Home Blog Pagina 152

Ausilio punge il Milan: “Thuram? C’è chi adesso nega di averlo trattato, ma la verità è un’altra”

ausilio-inter

Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, è stato protagonista di un’intervista alla Pertini Radio, dopo aver ricevuto la Speciale Spiga d’Oro a Cinisello Balsamo. Le sue parole:

“Nato e cresciuto a Cinisello fino ai ventotto anni. Se mi piace Piero da Cinisello? Penso che Piero basterebbe. La gente mi conosce dopo lo scherzo di Le Iene e non per tutto il lavoro fatto durante gli anni nel mondo del calcio. Sicuramente è stata una cosa divertente, perché la mia risposta durante lo scherzo è stata d’istinto, non ricordo come mi sia arrivata, ma so che è diventata un meme sui social”.

Ausilio continua: “Questo inizio di stagione lo giudico positivo. Non è stato facile perché sappiamo che tutte le stagioni iniziano con difficoltà. La vera difficoltà è stata cambiare dodici giocatori, e quando succede una cosa simile i rischi sono dietro l’angolo, specie quando perdi giocatori che stavano all’Inter da moltissimi anni. I nuovi arrivati sono calati alla grande nel mondo Inter e questo è stato molto positivo. Qualche inciampo c’è stato, ma sappiamo che fa parte del percorso. Le parole di Marotta? Io tra Thuram e Lukaku è ovvio che scelgo il primo per diversi motivi. Il primo è che il ragazzo ci teneva tanto a venire all’Inter. Già due anni fa avevamo chiuso con la sua ex squadra, ma l’infortunio di Marcus ha rallentato tutto. Noi ovviamente non l’avevamo dimenticato e lui non aveva dimenticato noi, perché anche quando sono arrivate altre squadre (riferimento esplicito al Milan) lui ha scelto l’Inter e basta. Adesso queste società negano di averlo trattato ma vi assicuro che le trattative ci sono state perché ho delle conferme certe”. 

Pertini Radio

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

L’incoerenza di Ibrahimovic: “La Juve ha vinto 38 scudetti”. Ma a Sanremo nel 2021 diceva altro

ibrahimovic-polemica-scudetti-festival-dello-sport

Zlatan Ibrahimovic è stato protagonista al Festival dello Sport a Trento, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport. L’ex calciatore del Milan ha parlato di alcuni argomenti, toccando anche quello degli scudetti della Juve. Ad una domanda di quanti scudetti abbia la squadra bianconera, Ibrahimovic non ha esitato a rispondere alla domanda di una spettatrice presente all’evento:

“I tuoi amici interisti dicono che la Juve ha vinto 36 scudetti? No, la Juve ha vinto 38 scudetti perché noi insieme abbiamo lottato e dimostrato che eravamo i più forti in Italia, quindi gli scudetti sono 38 e non 36”.

Bene, fin qui tutto molto bello, ha parlato Ibra che, a detta di molti sostenitori, non sbaglia mai. Ma siamo sicuri di non avere davanti un personaggio incoerente? Perché se torniamo indietro nel tempo, non troppo lontano, esattamente a marzo del 2021, il sopracitato si presenta sul palco dell’Ariston a Sanremo e dice queste parole durante il suo monologo:

“Fin qui ho giocato 945 partite e non ho vinte tantissime, ma non tutte. Ho vinto undici campionati, due in Olanda, quattro in Italia, uno in Spagna e quattro in Francia, e ne ho perso qualcuno. Ne ho vinte anche tante coppe e ne ho persa qualcuna”, le sue parole.

Se ci fosse più coerenza tra i fatti e le parole, un po’ come gli scudetti di una tale squadra, anche per Ibrahimovic ci sarebbe più chiarezza e meno illusioni, ma tant’è…

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Vanoli: “Sempre grato a Conte, mi ha dato la possibilità di vincere lo scudetto con la mia Inter”

inter-vanoli-scudetto

Durante un’intervista lasciata ai microfoni di Sky Sport, Paolo Vanoli, adesso allenatore del Venezia, ha raccontato la sua esperienza sulla panchina dell’Inter a fianco di Antonio Conte. Queste le parole del tecnico varesino:

“Ringrazierò sempre Antonio Conte, perché in Premier League mi ha fatto vivere esperienze bellissime, e in più, firmando anche all’Inter, tra l’altro, dandomi la possibilità di vincere lo scudetto, appunto, con la mia squadra del cuore. Chi mi conosce sa che sono un tifoso interista. Tornando a Conte, tengo a sottolineare che mi ha insegnato a gestire i grandi campioni, ciò mi è stato utile quando ho allenato lo Spartak Mosca”.

Vanoli aggiunge: “L’esperienza allo Spartak mi ha regalato un bel trofeo, ma soprattutto è stata importante per vari motivi. Dopo ho lasciato il paese per causa del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, inoltre non era facile e la mia famiglia era costantemente in ansia per me. Addirittura anche la Farnesina mi chiamava di continuo chiedendomi di rientrare in Italia. Ringrazio tanto anche mia moglie per il supporto che mi ha sempre dato”, conclude il tecnico. 

Sky Sport

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: