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Siamo sicuri che Di Bello sia un arbitro da Serie A?

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Fiorentina-Milan finisce 2-1, Cabral, Gonzalez e Jovic protagonisti della squadra viola, ma il vero protagonista, in negativo, della partita è proprio l’arbitro Marco Di Bello. Il direttore di gara brindisino è un vero disastro, in poche parole comincia male e finisce peggio.

Un match diretto in modo pietoso, cominciando dai cartellini gialli che volano come se nulla fosse, ai falli inesistenti. La ciliegina sulla torta è l’inspiegabile calcio di rigore a favore del Milan. Che cosa avrà visto solo lui lo sa. Dopo qualche secondo viene richiamato al monitor per rivedere l’azione: Cabral colpisce il pallone nettamente con la testa. Insomma, non bastava l’arbitraggio in maniera imbarazzante fin dall’inizio, mancava solo un rigore che solo lui ha visto.

Alla faccia di chi attacca il VAR. Ma sul serio si può fare a meno della tecnologia se gestita in maniera corretta e onesta? Mettiamola così: niente VAR, rigore per il Milan e forse forse una probabile vittoria per i rossoneri. Grazie a chi non vuole la tecnologia e alle super vista dell’arbitro Marco Di Bello. A proposito, lui è davvero uno da Serie A? Io qualche perplessità ce l’ho.

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Inzaghi: “Gara difficile, ma contro il Lecce arriviamo arrabbiati. Gli errori di Bologna? Tutti analizzati”

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Niente conferenza stampa per Simone Inzaghi. Il tecnico nerazzurro si è concesso ai microfoni di Inter TV per presentare la sfida di San Siro contro il Lecce. Queste le sue parole:

“Contro il Lecce arriviamo arrabbiati, non vediamo l’ora di scendere in campo. Dopo la partita contro il Bologna abbiamo analizzato ogni errore commesso in quella sfida. Dobbiamo combattere questa mancanza di continuità e mettere in campo testa e concentrazione, a cominciare proprio da questa sfida”.

REAZIONE

“La reazione dei ragazzi sarà quella da grande uomini, una reazione da grande gruppo quale siamo. Contro il Lecce non sarà una sfida affatto facile perché la squadra salentina è in salute, fa un bel calcio e in questo campionato sta facendo un ottimo percorso. Ripeto, noi dobbiamo stare attenti e molto concentrati”. 

GRUPPO

“Siamo un gruppo unito, i ragazzi sono molto disponibili anche nei cambi di ruolo. Da parte di tutti c’è grande applicazione, sono dei grandi professionisti. Il rammarico più grande di Inzaghi? Quello di fare meglio in questo campionato, però non bisogna mai dimenticare quanto di buono è stato fatto in quest’anno e mezzo in nerazzurro. Cerchiamo di prendere sempre il meglio”, conclude il tecnico nerazzurro.

Inter TV

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Calhanoglu: “Io sempre sul pezzo. Inter speciale. Parlo molto con Asllani. Kessie all’Inter? Vi racconto”

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Hakan Calhanoglu è protagonista di un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Il centrocampista dell’Inter ha parlato del suo rendimento, della nuova vita in nerazzurro e del rapporto con i compagni. Ecco le sue parole:

“Se questo è il miglior Calhanoglu di sempre? Assolutamente, senza dubbio. Sto migliorando in ogni aspetto, adesso sono anche una persona più matura dentro e fuori dal campo. In questa stagione mi sento sempre sul pezzo mentalmente, credo sia la mia migliore stagione finora”.

INTER

“Ho capito che era un posto speciale dal momento in cui sono arrivato. Una famiglia, un’aria diversa. Ringrazio i compagni, lo staff e tutti coloro che lavorano qui, mi sono sentito benvoluto dall’ambiente Inter. Per non parlare dei tifosi interisti che mi danno carica, fiducia e tanta energia, mi sento libero e mi sostengono anche quando sbaglio”.

RUOLO

“Mi piace giocare ovunque, non c’è un ruolo preciso. Anche in Nazionale giocavo da regista, infatti il mio procuratore me lo diceva sempre ‘il tuo ruolo è proprio quello’ e non sbagliava. Ci penso sempre alle sue parole, mi sono rimaste in testa e per questo mi vedo più da regista. Non a caso il mio idolo era Andrea Pirlo. In quella zona mi sono completato grazie a Inzaghi, tirerò di meno, però il duello fisico mi esalta di più e riesco a controllare meglio la partita”. 

ASLLANI

“Con Kristjan parlo molto, ancora di più quando lo vedo dispiaciuto e demoralizzato. Anch’io ero così a vent’anni, stavo spesso in panchina, però all’Inter è normale che succede e lui non deve mai mollare. E’ un tipo che impara molto, deve crescere nella personalità e diventare più tosto. Sono convinto che il suo tempo arriverà presto perché ha enormi qualità”.

TIFOSI

“E’ stato un amore spontaneo con i tifosi interisti. All’inizio avevo qualche difficoltà perché ero arrivato per sostituire un grande giocatore come Christian Eriksen, poi dal Milan ancora più difficile. E’ andato tutto alla grande senza fare gesti teatrali, ripeto, un amore spontaneo”.

KESSIE

“Franck è un grande amico e giocatore, all’Inter i grandi campioni sono sempre ben accetti. Con lui parlo tanto ed è vero che gli dò qualche consiglio. Sa benissimo che sta giocando in una grande squadra, ma sa bene che anche l’Inter è una grande squadra”, conclude Calhanoglu.

La Gazzetta dello Sport

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