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Alla Gazzetta non bastano le scuse di Barella: “Saper ammettere un errore non lo cancella, ma nobilita”

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Oggi la Gazzetta dello Sport ha commentato le parole di Nicolò Barella dopo Bologna-Inter. Il centrocampista nerazzurro si è scusato così davanti ai microfoni di Dazn:

“Sono contento per questa vittoria contro una squadra in forma come il Bologna, ma vorrei aggiungere un’altra cosa: si tratta della situazione in aria di rigore del Genoa. Ho sbagliato in quella situazione e voglio chiedere scusa, e vi assicuro che non era mio intento simulare. Quando sei in campo hai voglia di vincere e fai cose che non vorresti fare. Dunque io chiedo scusa a tutti”, ha detto Barella, ma alla Gazzetta non bastano le sue scuse e replica le parole del giocatore:

“Su un contatto regolare del difensore del Genoa Frendrup, il polmone dell’Inter si è rotolato un po’ troppo e ha ricevuto giuste e ampie critiche. Critiche che gli hanno fatto male, ma lo hanno pure portato a meditare. Per questo Barella alla prima occasione ha voluto presentarsi davanti ai microfoni per chiedere scusa a tutti, ma sapere ammettere un errore non lo cancella, specie se dall’accaduto sono passati appena cinque giorni, ma nobilita, eleva. Restituisce luce a chi ha sbagliato. Barella è come la sua Sardegna: a volte ruvido, ma orgoglioso e generoso. Un bravo ragazzo e un ‘campione’, come lo ha definito il presidente del Genoa Zangrillo, dopo aver saputo delle scuse di quest’ultimo. Lo stesso Zangrillo che lo aveva accusato delle sceneggiate. La prossima volta a Barella basterà non rotolarsi molto”.

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Pairetto confuso e pronto ad ammonire Bisseck: Barella e Sanchez lo fermano e gli spiegano

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Così dal nulla, Luca Pairetto voleva ammonire Yann Bisseck per l’esultanza dopo il gol contro il Bologna. Il difensore dell’Inter è un grande appassionato di basket e ha voluto festeggiare con un tiro in sospensione dopo il gol, ma l’arbitro in totale confusione si dirige verso il giocatore per ammonirlo, il motivo? Pensava che l’esultanza fosse una reazione verso i tifosi di casa.

I compagni di Bisseck, con a capo Nicolò Barella e Alexis Sanchez, fanno muro davanti al direttore di gara e cercano di chiarire. L’assistente di Pairetto parla con lui e chiarisce che l’esultanza di Bisseck non aveva nulla a che fare con il pubblico di casa. Così è stata evitata una sanzione dal nulla.

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Sarri demolisce Moggi: “Le sue parole? Non voglio mancare di rispetto a tutti i non radiati”

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Siluro di Maurizio Sarri, destinazione: Luciano Moggi. Il tecnico della Lazio non si gira troppo intorno e demolisce l’ex dirigente della Juve in maniera chiarissima. L’ex dirigente dei bianconeri aveva attaccato così l’allenatore biancoceleste:

“Con Allegri questa squadra sta seconda in classifica, non possiamo cercare oltre. Anzi, non facciamo la fine che si stava facendo con Maurizio Sarri – dice Moggi ai microfoni di Radio Bianconera -. Preso un allenatore a detta di tutti per migliorare il gioco, ma dove? Questo allenatore è stato inserito in un contesto che non lo rispettava. Lui in un anno non solo ha peggiorato la collettività, ma a momenti rischiava di perdere lo scudetto che ha vinto. Se fosse rimasto un altro anno la Juve sarebbe retrocessa in Serie B”. 

Sarri risponde a Moggi ai canali ufficiali della Lazio: “Le sue parole? A dire il vero sono in difficoltà a rispondere a uno che è stato radiato. Non vado oltre perché mi sento di mancare di rispetto a tutti i non radiati. Ricordo a tutti che l’ultimo scudetto della Juve l’ho vinto io, mentre con lui quella squadra è retrocessa dopo più di cento anni di storia e con pure 17 punti di penalizzazione in Serie B”, la risposta del tecnico.

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