Home Blog Pagina 8

Zenga: “Il mio record battuto? In Italia non è mai interessato a nessuno”. Casolini punge: “Davanti avevano l’attacco dell’Austria”

zenga-inter

Dopo 36 anni si interrompe il primato di imbattibilità ai Mondiali detenuto da Walter Zenga. L’ex numero uno azzurro aveva mantenuto la porta inviolata per 517 minuti durante Coppa del Mondo FIFA 1990, prima del celebre gol di Claudio Caniggia nella semifinale contro l’Argentina. Il nuovo record appartiene ora al portiere della Spagna Unai Simon, che lo ha superato grazie al clean sheet ottenuto contro l’Austria.

Intervenuto negli studi della RSI, Zenga ha accolto con serenità il sorpasso: “I record sono fatti per essere battuti. Succede nell’atletica e in tutte le discipline sportive, prima o poi doveva accadere. Sono felice di aver conservato questo primato per 36 anni, anche perché io l’ho stabilito in un solo Mondiale e non in due. Va bene così. In Italia, però, questo record non è mai stato valorizzato perché non gliene frega niente a nessuno. Noi portieri conviviamo con questa situazione: i record di imbattibilità vengono sempre messi in secondo piano. Se un attaccante segna 10 o 12 gol si parla subito del record, mentre dei portieri non si parla mai”.

A fare eco alle parole dell’ex portiere azzurro è stato anche Nicolò Casolini, che ha evidenziato le differenze tra le due imprese: “Non ho mai sperato così tanto di vedere un gol dell’Austria, giuro. Eravamo lì con il collega Zipilli a guardare il cronometro, mancavano ancora undici o dodici minuti. Va anche detto che questa non era certo la partita più difficile per difendere il record, visto che davanti c’era l’attacco dell’Austria e dall’altra parte la difesa della Spagna. C’è poi un aspetto che non ricordiamo mai: il Mondiale disputato da Valon Behrami nel 2006, con Zuberbühler che non subì reti. Zenga, invece, rimase imbattuto per cinque partite in un solo Mondiale, un’impresa clamorosa. E già nella seconda gara contro gli Stati Uniti l’Italia rischiò di prendere due gol nella stessa azione: prima una punizione con il miracolo di Zenga e poi una ribattuta sulla quale fece un’altra parata straordinaria. Il suo record è stato costruito anche grazie a interventi decisivi. Quello di Simon, invece, è arrivato senza che gli tirassero praticamente mai in porta”.

Sabatini: “Bastoni diventato vittima, è paradossale. Due sono le vere vittime”

sabatini-inter

Il caso Bastoni continua a tenere banco dopo i fischi indirizzati al difensore dell’Inter in seguito agli strascichi legati alla vicenda con Kalulu. Sandro Sabatini, intervenuto nel programma Sportium, ha offerto la propria lettura della situazione, contestando apertamente la narrazione che si è sviluppata attorno al centrale nerazzurro e l’idea che sia stato trasformato in una sorta di “vittima” del contesto mediatico e sportivo.

Secondo il giornalista, infatti, non ci sarebbe alcuna reale necessità di costruire questa immagine attorno al giocatore, ritenendo anzi che tale etichetta sia fuori luogo e forzata rispetto ai fatti. Sabatini ha anche sottolineato come questa dinamica potrebbe avere strascichi anche sul piano psicologico del calciatore, ben oltre il momento dei fischi, che tutti auspicano possano presto terminare. Ha inoltre espresso perplessità anche sulle condizioni complessive di Bastoni, sostenendo che non fosse al meglio sotto il profilo fisico, tecnico e mentale per affrontare determinati impegni con la Nazionale.

Nel suo intervento ha poi criticato anche la gestione narrativa del caso, evidenziando come si sia parlato eccessivamente di “gogna mediatica”, termine che a suo dire non rispecchierebbe correttamente la realtà dei fatti. Infine ha ribadito che, a suo giudizio, le vere vittime della situazione sarebbero altre, individuando in Kalulu e nell’arbitro le figure più penalizzate, respingendo quindi l’idea di un Bastoni “vittima” costruita attorno alla vicenda:

“E’ paradossale che Bastoni sia ormai descritto come una vittima. Non c’era alcuna esigenza di costruirgli attorno questo ruolo e penso che, anche quando i fischi si placheranno – cosa che ci auguriamo tutti – ne porterà comunque le conseguenze. A mio avviso non era nelle condizioni ideali, né sul piano fisico né su quello tecnico e mentale, per essere impiegato in Nazionale. L’Inter ha continuato a parlare di gogna mediatica, e ancora adesso parla di gogna mediatica. La gogna mediatica è un’altra cosa. Le vere vittime sono Kalulu e l’arbitro, trasformare Bastoni in una vittima con la gogna mediatica anche no”.

Melli non ha dubbi: “Palestra e Dumfries? La differenza è evidente”

melli-dybala-inter

Intervenuto ai microfoni di News.Superscommesse.it, Alessandro Melli ha analizzato alcune delle principali questioni legate all’Inter, soffermandosi in particolare su Marco Palestra e Hakan Calhanoglu. Parlando del possibile approdo del giovane esterno dell’Atalanta in nerazzurro dopo l’addio di Dumfries, Melli ha espresso qualche perplessità sulla valutazione del giocatore:

“Si tratta di un ragazzo interessante e con prospettive importanti, ma 50 milioni di euro rappresentano una cifra molto elevata. Dumfries assicurava non solo spinta sulla fascia, ma anche gol, forza fisica e grande efficacia nel gioco aereo. Al momento Palestra non ha ancora dimostrato di poter garantire questo tipo di rendimento”.

L’ex attaccante ha poi sottolineato come il club milanese debba continuare a crescere senza apportare cambiamenti radicali all’organico: “L’Inter ha bisogno di rinnovarsi, ma senza stravolgere una squadra che resta altamente competitiva. A mio parere il livello dei nerazzurri è molto vicino a quello delle migliori formazioni europee. Nell’ultima Champions League ha pesato soprattutto una condizione atletica non ottimale in una fase decisiva della stagione. In circostanze diverse avrebbe potuto spingersi ancora più avanti nel torneo”.

Sul futuro di Hakan Calhanoglu, invece, Melli non ha dubbi: “Lo confermerei volentieri per un’altra stagione. È un calciatore esperto, intelligente e sempre disponibile nei confronti della squadra. Sa quando è il momento di stringere i denti e quando è preferibile gestire le energie”.

Infine, l’ex Parma ha elogiato anche il profilo umano del centrocampista turco: “Non ha mai creato problemi e ha sempre dimostrato grande professionalità. Se la sua intenzione è quella di restare, per l’Inter sarebbe una risorsa preziosa, perché possiede ancora qualità tecniche in grado di fare la differenza anche entrando dalla panchina”.