Home Blog Pagina 182

Attenzione, Pep Guardiola fa i complimenti a tutti

guardiola-attacca-i-giornalisti

E’ senza dubbio uno dei migliori allenatore degli ultimi anni, ma Pep Guardiola, prossimo avversario dell’Inter in finale di Champions League, è uno che fa complimenti a tutti. Guardiola è sicuramente un personaggio simpatico e carismatico, ma anche un personaggio che farebbe i complimenti alla squadra più scarsa del pianeta. Fa parte del suo gioco, vuole coccolarsi i suoi avversari, è un classico del Pep che conosciamo ormai da anni.

Il tecnico del City elogia tutti, allenatori, calciatori, dirigenti, arbitri, ex calciatori, persino i politici, insomma, tutti. Si può considerare un personaggio egocentrico con molta possibilità di elogiare chiunque lui abbia difronte, o chiunque sia sotto i suoi piedi. Per Pep Guardiola tutti sono i calciatori migliori del mondo, tutti sono gli allenatori del mondo, questo lo fa senza alcun problema essendo a conoscenza di ciò che dichiara. Lo ha fatto con Leo Messi ‘il miglior giocatore che io abbia mai allenato’, lo ha fatto con Roberto Baggio ‘il miglior giocatore con cui ho giocato’, con Pelé ‘il miglior giocatore che io abbia mai visto’, addirittura con Foden ‘il miglior giocatore giovane che io abbia mai allenato, un vero gioiello’. Eppure il buon Foden non vede così spesso il campo per quanto gli elogi del suo allenatore siano infiniti.

La tattica più usata di Guardiola è quella di elogiare il più possibile i suoi avversari. Lo ha fatto con l’Atalanta ‘affrontare questa squadra è come andare dal dentista’, con Gasperini ‘un allenatore incredibile’. Ma non solo lui è incredibile, lo sono anche Klopp e Mourinho, il primo ‘il miglior allenatore al mondo‘ e il secondo ‘allenatore incredibile, persona migliore di come viene dipinta‘. Oppure Wenger che ‘la Premier è un campionato migliore grazie al suo calcio‘. Persino il buon Hodgson ‘allenatore fantastico, uno dei migliori‘.

Non finisce mica qui, per Guardiola Antonio Conte ‘è un maestro, la Premier campionato più forte anche grazie alle sue idee’, anche Zeman ‘è un vero maestro’, Sacchi ‘un grande maestro’, Ancellotti ‘il migliore al mondo’, Allegri ‘top coach mondiale’. Sarri ‘allenatore incredibile, un maestro, uno dei migliori al mondo’.

E l’Inter? ‘mi sono bastati pochi minuti per capire che può batterci’.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Pagliuca: “Ceccarini nel ’98? Ha perso l’ennesima occasione per rimanere in silenzio”

pagliuca-inter-non-vendere-lautaro

Gianluca Pagliuca, ex portiere dell’Inter e vicecampione del mondo con l’Italia nel ’94, ha raccontato lo scudetto sfumato nel ’98 nella autobiografia Volare libero:

“Insieme a Federico Calabrese ho deciso di scrivere quest’autobiografia perché ci sono tanti momenti passati, belli e brutti, nel mondo del calcio. Mi viene subito in mente lo scudetto del ’98, scudetto che in primis sarebbe stato la giusta premiazione alla carriera di uomo così leale e puro come Gigi Simoni”, racconta Pagliuca.

Poi aggiunge: “Per quanto riguarda Ceccarini, che cosa posso ribattere? Lui ha perso l’ennesima occasione per tacere, tutti sappiamo che il silenzio a volte è veramente d’oro. Un paio di sere fa ho visto il documentario sul gol annullato al giocatore della Roma Turone contro la Juve nel 1981. Che dire? Assieme al nostro rigore negato a Ronaldo, per il placcaggio di Iuliano in piena area di rigore, sono i due episodi che vanno archiviati come i più grandi scandali arbitrali. Scandali acclarati del secolo scorso. Ceccarini si è permesso, addirittura, di dire ‘che lo scudetto lo avevamo già perso non vincendo le partite a San Siro’. Ma davvero un arbitro può dire certe frasi? Semmai un allenatore o al massimo un tifoso, non un arbitro del massimo campionato. Voglio chiuderla una volta per tutte, però un esame di coscienza diverso a distanza di tanti anni me lo aspettavo un po’ da tutti, anche dagli juventini”.

Autubiografia Volare libero di Gianluca Pagliuca

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Balotelli: “Chi tiferò tra Inter e City? Il mio cuore è diviso a metà”

balotelli-inter-milan

Mario Balotelli, ex Inter e Manchester City, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. L’attaccante azzurro ha detto la sua sulla finale di Istanbul del 10 giugno:

“L’Inter sta bene, ha giocatori che fanno la differenza come il mio amico Edin Dzeko. Senza dimenticare Romelu Lukaku e Lautaro Martinez che contro la Fiorentina ha fatto una bella doppietta, specie il secondo gol, molto bello. Il City favorito? In partita secca, e parlo di esperienza personale, è meglio partire sfavoriti. La squadra di Guardiola esprime un grandissimo calcio, anche quella di Inzaghi è efficace”.

Balotelli continua: “Per chi tiferò in finale? Dico solo che il mio cuore è diviso a metà, non aggiungo altro. Se andrò a vederla? Ho ricevuto tanti inviti, ma sono ancora indeciso. Può darsi che siederò al centro dello stadio, così evito gli equivoci. La Champions League con l’Inter? Il gol contro il Rubin Kazan mi fece sentire un protagonista. Fu una meravigliosa esperienza, un ragazzo di 19 anni che tocca il cielo con un dito. Alzare quella coppa, ho i brividi anche adesso che sto parlando. Nazionale? Aspettavo una chiamata di Roberto Mancini, non è successo e non ho capito il motivo”, ha concluso.

La Gazzetta dello Sport

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: