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Gesto bellissimo di Onana: un’altra missione nel mirino del portiere

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Ancona una volta un gesto da non sottovalutare quello di André Onana. Finita la stagione dell’Inter di Simone Inzaghi con la finale persa contro il City in Champions League, il portiere nerazzurro torna in Camerun per l’ennesima missione: giocare con alcuni bambini. Non è la prima volta che Onana sta vicino ai bambini bisognosi. Infatti, durante i tre giorni di risposo che aveva concesso Inzaghi prima della finale di Istanbul, l’estremo difensore camerunese aveva preso il volo per tornare a Yaoundé e seguire da vicino una missione molto bella:

“André è tornato in Camerun come aveva già promesso. Promessa mantenuta, partenza e arrivo in giornata: lunedì il portiere dell’Inter si trovava già all’aeroporto di Yaounde Nsimalen – racconta il quotidiano camerunese Cam Foot -. In programma c’era da preparare la seconda edizione della campagna di operazioni chirurgiche guidata proprio da lui in persona e dalla sua fondazione”. 

L’obiettivo, spiega il quotidiano “è quello di aiutare i bambini con patologie e malformazioni. Una campagna in collaborazione con una ong spagnola che andrà in moto dal 17 al 28 giugno di quest’anno presso il centro Nkomkana Sports Medicine a Yaoundé, città natale di Onana. Ancora una volta l’ennesima dimostrazione del portiere nerazzurro nei confronti del suo paese di dare un contributo concreto”, si legge.

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Henry non ci sta: “Lautaro? Sull’errore di Akanji ha deciso che doveva segnare lui e non l’Inter”

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Dopo la finale di Champions League vinta dal Manchester City, Thierry Henry ha parlato delle occasioni dell’Inter non sfruttate al meglio dai suoi giocatori. In particolare si parla dell’errore clamoroso di Manuel Akanji che regala un pallone a Lautaro Martinez ma purtroppo sfruttato male da quest’ultimo. Queste le parole dell’ex attaccante dell’Arsenal negli studi di CBS Sports:

“Mi dispiace per il risultato dei nerazzurri perché avrebbero meritato il pareggio o almeno un gol. Questa è la legge del calcio e bisogna accettarla. Quando sei in svantaggio bisogna rompere gli equilibri e cominciare a crossare. Hai Romelu Lukaku la davanti, quindi cerca di crossare più di una volta, riprova tre, quattro e cinque volte. Non hai il tempo di gestire lo svantaggio, l’unica soluzione è crossare perché il City soffre queste situazioni”.

Henry aggiunge: “Vorrei sottolineare un errore di Lautaro Martinez: Akanji gli regala un pallone clamoroso pensando che il portiere l’avrebbe presa. Lautaro cosa fa? Non prende tempo e non aspetta Marcelo Brozovic al vertice dell’area. Il pallone non andava dato a Lukaku perché era marcato da Ruben Dias, Lautaro doveva solo mantenere la calma per qualche secondo e avrebbe visto Brozovic che buttava la palla in porta. Invece non ha fatto così, ha semplicemente deciso che doveva segnare lui e non l’Inter. Io da ex attaccante gli do un consiglio: non devi segnare sempre tu, deve segnare la tua squadra. Si vince e si lotta insieme. Guardiola in quel momento era in ginocchio a pregare che i nerazzurri sbagliassero”.

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Zhang: “Vi racconto le parole di Moratti. Conte? Mai visto appagato. Ecco chi mi suggerì Marotta”

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Steven Zhang si racconta ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Il presidente dell’Inter ha parlato di alcuni suoi aneddoti da quando sta in nerazzurro. Queste le sue parole:

“Sono troppo innamorato di Milano, ormai conosco bene la cultura, la mentalità e le tradizioni italiane. Non parlo correttamente la lingua ma la capisco bene. Il rischio più grande? Durante il calciomercato. Mi capita quando voglio comprare un giocatore a tutti i costi e non penso al budget. Mi capita che la passione travolge la parte razionale. Spesso parlo con Ausilio e gli chiedo ‘Piero, non è che stiamo sbagliando?’. Il dialogo con i miei dirigenti è molto importante e cerchiamo sempre quel famoso equilibrio tra passione e razionalità”.

ALLENATORI

“Tutti gli allenatori mi hanno insegnato qualcosa. Pioli è stato il primo con cui ho lavorato in vita mia. Con Spalletti sono molto legato perché ha dato un gioco vero alla squadra, infatti, con Luciano abbiamo avuto una delle migliori difese al mondo. Sapete cosa mi disse una volta Massimo Moratti? ‘Caro Steven, io ho fatto troppi errori durante la mia presidenza. Mi sono spesso focalizzato solo sui grandi goleador, ma quando ho cominciato a comprare i difensori forti, da quel momento lì ho cominciato a vincere’, e il primo nome che citò fu quello di Samuel. Imparo tante cose da Moratti”. 

CONTE

“Quando abbiamo comprato l’Inter, ho pensato subito a lui. Lo volevo a tutti i costi e così è stato. E’ un allenatore tenace, ha una personalità forte, però non l’ho mai visto felice, sorridere o appagato. Dopo una vittoria pensava subito alla prossima, non si godeva nulla, non si rilassava o non era mai soddisfatto. Devo riconoscere che così ha riportato lo scudetto all’Inter dopo dieci anni”.

MAROTTA

“Quando sono arrivato in Italia, sei anni fa, Urbano Cairo mi diede un consiglio ‘Steven, se vuoi vincere hai bisogno di qualcuno che conosca bene il calcio e come funziona un club calcistico’, e subito dopo mi fece il nome di Beppe Marotta. Io ho bisogno di manager italiani. Come reagisco quando l’Inter subisce un gol? Vaffa***”.

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