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SM – Il Newcastle offre 60mln per Barella: in sede si sono fatti delle risate

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Nicolò Barella è oggetto del desiderio di tanti club inglesi. Il Liverpool di Jurgen Klopp lo vorrebbe a tutti i costi, ma anche il Newcastle di Eddie Howe che negli ultimi giorni ha fatto una proposta di 60 milioni di euro per il gioiello dell’Inter. Proposta che i dirigenti nerazzurri non hanno neanche considerato, visto il valore del giocatore. Come spiega oggi Sport Mediaset ‘Barella lo vogliono tutti e non può essere altrimenti’.

“Tra alti e bassi, Nicolò Barella è riuscito a terminare la sua migliore stagione con nove gol e dieci assist con la maglia nerazzurra. Il club del Viale della Liberazione considera il giocatore sardo un vero e proprio top player. Un giocatore che negli ultimi anni in nerazzurro è riuscito a crescere in maniera esponenziale anche a livello internazionale”.

“E’ normale che il giocatore sia oggetto del desiderio di tanti club esteri – continua l’emittente di Cologno Monzese -. In primis il Liverpool, ma negli ultimi giorni anche il Newcastle degli sceicchi che si sono fatti avanti con un’offerta di 60 milioni di euro. Ma nella sede nerazzurra si sono fatti delle risate quando hanno letto dell’offerta, l’hanno considerata irreale e neanche lontanamente vicina al valore di Nicolò Barella, valore che è di almeno cento milioni di euro”, conclude Sport Mediaset.

Sport Mediaset

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Gesto bellissimo di Onana: un’altra missione nel mirino del portiere

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Ancona una volta un gesto da non sottovalutare quello di André Onana. Finita la stagione dell’Inter di Simone Inzaghi con la finale persa contro il City in Champions League, il portiere nerazzurro torna in Camerun per l’ennesima missione: giocare con alcuni bambini. Non è la prima volta che Onana sta vicino ai bambini bisognosi. Infatti, durante i tre giorni di risposo che aveva concesso Inzaghi prima della finale di Istanbul, l’estremo difensore camerunese aveva preso il volo per tornare a Yaoundé e seguire da vicino una missione molto bella:

“André è tornato in Camerun come aveva già promesso. Promessa mantenuta, partenza e arrivo in giornata: lunedì il portiere dell’Inter si trovava già all’aeroporto di Yaounde Nsimalen – racconta il quotidiano camerunese Cam Foot -. In programma c’era da preparare la seconda edizione della campagna di operazioni chirurgiche guidata proprio da lui in persona e dalla sua fondazione”. 

L’obiettivo, spiega il quotidiano “è quello di aiutare i bambini con patologie e malformazioni. Una campagna in collaborazione con una ong spagnola che andrà in moto dal 17 al 28 giugno di quest’anno presso il centro Nkomkana Sports Medicine a Yaoundé, città natale di Onana. Ancora una volta l’ennesima dimostrazione del portiere nerazzurro nei confronti del suo paese di dare un contributo concreto”, si legge.

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Henry non ci sta: “Lautaro? Sull’errore di Akanji ha deciso che doveva segnare lui e non l’Inter”

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Dopo la finale di Champions League vinta dal Manchester City, Thierry Henry ha parlato delle occasioni dell’Inter non sfruttate al meglio dai suoi giocatori. In particolare si parla dell’errore clamoroso di Manuel Akanji che regala un pallone a Lautaro Martinez ma purtroppo sfruttato male da quest’ultimo. Queste le parole dell’ex attaccante dell’Arsenal negli studi di CBS Sports:

“Mi dispiace per il risultato dei nerazzurri perché avrebbero meritato il pareggio o almeno un gol. Questa è la legge del calcio e bisogna accettarla. Quando sei in svantaggio bisogna rompere gli equilibri e cominciare a crossare. Hai Romelu Lukaku la davanti, quindi cerca di crossare più di una volta, riprova tre, quattro e cinque volte. Non hai il tempo di gestire lo svantaggio, l’unica soluzione è crossare perché il City soffre queste situazioni”.

Henry aggiunge: “Vorrei sottolineare un errore di Lautaro Martinez: Akanji gli regala un pallone clamoroso pensando che il portiere l’avrebbe presa. Lautaro cosa fa? Non prende tempo e non aspetta Marcelo Brozovic al vertice dell’area. Il pallone non andava dato a Lukaku perché era marcato da Ruben Dias, Lautaro doveva solo mantenere la calma per qualche secondo e avrebbe visto Brozovic che buttava la palla in porta. Invece non ha fatto così, ha semplicemente deciso che doveva segnare lui e non l’Inter. Io da ex attaccante gli do un consiglio: non devi segnare sempre tu, deve segnare la tua squadra. Si vince e si lotta insieme. Guardiola in quel momento era in ginocchio a pregare che i nerazzurri sbagliassero”.

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