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Che bordata di Legrottaglie: “Juve, nove scudetti perché avvantaggiata. Hai perso la reputazione”

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Che bordata dell’ex giocatore della Juve Nicola Legrottaglie! Durante la trasmissione Leo Talk su Sportitalia, il giocatore ha parlato dell’ennesimo scandalo che ha toccato il mondo juventino. Queste le sue parole:

“Ho sentito tante chiacchiere, tante parole in giro dei tifosi che gridano al complotto. Bisogna stare attenti perché la situazione è più grave di come viene descritta. Quindi ho fatto una mia ricerca personale per capire meglio e dare un senso a ciò che sta accadendo. Per prima cosa ho letto qualcosa che mi ha fatto subito riflettere e inviterei tutti a riflettere perché è molto importante. Questa frase dice ‘Meglio una buona reputazione che grandi ricchezze, perché la bontà è meglio dell’oro e dell’argento’. La domanda che noi tutti ci dobbiamo fare è: nove scudetti vinti, nove successi per poi perdere la reputazione valgono la pena? Non credo”. 

Legrottaglie continua: “Per carità, hai vinto nove scudetti sul campo e tanto altro, ma perché l’hai fatto? Perché sei stato avvantaggiato in tutto questo sistema. Hai comprato dei giocatori raggirando le regole. Ma il sistema cosa fa? Come ha potuto lasciar succedere tutto questo? Hai lasciato fare a certe squadre per poi comprendere che è stato un errore grave. C’è qualcosa che non mi quadra”.

Sportitalia

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Marotta: “Recoba smentì Jordan. Un ex nerazzurro il più indisciplinato. Messaggio di Giorgetti? C’entra Alcaraz”

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Protagonista di una chiacchierata ai microfoni del Corriere della Sera, Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha parlato della sua carriera da dirigente. Queste le sue parole:

“Recoba al Venezia ai miei tempi da dirigente? Diciamo che è stata una di quelle poche volte che le qualità di un singolo giocatore hanno smentito l’assioma di un fenomeno come Michael Jordan secondo cui con il talento si potrebbero vincere le gare, invece con il lavoro di gruppo si conquistano i titoli”.

GIOCATORI

“Cassano alla Sampdoria è stato il giocatore che mi ha fatto divertire di più. Accettai la sfida del presidente Garrone di gestire la squadra anche se all’epoca stessimo in Serie B. In giro di otto anni abbiamo portato la Samp ai preliminari di Champions League. Di certo non dimentico i calciatori come Ronaldo o Del Piero. Il calciatore più indisciplinato? Sicuramente Vidal. Lo chiamavo l’uomo della doppia vita”.

CARRIERA

“Un dirigente che arriva da una provincia e poi finisce nelle grandi squadre come la Juve prima e adesso all’Inter, è assolutamente un sogno di un bambino che si realizza. Gli anni a Torino fanno fare del mio passato, è normale che ho dei ricordi positivi. Il nuovo scandalo che ha colpito i bianconeri? Non mi interessa e non voglio trattare questo argomento, penso solo al mio presente, ovvero all’Inter. Se vorrei tornare alla Juve? Sono contento di stare all’Inter. Qui mi trovo molto bene e sono concentrato per contribuire a nuovi successi”.

LEGAMI

“I trofei a cui sono particolarmente legato sono il campionato di Serie B vinto con la Samo di Garrone, il primo scudetto in bianconero e quello recente con l’Inter. La politica? Mi hanno chiesto di entrare, ma nella vita bisogna avere sempre un sogno nel cassetto e il mio quello di accedervi da tecnico, diciamo senza tessera di partito, così io offro il mio contributo in termini di esperienza e competenza. Giorgetti? L’altro giorno mi ha inviato un messaggio per prendermi in giro e dirmi che ci avevano fregato Carlos Alcaraz del Racing. Eh si, lui è un tifoso del Southampton”, conclude Marotta.

Corriere della Sera

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Adani: “Inzaghi? All’Inter c’è una mentalità perdente. Vi spiego”

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Lele Adani, ex difensore dell’Inter, è intervenuto su Bobo TV per parlare della situazione particolare della squadra nerazzurra. Queste le sue parole:

“Non è una situazione facile, la sconfitta di San Siro contro l’Empoli è stata brutta. Anzi, direi che sia stata la partita più brutta degli ultimi anni dei nerazzurri. E’ una squadra a doppia faccia, è insicura e qui l’allenatore gioca un ruolo importante. La partita contro l’Empoli è stata gestita male nel primo tempo e peggio nel secondo. Una volta vedi un’Inter poco ispirata e l’altra una squadra stratosferica. Non è stata l’Inter precisa e pericolosa come nella finale della Supercoppa. Simone Inzaghi ha fatto peggio quando sono rimasti in dieci, male nelle valutazioni e nell’interpretazione. Non è possibile vedere la squadra che va a comandare al Camp Nou contro il Barcellona fare una partita così contro l’Empoli. La stessa squadra che ha strapazzato il Milan a Riyad”.

Adani continua: “Complimenti all’Empoli perché ci ha creduto di più, ma cosa ha di meno l’Inter per non affrontare e giocare in maniera dignitosa anche in dieci? Chi deve dare un segnale forte e chiaro? Il comandante. E chi è il comandate di una squadra? L’allenatore. Io ero allo stadio l’altro giorno e appena Skriniar si fa espellere Inzaghi si gira da Bellanova e grida “Muoviti che devi entrare”. Ma che senso ha? Reazione a sentimento direi, perché il giocatore non aveva addosso nemmeno i parastinchi, in più togli un attaccante e metti un quinto. Ma davvero? Inzaghi in squadra ha dei giocatori forti e non puoi pensare in una situazione simile a Bellanova o a Gagliardini. Ti serve qualcuno che ti cambi la partita, ti serve la qualità, invece peggiori la situazione mettendo solo quantità. Come puoi pareggiare una partita se in venti minuti non sviluppi la tecnica e la possibilità di verticalizzare? La scelta di Bellanova è segno di mediocrità, perché dopo quella scelta tu hai preso il gol e hai perso la partita”.

Infine: “Per me l’Inter ha fatto una brutta figura, non puoi basarti sulla casualità, non ha senso. Trasmetti solo una mentalità perdente facendo così. Inzaghi ha messo tutti gli attaccanti perché era costretto e non perché ha deciso di cambiare chissà che cosa. Nel secondo tempo ha scelto un sistema perdente, togliendo la mentalità e dando all’Empoli quello che desiderava: la paura dell’Inter. Come fai a temere l’Empoli in dieci a San Siro? Non puoi temerlo neanche in otto. Qualcuno ricorda l’Inter nel 2010 che batté il Milan e le scelte dell’arbitro in nove uomini? Signore e signori è la mentalità che fa grande una squadra”, ha detto Adani.

Bobo TV