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Che vergogna la Juve! Celebra un gol irregolare

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Come si suol dire: non si smentiscono mai. Sempre loro. Avete capito bene, la squadra e i suoi tifosi che in questi tempi si lamentano del VAR e gridano allo scandalo. Coloro che in Italia hanno fatto sempre ciò che volevano. E questa volta pure: si tratta di una partita ufficiale di Serie A. Signore e signori: la Juve. Sulla pagina ufficiale dei bianconeri spunta un video celebrativo dedicato a Mirko Vucinic. Si tratta di un gol vittoria allo Stadium contro il Bologna.

Peccato che si tratta di un gol palesemente irregolare sotto gli occhi dell’arbitro. Infatti, la punizione battuta velocemente dall’ex rossonero Andrea Pirlo, che ha smarcato l’ex calciatore serbo-montenegrino davanti all’ex portiere Jean François Gillet, risulta un errore a dir poco clamoroso da parte dell’arbitro, eh già, perché dalle immagini postate su Twitter si vede chiaramente come il pallone fosse in movimento e di conseguenza tutto da ripetere. D’altronde è sempre stato così, ma forse in tanti facevano fatica ad accettare certe cose, con la giustificazione che si trattava dei ‘più forti dell’universo’. Si trattava dell’arbitro ‘l’alibi dei perdenti’. Sempre loro, pazzesco.

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Rizzoli: “Il mio errore più grave da arbitro? Contro l’Inter”

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Nicola Rizzoli, ex arbitro e disegnatore AIA, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Quotidiano Nazionale. L’ex fischietto di Mirandola ha parlato del VAR e dei benefici che sta portando al calcio. Queste le sue parole:

“Quando non c’era il VAR, gli errore arbitrali durante una partita erano quasi al sei percento delle decisioni. Adesso con il VAR gli errori arbitrali si sono ridotti all’uno per cento. Questo fa capire che la differenza c’è eccome. Bisogna ammettere, però, che al VAR ci sono sempre le persone a decidere, quindi posso comprendere un tifoso arrabbiato quando c’è qualche decisione errata”, dice l’ex arbitro.

Rizzoli ha aggiunto: “Ricordo bene la finale del Mondiale 2014, una partita piena di emozioni, rimane il ricordo più intenso. Ho pensato anche alle parole che un dirigente di una squadra giovanile, non so cosa avrà detto però mi guardò in malo modo alla fine del match. Il mio errore più grave nella carriera da arbitro? Quello del derby di Milano. Fischiai un rigore contro l’Inter, ma non c’era proprio nulla. Insomma, diedi al Milan un rigore inesistente. L’Inter vinse quella partita e per fortuna il mio errore non incise al risultato del match. Menomale direi, però se ci fosse stato il VAR, l’errore sarebbe stato subito corretto”.

GdS – Inter, Inzaghi non si farebbe problemi ad appendere qualcuno al muro di Appiano

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Simone Inzaghi rilascia alcune dichiarazioni ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, infatti, a microfoni spenti, il tecnico dell’Inter spiega come la sua squadra svolterà dopo la sosta.

“Il tecnico non ha nessun dubbio sul comportamento dei suoi calciatori. Lo spogliatoio di Appiano rema compatto nella stessa direzione e segue il suo allenatore – si legge -. Simone Inzaghi non si farebbe problemi ad appendere qualche giocatore al muro del centro sportivo di Appiano Gentile. In più spiega che in campo c’è l’impressione che ognuno cerchi di risolvere qualcosa per conto proprio senza chiedere l’aiuto dei compagni per superare le difficoltà del gruppo. Infatti, in alcuni momenti la squadra sembra slegata, e di conseguenza volano le ammonizioni e i calci d’angolo per le squadre avversarie”.

Il quotidiano aggiunge: “Il problema di questa squadra è mentale, c’è ansia e frenesia, ciò aumenta ulteriori complicazioni. L’Inter non può concedere così troppo agli avversari rammarica Inzaghi, si può uscire da questa crisi ragionando da gruppo e non da singoli. L’anno scorso era una squadra più compatta che faceva risultato, ma soprattutto divertiva”.

SINGOLI

“Per aiutare Lukaku serve lavoro e pazienza, ma purtroppo l’infortunio ha bloccato tutto. In più l’Inter ha perso un certo Perisic, ma non è un alibi di Inzaghi, è solo l’osservazione oggettiva di un problema. Poi c’è Skriniar che deve ancora digerire quella situazione del calciomercato estivo appena finito, probabilmente non lo ha aiutato a livello psicologico e ciò impedisce di allenarsi serenamente. I dirigenti sanno che il rapporto con Simone è forte, anche se le discussioni su certi cambi non sono mancate. Infatti, all’interno del club hanno mostrato malumore su certe scelte del tecnico, quei cambi di Udine servivano per dare una scossa alla squadra e così non è stato. Beppe Marotta sa bene che per Inzaghi non è facile lavorare in mezzo a queste difficoltà”, si legge.

La Gazzetta dello Sport

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