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Zirkzee, Biasin: “Ora basta con la storia delle commissioni”. Suma: “Se dovesse essere, ci sono sempre le eccezioni”

Il Milan potrebbe pagare la clausola di 40 milioni di euro per portare a casa l’attaccante del Bologna Joshua Zirkzee. E non solo: i rossoneri potrebbero essere disposti a pagare anche le commissioni degli agenti del calciatore. Quando l’Inter pagò 8 milioni di commissioni per portare a zero un certo Marcus Thuram, in tanti hanno torto il naso e adesso per Zirkzee tutto tace dall’altra sponda. Fabrizio Biasin ha risposto così a Mauro Suma durante un dibattito negli studi di TeleLombardia:

“Volevo dire semplicemente due cose. La prima: se il porta a casa il giocatore olandese fa di sicuro un colpaccio. La seconda: per un anno alcuni avversari ha ripetuto di continuo ‘commissioni là, commissioni qua, vergogna con queste commissioni, bisogna scendere a patti però, non è a zero per le commissioni’ e così via. Adesso che c’è questa sostanziosa commissione che per me non va demonizzata, non dovete più venire a rompere le palle su queste commissioni. Se una squadra va a prendere un giocatore a zero, pagando solo 8 milioni di commissioni e poi l’anno dopo quel giocatore vale 60 milioni, significa che questa squadra ha fatto un grande colpo”.

Suma risponde a Biasin: “Il mercato non lo faccio io e veramente non so nulla. Se hanno deciso di pagare queste commissioni, sicuramente ritengono che l’investimento sia da fare.  Mettiamo che sia vero che lui verrà, ad ogni regola c’è l’eccezione. E se dovesse essere, ci sono sempre le eccezioni. Quindi se per una volta il Milan dovesse ritenere che vale la pena pagare queste commissioni, sarebbe un’eccezione, anche se la regola vale”.

TeleLombardia

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Zazzaroni: “A Oaktree suggerisco di sparire come Suning junior”

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Ivan Zazzaroni torna a parlare dell’Inter (che strano, non lo fa quasi mai!). Questa volta l’argomento è Beppe Marotta, il nuovo Presidente. Queste le sue parole sulle colonne del Corriere dello Sport:

“Passiamo da Moratti a Marotta, un salto notevolissimo e non nel vuoto. Quest’ultimo sa trattare con gli altri dirigenti, sa trattare con i media, con gli allenatori e i calciatori, ma anche con le istituzioni, i collaboratori e i politici. E’ una persona che vive al telefono: conferma e smentisce a seconda delle convenienze aziendali. Il fondo Oaktree ha fatto bene ad affidarsi a lui, perché Marotta è un Boniperti o un Facchetti che non ha mai giocato a pallone, trascurando notai o altre figure che con le dinamiche di questo mondo hanno poco a che fare. Al fondo americano suggerisco di prendere spunto da una delle poche cose fatte bene da Steven Zhang, cioè sparire. Grazie alla lunga assenza di Suning junior l’Inter ha stravinto l’ultimo scudetto e nel mondo del calcio nulla avviene per caso”.

Zazzaroni continua: “L’ascesa del dirigente varesino si può leggere in due modi: il primo è la conferma della continuità e il secondo riguarda le mosse future di un fondo speculativo che non voleva diventare proprietario dell’Inter. Marotta adesso non è più un dipendente e nemmeno soltanto un dirigente, lui ora è l’espressione della proprietà. Ora non potrà mai mettersi in rapporto dialettico, né di traverso, perché la sua nuova funzione non lo contempla. Si può pensare che valga il detto: se non puoi contrastarli fatteli alleati”.

 

Corriere dello Sport

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Percassi: “Grazie alla relazione con l’Inter l’Atalanta è cresciuta. Le parole di Gasperini? Abbiamo dimensioni diverse”

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“Come ridurre il gap con l’Inter per lo scudetto? Un modo è fare un miliardo di debiti facendo contratti fuori portata e dando soldi a destra e manca ai calciatori, oppure non cedendo i calciatori migliori e comprarne altri. Invece la terza è guardare quello che sei con ambizione, con la lucidità di capire come sta andando il mondo. Altrimenti sono solo parole per riempire la bocca e nient’altro”, dopo le parole piene di polemiche sterili di Gian Piero Gasperini, arrivano quelle dell’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi ai microfoni di Sky Sport:

“Le parole di Gasperini sul gap con l’Inter? Noi abbiamo la nostra dimensione, conosciamo molto bene la nostra realtà. Non dobbiamo mai dimenticare da dove veniamo. E poi ci sono altre realtà che hanno altre strutture e altri obiettivi, ognuna con le proprie particolarità. Per me l’Inter è una grandissima squadra ed ha una grande platea, ovviamente con una dimensione totalmente differente da noi. Grazie alla relazione con l’Inter e alla vendita di alcuni calciatori o l’acquisto di alcuni ragazzi l’Atalanta è cresciuta molto. Il nostro campionato è fatto di squadre con dimensioni diverse, noi siamo orgogliosi di quello che siamo”, ha concluso Percassi.

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