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Gagliardini: “Io all’Inter? Grazie alla mia cultura di lavoro. Non ho più intenzione di avere questo minutaggio”

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Dopo la vittoria dell’Inter a San Siro contro il Verona, Roberto Gagliardini si concede per una veloce intervista ai microfoni di Sky Sport. Il giocatore vuole giocare di più e a giugno prenderà una sua decisione. Queste le sue parole:

“Non credo sia facile giocare così poco, però io cerco di dare sempre il massimo. Era da molto tempo che non facevo due partite di fila e oggi sono contento di aver dato qualcosa per questa vittoria – dice Gagliardini -. Siamo stati bravi a fare gol subito perché sappiamo bene che il gioco del Verona si basa a uomo e quindi grazie alla nostra lucidità la palla girava bene e così è arrivato anche il gol. La vittoria è la cosa più importante e dopo i 120 minuti contro il Parma non era facile”. 

Poi aggiunge: “Nella mia carriera ci sono stati un paio di allenatori di livello e ho creato il mio bagaglio che porterò sempre dietro di me. Se sono arrivato a Milano è grazie alla mia cultura di lavoro. Il contratto scadrà quest’anno a giugno e quindi non ho più intenzione di avere questo minutaggio. Sento dentro di me che posso dare ancora tanto e ho una grande voglia di dimostrare le mie capacità. A giugno prenderò le mie decisioni”, ha concluso.

Inter-Verona, le formazioni ufficiali: Gagliardini ancora titolare, Dzeko-Lautaro in attacco

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Dopo la vittoria per 2 a 1 contro il Parma ai supplementari in Coppa Italia, l’Inter torna a sfidare il Verona allo stadio San Siro in Serie A. Il tecnico dei nerazzurri Simone Inzaghi punterà sul solito 3-5-2. Ancora assenti Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku, invece tornano Nicolò Barella in panchina e Hakan Calhanoglu titolare. Dunque, André Onana tra i pali, anche Sami Handanovic indisponibile. Davanti a lui il trio della difesa Milan Skriniar, Francesco Acerbi che torna tra i titolari e Alessandro Bastoni. In mezzo al centrocampo Roberto Gagliardini insieme al numero dieci turco e Henrikh Mkhitaryan. Fuori dagli undici titolari anche Robin Gosens, sulla fascia sinistra ci sarà Federico Dimarco, invece sulla fascia destra Matteo Darmian al posto di Denzel Dumfries ancora non al meglio. In attacco la coppia Edin Dzeko e Lautaro Martinez. Joaquin Correa partirà dalla panchina dopo la brutta partita in Coppa Italia. Di seguito le formazioni ufficiali di Inter-Hellas Verona.

Ecco le formazioni ufficiali di Inter-Hellas Verona:

INTER (3-5-2): 24 Onana; 37 Skriniar, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 36 Darmian, 5 Gagliardini, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 9 Dzeko, 10 Lautaro Martinez. Allenatore: Simone Inzaghi.

In panchina: 21 Cordaz, 31 Brazao, 2 Dumfries, 6 De Vrij, 8 Gosens, 11 Correa, 12 Bellanova, 14 Asllani, 23 Barella, 33 D’Ambrosio, 42 Curatolo, 45 Carboni, 46 Zanotti.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): 1 Montipò; 27 Dawidowicz, 6 Hien, 17 Ceccherini; 29 Depaoli, 61 Tameze, 14 Ilic, 3 Doig; 30 Kallon, 8 Lazovic; 19 Djuric. Allenatore: Marco Zaffaroni.

In panchina: 22 Berardi, 34 Perilli, 4 Veloso, 9 Henry, 11 Lasagna, 20 Piccoli, 21 Gunter, 23 Magnani, 24 Terracciano, 32 Cabal, 42 Coppola, 70 Bragantini, 77 Suleman.

Arbitro: Fabbri. Assistenti: Valeriani – Di Monte. Quarto ufficiale: Minelli. VAR: Fourneau. Assistente VAR: Marchetti.

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Ravezzani: “Bellanova? Devastante. Il vero problema dell’Inter ha solo un nome”

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Durante una trasmissione a TeleLombardia, Fabio Ravezzani, giornalista e direttore di quest’ultima, si è espresso così su alcuni giocatori della rosa dell’Inter. Queste le sue parole:

“La squadra di Simone Inzaghi non è messa così male come vogliono farci credere. Denzel Dumfries non è un problema perché ci sta essere fuori tono dopo un ottimo mondiale. Per me lui è un grande laterale destro e all’Inter ha fatto più che bene non rimpiangendo più di tanto l’addio di Achraf Hakimi. Dumfries è un giocatore che un domani puoi tranquillamente venderlo almeno 30 milioni di euro e ti fai una bella plusvalenza. Poi c’è Raoul Bellanova che ha uno scatto e una potenza devastante, lui quando accelera è straordinario, mi piace molto questo giocatore. Per me il vero problema dell’Inter ha solo un nome e un cognome: Joaquin Correa. Se intendi tenere in campo un giocatore di questo livello, allora vale la pena mettere un primavera piuttosto che perdere tempo con lui”. 

Ravezzani aggiunge: “Mi spiego meglio, un giocatore della Primavera ha più entusiasmo e ci crede di più, Correa quando entra sembra che ti deve fare un favore. Fossi la società Inter valuterei immediatamente una sua cessione già a gennaio. E’ meglio trovare un attaccante più utile per la panchina, un attaccante che fa il suo quando viene chiamato in causa, perché Correa non so più dov’è ormai, ha uno sguardo perso nel vuoto. L’Inter ha fatto un investimento importante su di lui anche per colpa dell’insistenza di Simone Inzaghi, ora il tecnico piacentino deve prendersene le responsabilità. Vedo un Inzaghi in versione Mazzarri, dice di aver vinto tre partite in giro di una settimana ma nel frattempo sente tremare la terra sotto i suoi piedi”, ha concluso.

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