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Sabatini: “Esaminate i motivi invece di urlacchiare sull’Inter”

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Durante un’intervista ai microfoni quel quotidiano Libero, Walter Sabatini ha parlato della Serie A e dell’Inter. Queste le parole dell’ex dirigente nerazzurro:

“Adesso mi sto riprendendo piano piano. Sono stato in coma per 25 giorni e mi hanno imbottito di cortisone. Non stavo bene, non avevo più i supporti muscolari giusti e di conseguenza mi sono fratturato una gamba. Adesso cammino male e non posso ancora andare a vedere una partita allo stadio. Mi manca tanto lo stadio perché vedere una partita in TV è un’altra cosa. A parte i miei problemi personali, parliamo di calcio che è meglio”.

Sabatini parla dell’Inter: “Leggo sui giornali e ascolto in TV che l’Inter in cinque partita ha otto punti, invece l’anno scorso ne aveva quindici. E quindi? Cosa vogliono raccontarci con questo? Bisogna esaminare i motivi piuttosto che urlacchiare. Questi punti in meno sono figli solamente di distrazioni difensive e di una fragilità strana, che sono ovviamente cose da correggere. Per me l’Inter è la squadra più forte del campionato e se recupera e mette in campo l’attenzione della scorsa stagione, torna tutto come prima. Prima del derby mi ha disturbato molto vedere Fonseca accusato di tutto, mancava che gli addebitassero gli allagamenti in Romagna. Questo derby è stato vinto perché il Milan è sceso in campo come vittima sacrificale, come una squadra disperata. Però nel calcio vince la tranquillità”.

Libero

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Michele Serena: “Le mie lacrime vere, finte quelle di tanti altri”

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Michele Serena, ex difensore dell’Inter, ha parlato del famoso cinque maggio 2002. Queste le sue parole ai microfoni di Non è più domenica:

“Le mie lacrime dopo quella partita erano vere, invece quelle di tanti altri erano semplicemente finte. Perché era la prima e l’ultima volta che mi capitava di poter vincere uno scudetto. Alla fine della sfida c’è stato un grande casino, perché avevamo perso una grande e unica occasione come quella stagione lì. Ormai è andata e l’Inter subito dopo si è largamente rifatta”.

Serena ha parlato anche delle scelte di Hector Cuper in quella partita: “Lui ha preferito Gresko al posto mio, in quell’occasione è stata l’unica volta che ho litigato con un allenatore, per il semplice fatto che dovevo giocare io quella partita e non Gresko. Certo, venivo da un infortunio e il mister ha fatto le sue scelte, però io rischiai di farmi del male per recuperare in tempo. Mi chiese di scaldarmi per entrare nel secondo tempo, pensavo lo facesse appena cominciato l’intervallo, invece no. Dopo prendemmo subito gol e Cuper fu obbligato a mettere dentro tutti gli attaccanti. Ricordo che avevo un fioretto in quel cinque maggio e se avessimo vinto il campionato avrei smesso di giocare a pallone. E’ stata una grandissima amarezza, perché in quindici anni di Serie A mi è capitato solo una volta di avere la possibilità di vincere lo scudetto. Bastava solo la vittoria, a prescindere dal risultato della Juve”.

Non è più domenica

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Sabatini: “Negli ultimi 20′ del derby non puoi giocare con Asllani, Frattesi e Zielinski”

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Su Pressing, programma che va in onda su SportMediaset, Sandro Sabatini ha detto la sua sulle scelte di Simone Inzaghi nel derby di Milano. Queste le sue parole:

“Paulo Fonseca ha fatto una scelta coraggiosa, ovvero ha messo Abraham al posto di Loftus Cheek e Gabbia in difesa, una scelta che lo premia perché i migliori sono stati i primi due insieme a Pulisic. Queste scelte di Fonseca si specchiano con quelle di Simone Inzaghi a partita in corso, perché con tutto il rispetto, la sostituzione degli ammoniti e il turnover a parte, ma se cambi i giocatori più rappresentativi insieme, tra l’altro in un derby, non va per niente bene. Non puoi giocare negli ultimi venti minuti del derby con Asllani, Frattesi e Zielinski, perché non è proprio la stessa cosa”.

Sabatini continua: “Secondo me doveva mettere Taremi e il centrocampista polacco, specialmente dopo la partita fatta contro il Manchester City in Champions League. Non serve un ingegnere per capire una cosa del genere. Io onestamente sono rimasto molto sorpreso di non vedere in campo Taremi neanche cinque minuti, ho visto invece il cambio Asllani-Calhanoglu. Beh, non è che se dico che il tecnico nerazzurro ha cambiato i cambi, allora ha perso per questi cambi. Il Milan ha giocato meglio dell’Inter, perché la mossa del doppio centravanti ha messo in difficoltà i meccanismi di Inzaghi. Lo dico dalla prima giornata che l’Inter non ha lo stesso fuoco della scorsa stagione. In Champions ha fatto una partita assurda, però era una partita in Champions”.

Pressing

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