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Zanetti: “Sinisa uomo generoso e onesto. Quante sfide col Chino!”

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via Getty Images

Javier Zanetti, ex capitano e ora vice presidente dell’Inter, ha voluto raccontare Sinisa Mihajlovic con la maglia della Beneamata. Queste le sue parole:

“Stavamo per scendere in campo e poi la vita ha voluto ricordarci che tutto può cambiare da un momento all’altro. Abbiamo fatto un minuto di silenzio per Sinisa e scritto il suo nome con il numero undici col pennarello”. 

IL PRIMO CONTATTO CON SINISA

“Lo ricordo benissimo durante un match tra Inter e Sampdoria. Lo conoscevo dai tempi della Stella Rossa con cui aveva vinto anche la Champions League. Aveva iniziato da terzino, un difensore molto forte e ora che la costruzione dal basso va di moda con i suoi piedi si costruiva alla grande. Pazzesche le sue punizioni, davvero. Le ricordo bene all’Inter, con il Chino Recoba e Sebastian Veron faceva delle sfide ad Appiano Gentile. Quante sfide direi!”.

SINISA UOMO

“Un uomo onesto e molto generoso. Amava fare gruppo, sapeva scherzare un sacco ed era sempre positivo. Ricordo bene la Coppa Italia vinta grazie ad una sua punizione. Per me Sinisa è stato una persona vera – dice Zanetti -, un compagno vero. Sempre leale. Un uomo che aveva vissuto tutte le difficoltà nella vita. Legati da tanti momenti. Quando lo incontrai dopo l’annuncio della malattia, ci abbracciamo forte e lo vidi sorridente: che grande lezione da parte sua!”.

Zanetti conclude: “Il suo carattere era molto diverso dal mio, è vero, però stare con lui era davvero un enorme piacere. Non dimenticherò mai il suo arrivo all’Inter perché dopo cambiò tutto e iniziò il nostro ciclo vincente. Sinisa non era diplomatico, ma non ho mai pensato che lui avrebbe potuto evitare di esprimere un parere con modi abbastanza diretti. Lui raramente esprimeva qualcosa fuori luogo, per lui provavo un grande rispetto. Era un uomo profondo e ogni sua parola aveva senso”, ha detto l’ex capitano.

Pastorello: “Joao Mario incredibile ma non poteva rimanere più all’Inter”

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Ai microfoni di TuttoMercatoWeb, Federico Pastorello, agente Fifa, ha parlato di Joao Mario e del suo passato con la maglia dell’Inter. Queste le sue parole:

“La storia di Joao Mario è fantastica. Tutti i club d’Europa chiedono di lui e siamo molto felici per questo. La sua carriera fa capire che l’Inter non aveva visto male nell’investire su di lui, nonostante alcuni problemi. Purtroppo in Italia è stato deriso ed etichettato come il problema della squadra, come spesso succede nel nostro paese, ma poi è stato dimostrato che così non era. E’ una cattiva abitudine quella di attaccare i calciatori a prescindere, è così da anni qui in Italia ed è un vero peccato. All’estero ho notato un po’ di più di pazienza rispetto a noi”. 

Pastorello continua: “E’ un giocatore fortissimo. A Parigi contro il Psg in Champions League ha fatto una partita straordinaria mostrando professionalità e personalità. Più il livello è altro più Mario si sente a suo agio. E’ nella sua natura. Merita tutto questo che sta vivendo al Benfica, è un ragazzo straordinario e lo ringrazio per la fiducia nei miei confronti e nella nostra agenzia. Non poteva più rimanere a Milano. Il motivo? Noi l’abbiamo preso in un momento particolare della sua carriera calcistica, tanti tifosi lo criticavano e non lo volevano più vedere a Milano. Insomma, non un bel momento e così abbiamo deciso di cambiare aria. I giudizi nei miei confronti erano molto forti, ho preso tanti insulti dopo il ritorno di Lukaku al Chelsea. Aggiungo che Mario avrebbe potuto rimanere in nerazzurro per tantissimi anni per le sue qualità”, conclude.

Paolillo: “Cessione Inter? Ecco perché è inevitabile”

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Ernesto Paolillo, ex dirigente dell’Inter di Massimo Moratti, ha parlato della situazione dei nerazzurri ai microfoni di Tuttomercatoweb. Queste le sue parole:

“La cessione dell’Inter da parte della famiglia Zhang? Credo sia inevitabile. Il debito della società è un bel problema per i proprietari attuali, poi se aggiungiamo anche il tasso d’interesse diventa insostenibile continuare a certe condizioni. Gli Zhang non possono rifinanziare le casse dell’Inter, in questo caso serve un rifinanziamento pesante, cosa che per loro è impossibile con le nuove regole del governo cinese”.

MERCATO

“Il mercato mi preoccupa, da tifoso nerazzurro ho paura della situazione di Milan Skriniar (contratto in scadenza nel 2023). Un giocatore forte come lui potrebbe lasciare il club e questo diventerà un grosso problema sia per la società sia per il tifoso. Serve un accordo per il rinnovo e lo spero tanto perché lui è davvero un giocatore molto importante sia per il presente che per il futuro della nostra squadra. Denzel Dumfries? Ho la sensazione che l’uomo da sacrificare sia proprio lui. Anche ai miei tempi si sacrificavano proprio i laterali perché sono i giocatori da sostituire con più facilità. Se perdiamo Dumfries sarà per la stessa politica di prima, l’anno scorso abbiamo perso Hakimi e quest’anno Perisic. Non è detto che una squadra rimane sempre competitiva se vende i giocatori migliori per poi piazzarli con gli altri, non la ritengo una strategia giusta anche quando dovrà essere qualcosa di inevitabile. Il ritorno di Hakimi? In questo momento è pura fantasia perché il bilancio non lo può permettere”, ha concluso Paolillo.

Tuttomercatoweb

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