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Ravezzani difende la Juve: “Le parole di Acerbi? Lui poco equilibrato”

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“Voglio ricordare alla gente che dice che l’Inter è la squadra più forte del campionato. Calma, perché sono arrivati tanti giocatori forti, ma sono andati via tanti giocatori forti. La Juve ha speso 200 milioni di euro per calciatori come Bremer, Chiesa e Vlahovic, noi invece abbiamo preso solo giocatori a parametro zero. Bisogna essere equilibrati, anche se sappiamo chi siamo e cosa vogliamo”, le parole di Francesco Acerbi dopo Genoa-Inter che a Fabio Ravezzani non sono piaciute. Queste le sue parole:

“Ho visto un Acerbi poco equilibrato l’altro giorno. Cosa c’entra la Juve dopo un pareggio per niente imbarazzante contro il Genoa? Per me lo scaricabarile scudetto è penoso da entrambe le parti. Dire che l’Inter quest’anno è la favorita non vuol dire farle uno sgarbo, anzi. Avesse ragione Acerbi, ora il Psg avrebbe vinto tante Champions. Il calcio premia sempre i club più intelligenti e meno quelli spendaccioni. Essere la squadra più forte significa avere idee, strategie e intuizioni. Come per esempio l’Inter, che negli ultimi anni, al contrario della Juve, ha fatto miracoli. Chiudendo la penosa diatriba: tu sei più favorito di me, però va detto che le performance delle squadre non si misurano dai soldi che spendono sul mercato ma dai risultati rispetto ai bilanci. Parliamo di due bilanci in rosso: disastroso quello della Juve, non buono quello dell’Inter, ma i nerazzurri qualcosa l’hanno vinta”, conclude Ravezzani.

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Sacchi: “L’Inter ha due punti di forza e un punto debole”

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Arrigo Sacchi ha parlato della corsa scudetto. Queste le parole dell’ex allenatore ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

“I bianconeri ci sono eccome. La Juve ha poco gioco, ma ha lo spirito di squadra e le forti motivazioni. Invece l’Inter ha pareggiato a Genova, ma non si può mica vincere sempre. Il Genoa è una squadra molto determinata che corre e pressa tanto. Marassi è sempre un campo difficilissimo, ma il pareggio dei nerazzurri non lo considero una frenata. Lautaro? Thuram mi è parso meno brillante del solito, ma la mancanza dell’argentino si è sentita. Arnautovic è stato molto bravo, ma non credo che Lautaro rimarrà fuori in eterno. La coppia Lautaro-Thuram è perfetta perché il francese si completa alla grande con l’argentino”.

Sacchi continua: “Lo scudetto? Il vero handicap dei nerazzurri sono gli impegni in più dei bianconeri. Certo, si gioca, ma si gioca tanto e c’è poco tempo per recuperare e soprattutto per allenarsi. Secondo me Inzaghi deve gestire con accortezza le energie del gruppo, intendo sia quelle fisiche sia quelle psicologiche. La squadra di Allegri è molto avvantaggiata senza le coppe. Il punto di forza dell’Inter? La squadra nerazzurra ha due punti di forza: l’esperienza e la tecnica. Il centrocampo dell’Inter mi piace moltissimo, i giocatori si integrano perfettamente tra di loro e quando c’è Hakan Calhanoglu, il pallone in campo viaggia molto veloce. Poi c’è il punto debole, ovvero quello di non riuscire a dare ritmo al proprio gioco. Nel calcio moderno il ritmo è molto importante, e in più il gruppo di Simone Inzaghi conosce molto poco il pressing”, conclude l’ex allenatore milanista.

La Gazzetta dello Sport

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Ancelotti: “Da piccolo ero interista. Troppi anni al Milan, ma la simpatia per l’Inter rimane sempre”

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Dopo tanti anni, Carlo Ancelotti, tecnico del Real Madrid, confessa di essere stato un tifoso dell’Inter da piccolo. Ai microfoni del quotidiano Olé, l’ex allenatore del Milan ha risposto così alla domanda su chi tifava in infanzia:

“Ci sono due tipi di tifosi: quelli che crescono con una squadra e gli altri che diventano da grandi. Persino Abramovic non era un tifoso del Chelsea, eppure oggi lui è un grandissimo tifoso dei blues. Anch’io tifavo l’Inter da piccolo – dice Ancelotti -, nonostante gli anni al Milan, l’avversaria storica dei nerazzurri, per me quella simpatia verso la Beneamata rimane sempre. Questa è la forza del ricordo dell’infanzia”, conclude il tecnico del Real.

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