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Milito: “Lukaku-Inter? Anch’io feci la stessa identica cosa”

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Diego Milito ha parlato così del marcato dell’Inter che sta nascendo sul mercato. Il Principe, intervistato da La Gazzetta dello Sport, sogna Paulo Dybala in nerazzurro. Queste le sue parole: “Paulo farebbe comodo a tutti. Se c’è una possibilità, allora va colta al volo. Sarebbe una risorsa in una squadra che è già completa: dopo tanti anni alla Juve, sembrava destinato a concludere la carriera là. Mi ha colpito che sia stato lasciare andare, ma in nerazzurro lo vedo bene…”.

 

Milito si sofferma anche su Romelu Lukaku: “Un attaccante affamato, con la rabbia positiva che ha chi vuole dimostrare di essere sempre un top dopo l’anno no al Chelsea. Ha ancora tanto da dare, su questo non ci sono dubbi…Quando ti trovi bene in un posto, fai tutto per andare lì: ha fatto bene, ha scelto col cuore. Anche io nel 2007, pur avendo altre offerte, feci di tutto per tornare al Genoa. Certe cose le senti, capisci che un luogo è giusto per te, che ti rende felice. Anche a fine carriera sono tornato nel mio Racing contro tutto e tutti e ho vinto il campionato. Alla fine, conta solo il sentimento che provi per un club, come quello che prova Lukaku per l’Inter – dice Milito -, Romelu lo ha dimostrato con i fatti. Il tridente con Lautaro? Viste le tante partite, ci sarà comunque spazio per tutti. Sappiamo di cosa siano capaci Lautaro-Lukaku, e Dybala potrebbe giocare con entrambi. E pure dietro a loro. Può sembrare forzato, ma è realizzabile, magari quando ti trovi davanti a certe difficoltà. Poi tutto dipenderà da tanti fattori impossibili di prevedere: squalifiche, infortuni, forma…”.

La Gazzetta dello Sport

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Pratali: “Asllani? Sempre stato interista. Ha fatto un dispetto a suo padre”

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Francesco Pratali, ex giocatore dell’Empoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport. Pratali ha raccontato Kristjan Asllani, promesso sposo dell’Inter. Queste le sue parole:

“A livello calcistico è cresciuto nella Butese, poi a 6-7 anni gli consigliai di scegliere l’Empoli, dove io militavo: è una società che valorizza i giovani – racconta l’ex giocatore – Lo vedevi al bar a prendere le patatine palla al piede. Sembrava davvero Oliver Hutton di Holly e Benji. Già a sei anni palleggiava in modo incredibile: stava ore ad esercitarsi in piazzetta e a giocare con gli amici. Kristjan è sempre stato forte”.

“Tecnicamente – spiega Pratali -, Asllani è sempre stato ambidestro. Può calciare allo stesso modo e con la stessa precisione: una cosa che colpisce adesso, figurarsi quando lo faceva da ragazzino con i calci d’angolo. Impressiona la sua personalità. Gioca a San Siro, come nella piazzetta del paese. Asllani è un top sotto questo punto di vista. Lui vice Brozovic? Perfetto. Lui è uno che vede il gioco lungo e corto. Ha qualità tecnica e corre tanto. È da top club insomma. Può giocare anche mezzala e trequartista. Come testa è un ragazzo eccezionale, di grande umiltà. E aggiungo un’altra cosa: Kristjan è sempre stato tifoso nerazzurro. Ha fatto un dispetto a suo padre che è un tifoso del Milan, ma ora vedrà che il papà cambierà squadra”.

Tuttosport

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Osimhen: “Lo scontro con Skriniar è stato come un infortunio pre-morte”

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Victor Osimhen, attaccante del Napoli, è stato intervistato dai microfoni di Wazobia FM dove ha raccontato in maniera dettagliata lo scontro avuto con Milan Skriniar nella sfida tra l’Inter e gli azzurri. Uno scontro molto doloroso per l’attaccante partenopeo:

“Quell’infortunio che ho avuto durante lo scontro con Skriniar è stato come un infortunio pre-morte – dice Osimhen -. Sono l’unico che l’ha sentito e posso parlare solo io di come mi sono sentito perché era il mio viso e il mio corpo. Ma essendo riuscito a stare in piedi senza usare la barella, uscendo dal campo da solo, ho capito che era qualcosa che potevo gestire. Quando sono arrivato in ospedale, ho detto al mio medico che sarei stato fuori per due settimane al massimo. Dalle radiografie era venuto fuori che avevo molteplici fratture ossee che hanno dovuto rimuovere e riparare di nuovo all’interno. Ho qualcosa come 18 viti sotto la mascella. Ne ho passate tante: per tante notti non sono riuscito a dormire, dal dolore mi era impossibile anche mangiare. Ma alla fine sono un leone e conosco il tipo di mentalità che ho. Nella mia mente, avevo già programmato il mio ritorno dopo l’intervento chirurgico”.

Wazobia FM

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