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La Russa: “Perché volevo fare il Ministro dello Sport? Meloni l’ha spiegato. Andare a Torino? Mai”

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Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione del convegno Italia Direzione Nord-Riflessioni sulla Leadership presso la fondazione Stelline di Milano. La Russa è un tifosissimo dell’Inter, fede che non ha mai nascosto e lo sottolinea durante il convegno:

“Io sono interista fatto e finito, lo sono da una vita. Ho vissuto momenti bui e momenti meravigliosi, fa parte dello sport. Io sono il classifico tifoso che va a vedere la squadra del cuore allo stadio, l’ho fatto da giovanissimo e lo faccio tutt’ora”, dice il presidente del Senato.

La Russa parla anche del ruolo che avrebbe ricoperto durante il Governo Meloni: “Io volevo ricoprire un ruolo molto particolare: il ruolo del Ministro dello Sport. Avevo scelto di fare il Ministro dello Sport perché avevo un obiettivo ben preciso, ovvero andare contro la Juve. Non volevo ricoprire quel ruolo per l’Inter, ma per andare contro la squadra bianconera. Lo ha detto anche Giorgia Meloni. Juve-Inter? A Torino non ci vado più perché ci hanno rubato uno Scudetto ai tempi di Ronaldo. Quel rigore negato grida ancora vendetta e quella Juve poteva solo rubare. La partita l’ho vista a casa e mi sarebbe piaciuto vedere i nostri ragazzi più coraggiosi nel secondo tempo”, ha concluso il politico.

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Paparesta: “Juve-Inter diretta 8 volte. Gara difficile da arbitrare specie quando c’erano le tensioni incredibili”

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Ospite del programma Sportitaliamercato in onda su Sportitalia, Gianluca Paparesta, ex arbitro di Serie A, ha parlato del match di questa settimana tra Inter e Juve allo Stadium. Queste le sue parole:

“Penso che la squadra di Simone Inzaghi sia nettamente superiore da quella allenata da Max Allegri. Le partite arbitrate tra Inter e Juve saranno state circa otto volte, la ritengo una delle gare più difficili da arbitrare, specialmente in quel periodo dove le tensioni erano davvero incredibili. In quegli anni si parlava di questa sfida per settimane, non solo per l’importanza, ma anche per la rivalità”.

Paparesta aggiunge: “Se l’arbitro Guida è quello giusto per arbitrare una partita simile? Direi di si, perché lui come arbitro non ha fatto grossi danni in precedenza con entrambe le squadre, quindi lo ritengo un ottimo arbitro che cerca sia di avere un ottimo rapporto con i calciatori in campo sia di farsi rispettare dagli stessi”, conclude.

Sportitalia

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Sacchi con chi ce l’hai?: “Vincere con i bilanci in rosso è rubare”

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Arrigo Sacchi torna a essere polemico per l’ennesima volta e lo fa davanti ai microfoni di Sky Sport. Niente tatticismi per l’ex tecnico del Milan, infatti questa volta si è spostato sul lato economico. Oltre che maestro di calcio, il buon Sacchi è anche maestro di economia e per lui avere bilanci in rosso è rubare, insomma un tuttofare l’ex tecnico rossonero. Le sue parole:

“Io credo nei valori di un paese che ha sbagliato valori, però la furbizia non è un valore. Diciamo che conta solo vincere. Cerchiamo sempre di fare tattica, poca gente è stratega e questo si rivolta nel calcio. Un calcio che l’abbiamo trasformato in uno sport difensivo ed individuale. Una volta questo calcio era un calcio offensivo e di squadra, ma ora fare squadra in questo paese è un miraggio, facciamo molta fatica. Quasi tutti gli allenatori guardano i piedi dei calciatori, ma a me interessava la testa e non avevo bisogno di giocatori già affermati”.

Ancora più polemico: “Vincere coi debiti vuol dire barare e in Italia la maggior parte dei club ha bilanci in rosso. Questi sono tattici, ma il tattico non dà un gioco, il tattico cerca solo di sfruttare l’errore dell’avversario. Allora cosa fanno? Cercano un giocatore di grande valore che deve approfittare degli errori altrui, ma questa non è una strada da percorrere. Noi per questo abbiamo squadre con i bilanci in rosso – dice Sacchi -, ma vincere con i bilanci in rosso è come rubare. Persino l’Unione europea ha affermato che il 50% della corruzione in Europa si trova in Italia”.

Sky Sport

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