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Problemi con gli steward, la Nord: “Barella che ci aiuta con lo striscione la fotografia di una fantastica serata”

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Ci sono stati dei problemi tra la sicurezza dello stadio e la Curva Nord durante la semifinale di Supercoppa tra Inter e Lazio. Infatti, c’è stato qualche problema con gli steward e la polizia dopo che lo striscione del tifo organizzato nerazzurro copriva i cartelloni pubblicitari Benvenuti in Arabia e Visit Saudi. La Curva Nord ha pubblicato un post dedicato alla serata della semifinale araba menzionando anche Nicolò Barella, reo di un gesto bello nei confronti dei tifosi:

“Abbiamo visto la squadra interrompere il riscaldamento per venirci a sostenere sotto il settore, questo gesto ci ha scaldato il cuore. Vedere i nostri ragazzi sotto il settore ci ha ripagato un attimo di tutti i sacrifici e gli sforzi fatti per poter essere al loro fianco, anche in questa lontanissima e costosa trasferta a cui tutti gli altri hanno rinunciato. Poi c’è la bellissima immagine di Nicolò Barella – scrive la Curva Nord -, che addirittura ci ha aiutato a stendere lo striscione nel pieno del litigio con la sicurezza dello stadio, questa è la fotografia di una serata fantastica”.

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Zazzaroni: “Atteggiamento Inter? Mi adeguo malvolentieri e mi sento di poter dire una cosa”

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Ivan Zazzaroni, ex ballerino del programma Ballando con le Stelle, ha parlato della vittoria dell’Inter di Simone Inzaghi contro la Lazio in Supercoppa. Queste le sue parole:

“Coloro che parlano in lingua calcese lo chiamano approccio, ma non ha niente a che fare con la seduzione. Insomma, ne abusano di continuo per definire l’atteggiamento iniziale di una squadra. Io mi adeguo malvolentieri e mi sento di poter aggiungere che Simone Inzaghi abbia lavorato parecchio sull’approccio dei suoi calciatori. Abbiamo visto la stessa partita contro il Monza in campionato la scorsa settimana. Passati i primi venti minuti solo nella porta della Lazio, le cose non sono cambiate per niente e l’approccio si è prolungato”.

Zazzaroni aggiunge: “Il centrocampo dei nerazzurri ha continuato ad avere il sopravvento su quello dei biancocelesti, che però mancavano Luis Alberto all’inizio del match e Zaccagni, mica parliamo di fichi, entrambi sono importanti perché il primo per palleggio e il secondo per contropiede. Nel primo tempo ci sono stati quattordici tiri nella porta di Provedel, con il gol di Thuram e la traversa di Barella compresi”.

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Marotta: “Moggi parla di scudetto all’Inter? Mi tocco”

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Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, è stato ospite del podcast di Fedez Wolf. Queste le parole del dirigente nerazzurro:

“Perché ho lasciato la Juve? Penso che quando si arriva ad una certa età, è giusto dare spazio ai più giovani. In bianconero c’era una realtà dirigenziale fatta di dirigenti bravi, tra cui Andrea Agnelli. E’ giusto che loro abbiano voluto impostare questo rinnovamento, diciamo che fu un cambiamento fisiologico. Il rinnovo con l’Inter fino al 2027? Devo ringraziare la famiglia Zhang. Lo stadio? Fino al 2027 avrò 70 anni e noi abbiamo l’idea Rozzano. Due stadi per le squadre di Milano? Lo stadio è dove si trasmette il senso di appartenenza, però ci sono anche grandi vantaggi economici. Noi rispettiamo San Siro come icona, perché è stato un contenitore di passioni ed emozioni. Però è arrivato il momento di essere anche cinici, pensate a cosa è successo ad uno stadio come Wembley. Se fossimo stati i proprietari di San Siro avremmo potuto superare con facilità le problematiche burocratiche che esistono nel nostro paese”.

Marotta continua: “Stiamo spaccando in Serie A? Dirlo in questo modo è troppo, diciamo che siamo in una fase interlocutoria. Moggi dice che l’Inter vincerà il campionato perché ha la rosa più lunga? Mi tocco… Comunque si, abbiamo un organico numerosamente competitivo con due giocatori importanti per ruolo. Le Curve? Rappresentano una parte di tifo molto positivo, sono un fenomeno passionale. Poi si verificano delle situazioni spiacevoli che succedono nella vita quotidiana, però gli atti di violenza all’interno dello stadio sono nettamente diminuiti rispetto agli anni settanta e ottanta”, conclude il dirigente.

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