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Onana, Song racconta: “Ha pianto quando gli ho detto che non volevo più lavorare con lui”

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Il caso tra André Onana e Rigobert Song non si è ancora chiuso. Nelle ultime ore gira un video in cui l’allenatore del Camerun ha spiegato il motivo dell’esclusione dell’estremo difensore dell’Inter. Queste le sue parole:

“Volevo parlare con il presidente e sono andato da lui per spiegargli tutto. A Onana gli ho detto che non volevo più lavorare con lui e subito dopo ha cominciato a piangere – dice Song durante la ripresa a sua insaputa -. Lui è venuto da me per parlarmi prima della partita contro la Serbia, ma io l’ho bloccato subito e gli ho detto che non avevo tempo perché stavo preparando la partita per i miei giocatori. Poteva venire prima e non mentre preparavo il match. Il giorno precedente l’ho chiamato io ma lui non è voluto venire, quindi significa che c’è un problema. Dopo cosa fa? Si allena e poi fa il suo giochetto con i piedi, infatti, l’ho chiamato e gli ho detto ‘Caro André, questi giochi con i piedi sono rischiosi. Devi giocare con la palla laterale perché è più facile recuperare tempo quando la perdi e tornare subito in porta”.

L’allenatore dei Leoni Indomabili continua a raccontare: “Il presidente Samuel Eto’o ha appoggiato la mia decisione. Durante l’allenamento parlo con i ragazzi più maturi, lui viene da me e mi chiede spiegazioni, gli rispondo ‘Io non parlo con te, chi sei?’ ho chiuso l’allenamento in anticipo per colpa sua. Sono andato da lui e gli ho detto ‘Ragazzo, mi hai rovinato questo allenamento’. Il presidente osservava dalla tribuna, lui è andato da Eto’o con la speranza di guadagnare il suo appoggio, però Eto’o gli ha risposto che doveva parlare con me e non con lui”, conclude Song.

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GdS, ammissione Juve: “Rischiamo l’esclusione o limitazione all’accesso in Serie A e Champions”

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“La Juve è in ansia – scrive oggi la Gazzetta dello Sport -. La squadra di proprietà degli Agnelli-Elkann teme la Consob, la Uefa e soprattutto la Procura di Torino che ieri ha inviato gli atti a quella di Bergamo e Genova (ci sono anche Sassuolo, Udinese e Empoli). La Juve ammette per la prima volta che c’è il rischio di esclusione dalle competizioni come la Serie A e la Champions League. La Figc e la Uefa non l’hanno presa bene e quest’ultima ha aperto un’inchiesta ufficiale nei confronti del club bianconero”. 

Insomma, un’altra crisi gravissima negli ambienti della Continassa: “La società rimane in vista a effetti negativi di alta potenzialità, soprattutto significativi, sulla reputazione e sulla situazione economica e finanziaria. La Juve rischia sanzioni, esclusione o limitazioni all’accesso ad ogni competizione sportiva c’è ed è alto”. Come scrive la rosea, il rischio di essere messi fuori dalle competizioni europee e nazionali è molto alto. A meno che qualcuno prendesse in considerazione il patteggiamento…

La Gazzetta dello Sport

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Hakimi recrimina: “Marocco? Qui mi sento importante e mi danno fiducia, a Parigi non ricevo palla”

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Il Marocco dell’ex interista Achraf Hakimi sta facendo un grandissimo Mondiale in Qarar. A proposito di questi grandi traguardi, l’esterno ha parlato così ai microfoni del quotidiano spagnolo Marca:

“Giocare per il tuo paese è davvero meraviglioso, qualcosa di straordinario. Stiamo facendo la storia del calcio in Africa ed è bellissimo come la nostra gente sta vivendo questo bellissimo momento. Ci aiuta a fare bene, ci da la forza di continuare verso questa strada e fare delle bellissime cose. Questi momenti non potranno mai essere dimenticati, soprattutto quando scrivi la storia. Questo Marocco è completamente diverso e si vede, siamo un gruppo che ha fame, un gruppo giovane e ambizioso. Finalmente è arrivato il momento di cambiare mentalità e obiettivo, pensare in grande. Cambiare nei confronti dei paesi arabi, perché anche noi possiamo fare bene. Noi arabi possiamo fare grandi cose in Europa e nel Mondo. Lo stiamo dimostrando adesso”.

Hakimi manda anche un messaggio chiaro al Psg: “Nel Psg ci sono dei grandi calciatori come nel nostro Marocco, solo che in Nazionale sono più importante a livello di gioco. Qui mi passano di più il pallone, mi fanno sentire importante e a mio agio, cosa che a Parigi non succede. Lì è completamente diverso, perché corro e non ricevo quasi mai la palla – recrimina il giocatore -. Nel Marocco i miei compagni mi cercano sempre, sanno che potrei essere pericoloso in attacco e importante in difesa, mi danno fiducia e io ovviamente cerco di ricambiare”, ha detto il laterale marocchino.

Marca

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