Il Monza di Silvio Berlusconi su Roberto Gagliardini. Notizia fresca riportata dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà. Queste le sue parole:
“Il Monza non si ferma più: vuole chiudere Petagna per l’attacco, intanto nelle ultimissime ore ci sono stati contatti con l’entourage di Roberto Gagliardini. Il centrocampista ha saltato l’amichevole di Lugano per precauzione, dovrebbe essere a disposizione per la gara di domenica contro il Monaco. Ma intanto il Monza ha fatto un tentativo concreto, in attesa di una risposta. Ricordiamo che il contratto di Gagliardini con l’Inter è in scadenza il prossimo giugno”.
Kristjan Asllani scrive una lettera per Cronache di Spogliatoio, il giocatore albanese si racconta fino all’arrivo all’Inter. Le sue parole:
“La ‘Sagra dello stringozzo’ è un appuntamento imperdibile dalle mie parti. A Buti ci sono arrivato quando avevo due anni, partendo con la mia famiglia dall’Albania. Due anni fa, prima del Covid, per l’ennesima volta c’ero anche io. Amo le sagre e fare il cameriere. Corri sudato schivando le sedie e le zanzare per portare il cibo ai compaesani, ai turisti e alle persone che accorrono dalle zone vicine. Due anni dopo, beh, ho dovuto saltare la sagra perché ho coronato il sogno di diventare un giocatore dell’Inter. Che emozione aver ricevuto quel messaggio da Javier Zanetti: «Benvenuto all’Inter, Kristjan». Sono mezzo svenuto. Mentre i miei migliori amici servivano ai tavoli, io mi sono ritrovato nella stessa stanza di Romelu Lukaku per fare la prova sotto sforzo durante le visite mediche. Avevo la maglia dell’Inter perché l’Inter mi aveva appena comprato. Ci ho capito poco di quei giorni, sono sincero: un po’ perché i riflettori non fanno per me, e forse Parco Danielli e Piazza Garibaldi sono gli unici luoghi in cui mi sento a casa; un po’ perché nel 2010 avevo 8 anni e in punta di piedi al bar, in mezzo agli anziani più alti di me, cercavo di vedere un pezzetto di schermo con la finale di Champions League contro il Bayern Monaco. Quella notte ho capito che amavo questa squadra. Si sentivano le sedie fremere sulle mattonelle quando Milito ha puntato Van Buyten, poi non ci abbiamo capito più niente. Mi ricordo che è volato per terra qualche bicchiere, e io saltavo e saltavo”.
LA FEDE INTERISTA
“Non era un segreto, lo sapevano tutti. Tifavo Inter – sottolinea Asllani -. Ho realizzato il sogno della mia vita, indossare la maglia dell’Inter. Nel giro di un anno ho vinto il campionato Primavera, eliminando proprio l’Inter in semifinale con un gol su punizione; ho segnato il primo gol in Serie A contro l’Inter a San Siro. E alla fine sono diventato nerazzurro, anche se lo sono sempre stato. Dormivo con il pallone sotto al braccio, proteggendolo con la coperta come si fa da bambini per schermarsi dai mostri della notte. Sognavo i tifosi che urlano il mio nome al momento della firma. Pochi giorni fa ho scoperto che non era un sogno. Mio padre mi ha portato per la prima volta a Milano a vedere un derby tanti anni fa, vincemmo 2-1. Ci è tornato quando ho segnato proprio lì il mio primo gol in A, qualche mese fa. Doveva essere destino, lo aspetto al mio esordio: vediamo che combino”, conclude il centrocampista nerazzurro.
Gianluigi Buffon interviene così nel corso di un evento aperto ai tifosi nella sede del ritiro di Pejo dove ha parlato del suo futuro e degli Scudetti ‘vinti’. Le sue parole:
“Dieci anni nel Parma nella prima vita, vent’anni alla Juve nella seconda vita, poi uno a Parigi, due alla Juve e ora chiudo il cerchio a Parma. E non ho 100 anni. Ritiro a 55 anni? Più o meno. Sto pensando da tanti anni a quando smetterò. Le idee mi si sono confuse, sono dieci anni che ci penso ma poi proseguo sempre – aggiunte l’ex Juve -. Se allenerò? Credo di aver fatto esperienze importanti, però non sono sicuro al 100% che rimarrò in questo mondo. Magari sperimenterò altro, il calcio lo conosco, sono curioso e mi piace conoscere anche altri mondi”.
SCUDETTI
“La domanda degli Scudetti vinti è pruriginosa – dice Buffon -. Noi siamo italiani e abbiamo un vocabolario che raccoglie ogni sfumatura. Ti dico che ho vinto 12 campionati italiani, ma me ne hanno assegnati 10. Ho vinto una Ligue 1 e col Parma qualche Coppa Italia, poi altre Supercoppe. L’unico titolo europeo l’ho vinto con il Parma, mentre con la Juve abbiamo perso tante finali”.