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Lautaro punge la Gazzetta: “Basta inventare roba che non esiste”

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Oggi la Gazzetta dello Sport ha dedicato uno spazio a Lautaro Martinez scrivendo un discorso che lui stesso ritene di non aver mai fatto ai suoi compagni:

“Sono molto orgoglio di essere il capitano di questa squadra. Adesso non dobbiamo abbassare la tensione, perché questa Supercoppa vinta è una tappa del nostro percorso. Adesso pensiamo al campionato e alla partita contro la Fiorentina perché è molto importante per la nostra classifica. Dobbiamo rimanere sul pezzo in tutte le partite fino a fine stagione. Dobbiamo fare come abbiamo fatto contro il Napoli in finale. Questa è la strada giusta, pensiamo alla squadra e non a noi stessi, come abbiamo fatto finora. Non dobbiamo temere nulla”, le parole scritte dal quotidiano milanese questa mattina.

Parole mai pronunciate dal capitano dell’Inter e, sotto il post pubblicato dalla Gazzetta, Lautaro ha risposto così smentendo tutto: “Ma cosa state scrivendo? Per caso ho rilasciato un’intervista con voi in aereo? Basta inventare frasi che dalla mia bocca non sono mai uscite”, la risposta del centravanti nerazzurro. Subito dopo il post è stato cancellato dalla Gazzetta. Insomma, non proprio una bella figura. Ciò conferma per l’ennesima volta il giochino del giornalismo in Italia.

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Zazzaroni confuso: “Barella ammonito perché l’arbitro aveva espulso Simeone quattro minuti prima”

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Durante la moviola di Graziano Cesari negli studi di Mediaset dopo la finale di Supercoppa tra Inter e Napoli, Ivan Zazzaroni interviene per commentare l’ammonizione di Nicolò Barella dal direttore di gara Antonio Rapuano. L’ammonizione, che costerà al giocatore la squalifica contro la Fiorentina in campionato, è considerata molto eccessiva dall’ex arbitro. Le sue parole:

“Rapuano ha diretto una gara in modo confuso. Non mi è piaciuta per niente la sua prestazione, il metro di giudizio non combacia con quello durante il primo tempo. Ha ammonito Barella per proteste per un fallo che non c’è, ma che senso ha? Lui tocca il pallone nettamente, in più si tratta di una finale e la tensione dei giocatori è molto alta. Tu da direttore di gara devi essere più comprensivo e devi lasciar correre piuttosto che ammonire un giocatore per un fallo inesistente, tra l’altro a due passi da te. Calcolando che il giocatore sconterà la squalifica contro la Fiorentina e non è giusto”, ha detto Cesari.

Zazzaroni aggiunge: “Ma dai, è evidente che lo ammonisce apposta, perché quattro minuti prima aveva espulso Simeone”. Peccato che Nicolò Barella viene ammonito prima dell’espulsione del centravanti del Napoli. L’ex ballerino sempre più confuso.

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Calvarese: “Rapuano non ha convinto e su Barella giallo ingusto”

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Gianpaolo Calvarese, ex arbitro, ora moviolista e opinionista arbitrale, ha parlato dell’operato di Antonio Rapuano, direttore di gara della finale di Supercoppa tra Inter e Napoli. Queste le sue parole sulle colonne di Tuttosport:

“Il direttore di gara della finale di Supercoppa non è ancora internazionale, eppure è stato designato per quella partita che si può considerare la più importante della sua carriera. In questa finale ha sbagliato del tutto il metro disciplinare, perché in una partita simile l’aspetto disciplinare ha un peso specifico rispetto alle altre partite. Se l’arbitro decide di partire con un metro di giudizio e lo mantiene uniforme per tutto il match, questo significa che è senza dubbio discontinuo sul piano delle sanzioni. Nel primo tempo Rapuano risparmia fino al quarantesimo sia Acerbi che Calhanoglu, entrambi da sanzionare, dopo tira fuori due gialli giusti ai danni del turco e Rrahmani”.

Calvarese aggiunge che il direttore di gara “nel secondo tempo rientra in campo con un metro del tutto sbagliato. Ammonisce Barella per proteste, ma il giocatore nerazzurro protesta per un fallo che non c’è. Subito dopo sanziona Simeone con un giallo che ritengo eccessivo, certo, l’Inter stava ripartendo, però la difesa del Napoli sembrava del tutto schierata. Invece il secondo giallo ci sta perché Acerbi subisce un pestone. Non convince la modalità della sanzione, perché l’arbitro arriva in ritardo e forse viene consigliato da Di Bello”.