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Julio Cesar: “I trofei vinti con la maglia dell’Inter sono un motivo di grande orgoglio”

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In un’intervista ai media brasiliani, Julio Cesar ha parlato del suo passato con la maglia dell’Inter. Queste le parole dell’ex acchiappasogni nerazzurro:

“Se mi sono sentito imbattibile dopo aver vinto tutto con la maglia dell’Inter? Non mi piace come termine per il semplice fatto che la mia posizione richiede perfezione, insomma chi è che raggiunge la perfezione? Nessuno. Posso dire che mi sentivo davvero ‘grande, perché all’Inter ho vinto 14 trofei in sette anni, se ci pensiamo in media sono due trofei a stagione. Questi trofei vinti con l’Inter sono un motivo di grande orgoglio per me e per la mia famiglia. E’ stato un momento in cui il calcio mi ha fatto conoscere il mondo. Prendiamo come esempio la Champions League, credetemi, ha un impatto enorme. E’ bellissimo provare una sensazione simile, anzi, senza tanta ipocrisia, ha fatto molto bene all’ego e alla vanità di tutta la squadra”.

Infine Julio Cesar ha aggiunto: “Nella stagione 2015/16 ho avuto un infortunio con la maglia del Benfica. Subito dopo ho trascorso quasi un anno intero in panchina perché l’altro portiere Ederson stava facendo molto bene. Poi fu ceduto e io decisi di rimettermi a disposizione, ma non avevo più le stesse motivazioni e in più ebbi un altro infortunio”.

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Palmeri: “I giocatori dell’Inter? Le giustificazioni direttamente da Narnia di Spalletti”

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Dopo le parole di Luciano Spalletti sui giocatori dell’Inter, Tancredi Palmeri ha detto la sua in un editoriale per L’Interista.it. Queste le parole del giornalista di SportItalia:

“Tra le tante giustificazioni direttamente da Narnia del ct dell’Italia Luciano Spalletti sull’inerte eliminazione contro la Svizzera, tutte comprendenti motivi indipendenti dalla sua volontà, come se l’allenatore stesso non avesse praticamente nessuna influenza – scrive Palmeri -. La più risibile agli occhi dei tifosi interisti è stata l’accusa, neanche troppo velata, lanciata al blocco Inter di aver staccato mentalmente dopo la vittoria in anticipo dello scudetto”.

Palmeri continua: “Al di là del fatto in essere che è più che contestabile, Nicolò Barella è stato tra i pochi a reggere la baracca prima del match contro la Svizzera. Bastoni uguale, anzi, contro gli svizzeri è tra i meno peggio. Dimarco mediocre ma ha anche giocato sull’infortunio, Darmian poverino quando è stato chiamato in causa ha provato a fare qualcosa in posizioni non proprio sue, invece Frattesi in linea con il resto della squadra. Il punto è che l’accusa di Spalletti è gravissima, cioè che gli interisti non sono rientrati con la testa sull’Europeo.  Accusa detta a mezza bocca per non eclissarsi la partecipazione futura, ma la torta è fatta ormai. Però Spalletti ammette che è il primo responsabile ad aver chiamato lui questi giocatori”.

L’Interista.it

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Mkhitaryan: “Sono dispiaciuto perché quest’anno ho segnato solo due gol”

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Intervistato in patria, Henrikh Mkhitaryan torna a parlare dell’ultimo scudetto vinto con la maglia dell’Inter con tanto di seconda stella. Queste le parole del centrocampista nerazzurro ai microfoni di Armenia Soccer:

“Nel calcio sono sempre stato un massimalista e continuerò ad esserlo, a prescindere dal ruolo che ricopro in campo. Sono dispiaciuto solo che quest’anno ho segnato molto poco, due gol. Dispiaciuto perché so che avrei potuto fare di più, ma non mi lamento troppo perché l’obiettivo nostro era lo scudetto e l’abbiamo portato a casa. Sono diventato il miglior assist-man della mia squadra, ma ripeto, le mie ambizioni personali sono sempre alte e il prossimo anno voglio avere più gol e assist”.

Mkhitaryan aggiunge: “Io molto disciplinato? Come hai notato anche tu (si rivolge al giornalista) sono arrivato puntuale (ride). Per me non cambia nulla, in campo o fuori sono sempre uguale. Cerco di essere puntuale e disciplinato a prescindere dal contesto dove mi trovo, sia che vada ad allenarmi o che porti mio figlio all’asilo. Facendo così servi anche come esempio di disciplina per i tuoi figli, perché le parole contano fino ad un certo punto, i figli imparando guardando i loro genitori e osservano le loro azioni”.

Infine: “In Armenia ci sono gli Inter Club? Onestamente conoscevo questi fan club, ma non sono mai stato coinvolto, o meglio c’è stato qualche piccolo contatto, ma non avevo idea di cosa fosse un fan club. Un Inter Club lo incontrai a Milano durante una partita, ma se la memoria non mi frega, non ho ancora incontrato nessun Inter Club armeno. Sarebbe molto bello incontrarlo, è ovvio. Bello anche il numero che sta aumentando dopo il mio trasferimento in nerazzurro. Sono molto felice che la mia nazione segua le partite dell’Inter”.

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