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Materazzi abbraccia Eto’o e punge di nuovo Ibrahimovic

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TraMarco Materazzi e Zlatan Ibrahimovic non scorre buon sangue, non è mai scorso e, probabilmente, mai scorrerà. Gli innumerevoli botta e risposta in campo e a distanza tra i due hanno da sempre infiammato il web. L’ex difensore nerazzurro punge di nuovo l’attaccante rossonero, infatti, Matrix è tornato alla carica con un commento che elogia l’ex compagno di squadra ed eroe del Triplete nerazzurro, Samuel Eto’o, e manda un messaggio piuttosto chiaro al rivale di sempre, con tanto di emoticon divertita, facendo infuriare i tifosi del Milan.

Materazzi scrive, lasciando davvero pochi dubbi sul destinatario: “C’è chi ha vinto 2 triplete e chi…. nemmeno la Champions…. Ci sarà un motivo”.

MATERAZZI VS IBRAHIMOVIC

Il primo incontro-scontro tra lo svedese e il campione del Mondo va in scena il 2 ottobre 2005, con il difensore centrale dell’Inter che stende Ibra (allora con la maglia bianconera) nella zona centrale del campo e lo costringe al cambio. L’attaccante si lega al dito l’intervento e il 14 novembre 2010 si prende la sua rivincita: entrata killer in un derby di Milano, deciso in favore dei rossoneri proprio dallo svedese. In quell’occasione, Materazzi fu costretto ad andare all’ospedale e Ibra dichiarò: “Ho aspettato questo momento per quattro anni”. Da lì in poi, tra i due le cose non hanno fatto altro che peggiorare.

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Pedullà: “Il Monza vuole Gagliardini. Contatti in corso”

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Il Monza di Silvio Berlusconi su Roberto Gagliardini. Notizia fresca riportata dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà. Queste le sue parole:

“Il Monza non si ferma più: vuole chiudere Petagna per l’attacco, intanto nelle ultimissime ore ci sono stati contatti con l’entourage di Roberto Gagliardini. Il centrocampista ha saltato l’amichevole di Lugano per precauzione, dovrebbe essere a disposizione per la gara di domenica contro il Monaco. Ma intanto il Monza ha fatto un tentativo concreto, in attesa di una risposta. Ricordiamo che il contratto di Gagliardini con l’Inter è in scadenza il prossimo giugno”.

alfredopedulla.com

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Asllani: “Al messaggio di Zanetti sono quasi svenuto. L’Inter è il sogno della mia vita”

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inter.it

Kristjan Asllani scrive una lettera per Cronache di Spogliatoio, il giocatore albanese si racconta fino all’arrivo all’Inter. Le sue parole:

“La ‘Sagra dello stringozzo’ è un appuntamento imperdibile dalle mie parti. A Buti ci sono arrivato quando avevo due anni, partendo con la mia famiglia dall’Albania. Due anni fa, prima del Covid, per l’ennesima volta c’ero anche io. Amo le sagre e fare il cameriere. Corri sudato schivando le sedie e le zanzare per portare il cibo ai compaesani, ai turisti e alle persone che accorrono dalle zone vicine. Due anni dopo, beh, ho dovuto saltare la sagra perché ho coronato il sogno di diventare un giocatore dell’Inter. Che emozione aver ricevuto quel messaggio da Javier Zanetti: «Benvenuto all’Inter, Kristjan». Sono mezzo svenuto. Mentre i miei migliori amici servivano ai tavoli, io mi sono ritrovato nella stessa stanza di Romelu Lukaku per fare la prova sotto sforzo durante le visite mediche. Avevo la maglia dell’Inter perché l’Inter mi aveva appena comprato. Ci ho capito poco di quei giorni, sono sincero: un po’ perché i riflettori non fanno per me, e forse Parco Danielli e Piazza Garibaldi sono gli unici luoghi in cui mi sento a casa; un po’ perché nel 2010 avevo 8 anni e in punta di piedi al bar, in mezzo agli anziani più alti di me, cercavo di vedere un pezzetto di schermo con la finale di Champions League contro il Bayern Monaco. Quella notte ho capito che amavo questa squadra. Si sentivano le sedie fremere sulle mattonelle quando Milito ha puntato Van Buyten, poi non ci abbiamo capito più niente. Mi ricordo che è volato per terra qualche bicchiere, e io saltavo e saltavo”.

LA FEDE INTERISTA

“Non era un segreto, lo sapevano tutti. Tifavo Inter – sottolinea Asllani -. Ho realizzato il sogno della mia vita, indossare la maglia dell’Inter. Nel giro di un anno ho vinto il campionato Primavera, eliminando proprio l’Inter in semifinale con un gol su punizione; ho segnato il primo gol in Serie A contro l’Inter a San Siro. E alla fine sono diventato nerazzurro, anche se lo sono sempre stato. Dormivo con il pallone sotto al braccio, proteggendolo con la coperta come si fa da bambini per schermarsi dai mostri della notte. Sognavo i tifosi che urlano il mio nome al momento della firma. Pochi giorni fa ho scoperto che non era un sogno. Mio padre mi ha portato per la prima volta a Milano a vedere un derby tanti anni fa, vincemmo 2-1. Ci è tornato quando ho segnato proprio lì il mio primo gol in A, qualche mese fa. Doveva essere destino, lo aspetto al mio esordio: vediamo che combino”, conclude il centrocampista nerazzurro.

Cronache di Spogliatoio

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