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Zazzaroni: “Oaktree parla di Champions, ma almeno conosce il celebre detto?”

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In prima pagina sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha dedicato un’ampia riflessione alle differenti strategie e prospettive di mercato di Inter e Real Madrid, evidenziando come due club accomunati da grandi ambizioni internazionali si trovino oggi a operare in contesti economici profondamente diversi. Attraverso un paragone diretto, il giornalista ha sottolineato il contrasto tra la capacità d’investimento della società spagnola e i limiti entro cui è costretta a muoversi quella nerazzurra, nonostante il recente successo in campionato:

“Il torneo è lo stesso e gli obiettivi sono analoghi. Eppure le differenze sono evidenti. Da una parte c’è il Real Madrid, un club che ha superato il miliardo di euro di fatturato e può contare sulla leadership di Florentino Perez, rieletto con il 63% dei consensi. Archiviato il successo elettorale, il presidente madrileno ha investito subito 15 milioni per riportare José Mourinho sulla panchina blanca e, dopo gli arrivi di Dumfries e Konaté, ha promesso un ulteriore colpo da 150 milioni scegliendo tra Olise, Joao Neves, Vitinha o persino Julian Alvarez, desideroso di lasciare l’Atletico Madrid.

Dall’altra parte c’è l’Inter campione d’Italia. I nerazzurri hanno dovuto rinunciare proprio a Dumfries e hanno incassato il rifiuto del Liverpool per Curtis Jones: i 20 milioni offerti non sono bastati di fronte alla richiesta di 30. A frenare costantemente il club resta la linea imposta dal fondo Oaktree. Sebbene si parli spesso di Champions League e grandi traguardi, non sembrano esserci aperture per investimenti superiori ai 20-25 milioni di euro su un singolo giocatore. Per arrivare a Palestra, ad esempio, ne servirebbero circa 50.

Il celebre detto recita “fare le nozze coi fichi secchi”. Oggi, però, la sensazione è che all’Inter si debba fare ancora di più, cercando di costruire competitività con risorse sempre più limitate”, ha concluso.

Ravezzani: “Amici juventini, Ascione fa un po’ rima con pasticcione. Ma vi rendete conto chi ha convocato?”

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Nel corso di una recente intervista rilasciata a Juventibus, Fabio Ravezzani ha commentato l’inchiesta che coinvolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, invitando i tifosi della Juventus a non alimentare aspettative eccessive sugli esiti dell’indagine coordinata dal pm Ascione. Il direttore di TeleLombardia non ha nascosto il proprio scetticismo sull’effettiva portata dell’inchiesta: “A me sembra che Ascione faccia un po’ rima con pasticcione in questa vicenda”, ha affermato, spiegando come, a suo giudizio, il magistrato abbia mostrato grande fiducia nelle potenzialità investigative del caso senza che, almeno per ora, siano emersi elementi particolarmente rilevanti.

Ravezzani ha poi raccontato di essersi confrontato con diversi cronisti specializzati in giudiziaria, sottolineando come le sensazioni raccolte non sembrino confermare gli scenari immaginati da una parte della tifoseria bianconera: “Gli stessi giornalisti che seguono queste vicende hanno l’impressione che il pm stia cercando molto, ma che alla fine stia trovando ben poco. Michael Cuomo, che certamente non è sospettabile di simpatie interiste, mi ha riferito di aver parlato con diversi cronisti di giudiziaria. Tutti gli hanno trasmesso la sensazione che questa indagine non stia producendo risultati particolarmente significativi”, ha raccontato.

Nel suo intervento, Ravezzani ha inoltre evidenziato alcuni aspetti dell’inchiesta che considera insoliti: “È arrivato perfino a convocare Ivan Zazzaroni per chiedergli spiegazioni sul sistema delle designazioni arbitrali. Francamente, mi sembra una procedura piuttosto particolare”.

Successivamente il direttore di TeleLombardia ha affrontato il tema del garantismo, invitando a evitare valutazioni influenzate dall’appartenenza calcistica. “Non si può essere garantisti soltanto quando conviene. Io ho difeso la Juventus quando era finita sotto accusa e credo che lo stesso principio debba valere per tutti. Questa inchiesta nasce dalla denuncia di un avvocato veronese dopo Inter-Verona, per un episodio arbitrale contestato. Ma se ogni presunto errore dovesse trasformarsi in un esposto, dopo ogni giornata di campionato ci ritroveremmo con decine di denunce”, ha concluso.

Marotta: “Mi piacerebbe terminare il mio cammino professionale con un sogno nel cassetto”

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Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha ricevuto a Genova il prestigioso Premio “Un Cuore da Leone – Gian Luigi Corti”, un riconoscimento istituito per onorare la memoria dello storico giornalista sportivo e dirigente della nazionale italiana di volley, decorato con la stella d’oro al merito sportivo. Questo premio, che Marotta ha ricevuto come successore di personaggi di spicco come Gianluca Vialli, Fefé De Giorgi e Giovanni Malagò, celebra il suo impegno, la sua passione e il suo spirito di generosità. Durante la cerimonia, il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari, ha avuto il compito di consegnare il premio. In segno di riconoscimento, Marotta ha ricevuto anche un’opera dell’artista spezzino Nicola Perucca, un dipinto che raffigura il percorso sportivo del premiato.

Marotta ha anche avuto modo di riflettere sul momento attuale dell’Inter, esprimendo con determinazione la sua visione per il futuro: “Abbiamo l’obiettivo di vincere ancora e toglierci molte soddisfazioni. Il mio cammino professionale, però, sta arrivando alla fine. Mi piacerebbe terminare questa carriera nel migliore dei modi e, dopo, ho un sogno nel cassetto. Lo sport mi ha dato molto e sento il desiderio di restituire qualcosa. Con la mia esperienza, vorrei dare una mano ai più giovani, soprattutto per difendere il diritto allo sport che è sancito dalla nostra Costituzione, che dovrebbe andare di pari passo con l’accessibilità economica”.

Marotta ha sottolineato anche il problema della difficoltà economica che impedisce a molti giovani di avvicinarsi allo sport: “Il costo delle iscrizioni e delle rette nelle società sportive è spesso troppo alto per tante famiglie. Questo fa sì che tanti ragazzi non possano praticare sport, un aspetto che mi preoccupa molto. Questo è un obiettivo che mi sta particolarmente a cuore”.