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Joao Mario: “Pareggio inspiegabile”. Poi punge l’arbitro e rifiuta il pallone dal delegato UEFA

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E’ stato senza dubbio il protagonista assoluto nel primo tempo di Benfica-Inter, segnando addirittura una tripletta, ma Joao Mario, ex Inter, non è soddisfatto dopo questo traguardo e mostra la sua delusione davanti ai microfoni dei giornalisti presenti allo stadio. Le sue parole:

“Adesso manca solo la partita contro il Salisburgo, manca un po’ di tempo prima di questa sfida, ma il mio pensiero va al pareggio contro l’Inter. Vogliamo andare in Europa League, le possibilità ci sono, ma se dobbiamo farlo lo facciamo partendo dal primo tempo contro i nerazzurri. Questo pareggio è lo specchio del nostro cammino in Champions League quest’anno. Pagato caro alcuni errori, però in queste competizioni è così, nessuna squadra perdona. Adesso pensiamo al campionato, siamo primi in classifica ed è il nostro maggiore obiettivo per questa stagione. L’Inter? Mi è difficile spiegare questo pareggio, abbiamo fatto un primo tempo bellissimo, ma dopo abbiamo fatto degli errori e alcune decisioni del direttore di gara hanno cambiato il destino del risultato. Nessuno di noi avrebbe immaginato che questo match potesse finire in questa maniera”.

Il centrocampista portoghese è stato scelto come Man of the Match dopo Benfica-Inter, ma Joao Mario ha rifiutato il pallone del delegato UEFA per la tripletta nel primo tempo. Tanta delusione dell’ex giocatore interista.

GdS – Sorpresa spiacevole dopo Juve-Inter: “Alla fine il brivido c’è stato”

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Dopo il pareggio allo stadio Allianz di Torino tra Inter e Juve, per i calciatori c’è stata una sorpresa spiacevole al rientro negli spogliatoi. Secondo quanto riferisce la versione online de La Gazzetta dello Sport, le docce dello stadio juventino erano fuori uso: niente acqua calda e poca pressione dell’acqua.

“‘Un guasto alle pompe’ riferivano i gestori dell’Allianz Stadium. Gli uomini di Simone Inzaghi hanno lasciato subito il posto e sono saliti tutti sul pullman senza lavarsi, destinazione pulizia al rientro a Milano. Alla fine il brivido c’è stato, ma non sul campo, fuori, dopo una partita senza particolari brividi tra la prima e la seconda in classifica, ovvero Inter e Juve”, ha scritto il quotidiano.

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La Russa: “Perché volevo fare il Ministro dello Sport? Meloni l’ha spiegato. Andare a Torino? Mai”

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Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione del convegno Italia Direzione Nord-Riflessioni sulla Leadership presso la fondazione Stelline di Milano. La Russa è un tifosissimo dell’Inter, fede che non ha mai nascosto e lo sottolinea durante il convegno:

“Io sono interista fatto e finito, lo sono da una vita. Ho vissuto momenti bui e momenti meravigliosi, fa parte dello sport. Io sono il classifico tifoso che va a vedere la squadra del cuore allo stadio, l’ho fatto da giovanissimo e lo faccio tutt’ora”, dice il presidente del Senato.

La Russa parla anche del ruolo che avrebbe ricoperto durante il Governo Meloni: “Io volevo ricoprire un ruolo molto particolare: il ruolo del Ministro dello Sport. Avevo scelto di fare il Ministro dello Sport perché avevo un obiettivo ben preciso, ovvero andare contro la Juve. Non volevo ricoprire quel ruolo per l’Inter, ma per andare contro la squadra bianconera. Lo ha detto anche Giorgia Meloni. Juve-Inter? A Torino non ci vado più perché ci hanno rubato uno Scudetto ai tempi di Ronaldo. Quel rigore negato grida ancora vendetta e quella Juve poteva solo rubare. La partita l’ho vista a casa e mi sarebbe piaciuto vedere i nostri ragazzi più coraggiosi nel secondo tempo”, ha concluso il politico.

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