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Bianchi: “La carriera da allenatore? Ho bucato solo all’Inter. Vi racconto la gara con Maradona a San Siro”

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Il quotidiano Il Mattino ha intervistato Ottavio Bianchi che il sei ottobre compierà 80 anni. L’ex allenatore di Inter e Napoli ha raccontato della sua carriera da allenatore e un aneddoto con Diego Armando Maradona a San Siro. Le sue parole:

“Con quale squadra sono rimasto più affezionato? C’è da sottolineare che all’Inter credo di aver, diciamo, bucato, per il resto è andato tutto alla grande. A Napoli, Roma, Avellino e Como credo di aver dato sempre il massimo e di aver lasciato un ricordo meraviglioso”.

Bianchi racconta anche la gara di palleggi con i…limoni: “Con Maradona era veramente semplice avere a che fare, l’unico problema era sempre avere a che fare con i giocatori che credevano di essere Maradona. Pensate che una volta, prima di una partita contro l’Inter, feci una gara particolare con Diego. Mente palleggiava un limone la gente intorno rimase estasiata, cosa molto particolare all’epoca dato che il palleggio si poteva fare al massimo con un pallone. Io presi un altro limone e iniziai a farli gara, infatti, ne feci uno in più di lui. Voi pensate che voleva che finisse lì? Macché, per un anno intero mi chiese la rivincita, ma non l’ha mai avuta per il semplice fatto che mi avrebbe senza dubbio massacrato”.

Il Mattino

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Schmidt: “La vittoria dell’Inter meritata, ma per noi c’era un rigore netto”

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Roger Schmidt, l’allenatore del Benfica, ha parlato del match perso contro l’Inter in Champions League. Queste le parole del tecnico della squadra portoghese:

“La partita ha avuto un paio di fasi diverse, ma è normale che i nerazzurri ti mettano sotto pressione e creino le occasioni. Le nostre occasioni dovevamo sfruttarle meglio durante il primo tempo, peccato perché le occasioni ci sono state e potevamo andare in vantaggio prima di loro. Il gol dell’Inter e l’infortunio che abbiamo avuto non hanno aiutato mentalmente i miei ragazzi. Nel complesso direi che il risultato sia giusto, ma nel primo tempo la storia sarebbe potuta andare in modo diverso. Faccio i complimenti ai nerazzurri perché hanno meritato e creato più di noi, ma voglio sottolineare che nel primo tempo noi abbiamo fatto di meglio e ci dovevano dare un rigore netto per un fallo di Barella ai danni di Neres. L’arbitro non ha visto o forse ha giudicato regolare il fallo”.

Schmidt aggiunge: “Siamo rimasti in partita solo grazie al nostro portiere, potevamo segnare e portare qualche punto a casa. L’unica cosa da fare è accettare la sconfitta. La qualificazione? In quattro partite può succedere di tutto, il destino è nelle nostre mani. L’Inter di nuovo in finale di Champions? Difficile da dire, ora l’Inter è più concentrata sul gruppo. Hanno lo stesso tecnico e gli stessi giocatori della scorsa stagione. La panchina dell’Inter è una grande panchina. Con il City hanno giocato alla pari e potevano portare il trofeo a casa”.

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Sacchi: “Il gioco del Milan è un gioco europeo. Inter? Fa un gioco antico e si basa sulle individualità”

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Tanto per cambiare? Tanto per cambiare. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan, Arrigo Sacchi, ha fatto delle differenze su Inter e Milan da classico tifoso da bar. Queste le sue parole:

“Il Milan non è la squadra più forte, ma è quella più vicina a un calcio più moderno, più europeo. Sta dimostrando un entusiasmo e uno spirito di squadra che pochi altri hanno. A questo si aggiunge la qualità di Pioli. Contro la Lazio il Milan è stato ai limiti della perfezione. Una squadra aggressiva, organizzata e connessa tra i giocatori. Leao è un talento purissimo, un campione che gira perfettamente, migliora sempre di più e fa la differenza. Contro la Lazio ho visto il mio Milan, non sto esagerando. Faccio i complimenti a Pioli perché mostra tanti progressi, faccio i complimenti anche ai giocatori del Milan che hanno saputo entusiasmare sia i tifosi allo stadio sia quelli davanti alla TV”.
Sacchi continua: “Ripeto il concetto: l’Inter è un’ottima squadra, ma gioca un calcio antico. A livello internazionale non ti aiuta. La vittoria con la Salernitana è stata un po’ esagerata, ma la squadra di Simone Inzaghi ha meritato. C’è da sottolineare che questo gruppo si basa molto sulle individualità, infatti, si è notato appena sono entrati i pezzi da novanta e hanno cambiato l’esito del match. Inzaghi lo conosco da tanto tempo, è un ragazzo stupendo e io gli auguro tutto il bene possibile. Sta migliorando, ma senza pressing e senza il dominio del gioco non si vince”, ha detto Sacchi.
La Gazzetta dello Sport