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Thiago Motta: “Il gap con l’Inter? Il passato rimane lì e non dobbiamo pensarci”

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Thiago Motta si presenta in conferenza stampa da neo allenatore della Juve. Queste le parole dell’ex tecnico del Bologna:

“Per prima cosa voglio ringraziare i dirigenti di questo club e ringrazio tutti voi per la vostra presenza. Sono molto contento, felice e soddisfatto di fare il tecnico di questa squadra storica come la Juve. La mia convinzione di oggi è quella di aprire un ciclo molto interessante con questa squadra. Le prime giornata sono state sicuramente bellissime e mi sono trovato in una struttura di lavoro molto bella con della gente preparata che mi sta dando una grande mano. Ringrazio anche i tifosi per la calorosa accoglienza e ripeto, sono contento di essere qui con voi”.

Thiago Motta continua: “Qui sono arrivato proprio nel momento giusto. Sono contento di essere qui proprio in questo nuovo ciclo. I nostri obiettivi sono quelli che ho in testa: prepararsi bene. Siamo in un momento importante e dobbiamo tutti concentrarci al massimo per fare una preparazione buona. Dobbiamo essere pronti per affrontare qualsiasi squadra e competere per ogni partita, poi si vedrà. Il gap con l’Inter? Il passato rimane tale e non dobbiamo pensarci. Adesso serve concentrazione totale, perché dobbiamo essere pronti quando ci saranno le partite”.

Zamorano: “Tante squadre italiane mi volevano, ma quando ti chiama l’Inter sai già cosa fare”

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Durante un’intervista ai microfoni di Betsson.sport, main sponsor dell’Inter, Ivan Zamorano ha parlato del suo passaggio in nerazzurro. Queste le parole dell’ex attaccante cileno:

“In quel momento avevo tutta questa voglia di giocare in Serie A e parlai con il mio agente di un possibile trasferimento. Volevo lasciare il Real Madrid e gli dico ‘Sai cosa ho deciso? Voglio giocare nel campionato italiano’. Tante squadre italiane si sono fatte avanti, ma non avevo ancora preso una decisione. All’improvviso il procuratore mi dice che c’è l’offerta dell’Inter…Beh, come potevo rifiutare l’Inter? Adoravo i suoi colori, poi dopo aver saputo che uno uomo come il Presidente Massimo Moratti si presenta a Madrid per vedermi…non ci ho pensato due volte. Scelsi subito l’Inter e partii per questa nuova avventura”.

Zamorano continua: “Arrivai a Milano come personaggio e mi resi subito conto che in quella squadra c’erano personaggi migliori di me. In parole povere dovevo lottare per conquistarmi un posto da titolare. Parliamo di una squadra che in rosa aveva gente come Roberto Baggio, Christian Vieri e Ronaldo il Fenomeno. Quando in rosa hai giocatori del genere la minima cosa da fare è dare il massimo”, ha concluso Bam Bam.

Betsson.sport

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Marotta: “Gli stadi? Purtroppo si fa fatica ad abbattere qualsiasi tipo di struttura”

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Beppe Marotta, Presidente e amministratore delegato dell’Inter, è tornato a parlare di un argomento che in Italia è davvero un optional: gli stadi. Durante il programma Tg2 Dossier, il dirigente nerazzurro si esprime così:

“Serve anche la valorizzazione dei diritti televisivi. Inoltre serve incrementare gli introiti del match day, quindi dai veri e propri match, cercando di ottimizzare la presenza di spettatori o di aziende all’interno della casa del calcio che è lo stadio. Ma purtroppo qui si apre lo spiraglio negativo che è legato alle strutture italiane. Con uno stadio moderno che garantisce sicurezza e ospitalità, gli introiti aumentano”.

Marotta aggiunge: “Fare uno stadio in Italia è difficile perché la burocrazia è complicata. In Inghilterra sono riusciti ad abbattere un’icona come Wembley, invece in Italia si fa fatica ad abbattere qualsiasi tipo di struttura. Tutte queste difficoltà nascono proprio da questa burocrazia che prevede tantissimi passaggi e autorizzazioni. Insomma, prima di arrivare a un’autorizzazione finale, si scoraggia qualsiasi potenziale investitore, per il semplice motivo che il tempo non gioca sicuramente a favore. Quindi per me il rimedio è quello di far capo al Ministero delle Infrastrutture, evitando i vari passaggi dal comune, dalla provincia, dalla sovrintendenza e da tutto questo iter burocratico. I grandi stadi sono di interesse nazionale, ci vuole più immediatezza e meno burocrazia, così da poter coinvolgere gli investitori, altrimenti non ci sarà mai una via d’uscita”.

Tg2 Dossier

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