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Ibrahimovic: “Se tifo l’Inter in finale? No, gioco nel Milan. E neanche il City, perché ho giocato nello United”

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Zlatan Ibrahimovic torna a parlare della doppia sfida in semifinale di Champions League persa dal Milan per mano dell’Inter. L’attaccante rossonero si è espresso così ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

“Io penso che sulla carta l’Inter sia la squadra più forte in Italia – dice lo svedese -. E’ una squadra che ha più esperienza di noi, insomma, l’Inter ha giocatori più forti del Milan. Con questa mia affermazione non sto cercando una scusa per giustificare i miei compagni, non credo che ci siano scuse. In campo loro hanno dimostrato di essere meglio di noi, infatti, noi abbiamo perso, parlano i fatti. Nel complesso la squadra nerazzurra ha fatto meglio di noi, come per esempio il Milan ha fatto meglio ai quarti di finale di Champions”.

E sulla finale di Istanbul Ibrahimovic ha risposto: “Sia nell’Inter che nel Manchester City ho un po’ di amici, però ho preso una decisione. Amici o nemici, non farò tifo per nessuna delle squadre. Non tiferò per l’Inter perché adesso gioco per il Milan, e la squadra nerazzurra è in finale. Come non tiferò per il Manchester City perché ho giocato nel Manchester United, e i cityzens sono in finale. Spero solo che sia una bella partita”, conclude.

La Gazzetta dello Sport

Clamoroso – L’arbitro Marciniak è a rischio per la finale di Champions: il motivo

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Ha del clamoroso la notizia che gira in queste ultime ore intorno all’arbitro della finale di Champions League Szymon Marciniak. Il fischietto polacco che arbitrerà la finale di Istanbul tra Inter e Manchester City è nella bufera.

La UEFA, come riporta il quotidiano La Repubblica nella versione online, ha aperto un’inchiesta sul 42enne di Plock. Uno degli arbitri più quotati nel panorama internazionale è finito nel mirino per aver partecipato il 29 maggio di quest’anno a un evento organizzato dal noto leader polacco dell’estrema destra Slawomir Mentzen. Mentzen è molto noto per le sue posizioni molto particolari, ovvero antisemite e omofobe. In tal caso, il noto fischietto polacco (ricordiamo che aveva diretto la finale dei mondiali in Qatar tra l’Argentina di Leo Messi e la Francia di Kylian Mbappé) rischia molto, e in modo davvero clamoroso, di essere sostituito per la finale del 10 giugno. La UEFA, come si racconta in questi ultimi minuti, sta prendendo molto sul serio la questione Marciniak. La decisione, probabilmente, arriverà nella giornata di venerdì. Le quote per vedere l’arbitro Marciniak sul campo di Istanbul stanno salendo molto. Presto ne sapremo di più.

La Repubblica

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Ceferin non condivide le decisioni di Gravina: le sanzioni della FIGC contro la Juve sono insufficienti

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Non c’erano dubbi sul pensiero di Aleksander Ceferin nei confronti delle sanzioni ridicole inflitte alla Juve. Come riporta oggi Sport Mediaset, il numero uno della UEFA ha incontrato il presidente della FIGC Gabriele Gravina durante la finale di Europa League tra la Roma e il Siviglia a Budapest. Nella conversazione tra i due c’è stato anche il caso Juve, Ceferin si è mostrato molto insoddisfatto per le punizioni ridicole ai danni del club bianconero.

“L’avvocato sloveno – spiega l’emittente di Cologno Monzese -, si è detto abbastanza scontento dell’esito dei processi sportivi italiani. Ceferin ha detto a Gravina che la Juve è stata punita davvero poco per le vicende sulle plusvalenze e sulla manovra stipendi. La UEFA avrebbe preferito che fosse proprio la FIGC a togliere la Juve dalle coppe, infliggendo una penalizzazione più alta rispetto ai dieci punti ormai ufficializzati. Ceferin non ha gradito assolutamente questa decisione che farà sembrare la UEFA la parte cattiva e quella italiana buona. Una decisione che verrà vista sicuramente come una vendetta nei confronti dei bianconeri per non essersi ancora ritirati dal progetto Super League”. 

Insomma, la mossa della FIGC, avendo incarichi di responsabilità, evita ipocritamente o pavidamente di prendere posizione e pronunciare un giudizio. A questo punto toccherà alla UEFA. Ponzio Pilato docet.

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