davanti alla difesa. A volte veniva impiegato anche come difensore centrale, invece all’Atalanta gioca alla Bernardo Silva”.

L’ex difensore aggiunge: “Attenzione, questo è per gli stessi mediocri, non sto dicendo che è Bernardo Silva, l’olandese interpreta il ruolo come Bernardo Silva, cioè fa tutto. Sapete perché adesso è il giocatore che vediamo tutti? Perché l’incastro con Gasperini ha trasformato un discreto calciatore in un super interprete del ruolo del centrocampista moderno totale. Come diceva Maradona ‘In questo mondo ci sono molti, ma molti mediocri che pensavano di essere bravi’. Viva el futbol”, la risposta di Adani a Sabatini.

Sacchi giustifica il Milan: “Secondo posto non un fallimento. I rossoneri hanno speso meno dell’Inter”

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Come al solito Arrigo Sacchi non nasconde il suo tifo sfrenato per il Milan. L’ex allenatore dei rossoneri non si trattiene e spende parole al miele per Stefano Pioli, senza mai mancare la sua ossessione nei confronti dell’Inter. Le sue parole ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

“Io guardo la classifica della squadra di Pioli e vedo loro secondi in classifica con un buon margine di vantaggio sulle altre che stanno sotto. Non dobbiamo dimenticare che il Milan non è la squadra che ha speso di più sul mercato, rispetto all’Inter ha speso molto meno. Se prendiamo l’Inter, loro nonostante gli investimenti maggiori in tre anni non hanno vinto mai lo scudetto. Togliendo qualche trofeo, ma i nerazzurri non hanno sfiorato minimamente il tricolore. Pioli invece lavora con un gruppo di ragazzi che arrivano dall’estero, cosa non facile che pretende pazienza. I miglioramenti di questo Milan si notano e tutto grazie al tecnico”.

Sacchi continua: “Il derby? I giocatori di Stefano Pioli saranno coraggiosi e fiduciosi contro i nerazzurri, daranno il 200% nel derby e lotteranno con tutte le loro forze per evitare che l’Inter trionfi proprio davanti ai loro occhi. Ma la stagione di questo Milan non va giudicata in base ai risultati del derby. Finire secondi in classifica non è un fallimento, perché ripeto, il Milan non ha investito quello che ha investito l’Inter. La crescita di questa squadra è il frutto del lavoro di Pioli, non dimentichiamolo”, ha concluso.

La Gazzetta dello Sport

 

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Mauro polemico: “Il gol di Dimarco? Una vergogna che venga considerato regolare in un fuorigioco”

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Non sia mai parlare di calcio nei programmi di calcio. Parliamo di complotti, favori, arbitri e aria fritta, ma mai di calcio. A noi non ci va proprio di parlare di una squadra che sta dominando il campionato in lungo e in largo, di una squadra che regala spettacolo nonostante i fiumi d’odio ogni fine partita. Macché, è meglio parlare del gol regolarissimo di Federico Dimarco spacciato come irregolare. Lo fa Massimo Mauro in diretta nazionale su Italia 1 durante il programma Pressing:

“Il guardalinee non alza la bandierina perché nessuno gli dice nulla – esordisce Mauro che parla come se fosse presente in sala VAR e sa cosa fosse successo e cosa si sono detti -. Il VAR gli doveva dire cosa fare e questa non è la prima volta e nemmeno l’ultima in cui il VAR dice senza che noi sapessimo nulla. Ma cos’è, uno scherzo? Lui guarda la linea ma non può guardare il lancio. Per me questa è una vergogna perché è stata considerata un’altra azione, lo dico da ex calciatore e da amante del calcio. Il giocatore dell’Empoli rinvia in un’azione pressante, ma non ha alzato la testa o ha stoppato, ha semplicemente rinviato senza fare nessuna giocata. Cosa frega a me del regolamento se c’è il giocatore con la testa bassa che butta via la palla? E’ una follia se il regolamento non permette di intervenire su un gol in cui c’è un fuorigioco”.

Insomma, la solita pochezza che viene raccontata da chi deve svolgere un lavoro equilibrato, imparziale e senza riempire d’odio i cuori dei telespettatori. La solita pochezza che va avanti in un paese che non cerca mai di migliorare, un paese che vive solo di dubbi, complotti, cose strane e terrapiattismo.

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